Tempio
di Giano
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Tempio di Giano
Tempio di Giano


 

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Iānus, il dio romano degli inizi che da il nome al mese di gennaio. É Giano la divinità romana bicipite che guarda l’interno e l’esterno, il passato e il futuro. Nella Verona romana il suo tempio si trovava, con molta probabilità, al di sotto dell’attuale edificio della chiesa di San Matteo Concortine a pochi passi dalla Porta Iovia, in seguito Porta Borsari. Oggi, è un luogo di culto cristiano dismesso e l’edificio ospita un ristorante pizzeria. Quanto resta dell’ambiente sacro ai pagani è visibile attraverso alcuni lucernari e il piano di calpestio romano si raggiunge da una scala in marmo che inizia dove un tempo si trovava l’altare maggiore della chiesa. Giano è la più antica divinità tra gli dei nazionali dell’Antica Roma e il suo culto si perde nella notte dei tempi. Quasi certamente era legato ai cicli naturali della raccolta e della semina. Alla divinità dell’apertura e dell’inizio si lega il nome del colle Gianicolo: infatti, secondo la tradizione, a lui si deve la fondazione di un centro abitato, Ianiculum. A Roma, un luogo di culto a lui dedicato esisteva fin dai tempi del secondo re Numa Pompilio. Una traccia dell’antico tempio sacro pagano rimane in alcune monete dell’imperatore Nerone dove su una faccia si scorge con le doppie porte chiuse, come era solito essere tenuto durante i periodi di pace. Al contrario, in tempo di guerra le porte del Tempio di Giano venivano aperte per favorire l’aiuto divino in qualsiasi momento. È questa un’usanza ripresa più tardi dall’arte barocca come allusione al tema della guerra.

È disponibile al download un poster.

Marco Cerpelloni