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L.O.V.E. Museo della Lirica

L.O.V.E. Museo della Lirica

Apre il L.O.V.E. Museum, un connubio tra arte e mondo lirico. Allestito all’interno di Palazzo Orti Manara e curato da Alberto Chiantera, il Museo è dedicato a tenori e soprani, veronesi e internazio-nali: da Giovanni Zenatello a Maria Callas, da Nino Martini a Nino Ederle, da Giuseppe Verdi a Giuseppe Lugo. Sono esposti arredi e vestiario, gioielli e foto, documentazione cartacea e dischi unici suonati da grammofoni ultracentenari. Il materiale è parte della collezione privata della famiglia Chiantera e qui esposto per la prima volta in un percorso museale. Sono oltre 1000 pezzi che si pos-sono vedere gratuitamente grazie all’associazione Museo della radio e Cerea Banca 1897, che ha messo a disposizione il palazzo. Il nome è un acronimo che, come spiega Francesco Chiantera presi-dente dell’associazione, «poteva fermarsi a LOV», Lyric of Verona (Lirica di Verona). «Ma era giu-sto completarlo con Experience per formare LOVE e dichiarare apertamente l’amore che nutriamo per Verona e la cultura. Love è un’esperienza unica, estetica e didattica». La selezione visibile nelle sale al piano terra e al primo di Palazzo Orti Manara comprende arredi di scena originali dal Metro-politan Opera House di New York, dal teatro di San Carlo di Napoli, dal teatro Politeama Greco di Lecce e da altri prestigiosi palcoscenici. Tra gli oggetti esposti ci sono le foto private e uniche di Gallese Martini, il disco firmato da Beniamino Gigli, i telegrammi fra gli artisti Ederle, Martini e Zenatello. Palazzo Orti Manara si affaccia su stradone Porta Palio ed è stato disegnato dall’architetto Luigi Trezza nella seconda metà del Settecento. L’edificio si contraddistingue per il grande portale adornato con quattro télamoni a sostegno del balcone e la parte superiore mostra un’architettura che si lega alla tradizione veneta del tempo. Nei saloni interni si conservano alcune travi dipinte, affreschi alle pareti, cornici in pietra alle porte in legno massiccio bugnato, busti sugli architravi e alcune statue. I pavimenti sono in battuto alla veneziana e nel grande salone è presente un camino a muro con cornice in pietra locale. 

Marco Cerpelloni