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Domus Mercatorum

Domus Mercatorum

La «Domus Mercatorum» è situata sul lato sud-ovest di Piazza Erbe dove l’antico Foro Romano incrocia via Pellicciai. Chiusa dagli anni Settanta, quando la Camera di Commercio si trasferì nella nuova sede di Corso Porta Nuova, la domus è una delle costruzioni ad oggi più inaccessibili. L’edificio era sede delle arti o corporazioni ed è noto anche con il nome di Casa dei Mercanti. La sua costruzione risale all’epoca comunale e ospitò le singole associazioni di mestiere in un’epoca nella quale si affermava la borghesia costituita principalmente da mercanti che spesso erano anche produttori, diventando essi stessi imprenditori. In città vi erano quarantaquattro arti e oltre la metà erano attive nel ramo dell’abbigliamento che univa il lavoro della lana, del lino e del pellame. A questi «mestieri» si aggiungevano le arti professionali raccolte in collegi e regolate da statuti. Costruita in un primo tempo in legno, la domus fu rifatta in pietra sotto Alberto I della Scala nel 1301 e terminata con il figlio Bartolomeo I. Nel 1304 gli succedette il fratello Alboino che divenne anche il primo Podestà della domus. Nel 1388 arrivarono i Visconti e nel 1405 i Veneziani. Le tracce di questo passato sono ancora parzialmente visibili su alcuni soffitti lignei mentre una iscrizione marmorea riporta i principali eventi successivi sino alla metà del secolo scorso. All’interno, il lungo corridoio a «L» termina con la sala delle assemblee pubbliche e una delle stanze che si affaccia su via Pellicciai conserva un arredo su tutti i lati costituito da un mobile in legno a scomparti con ante. Accanto alla scala che porta ai piani superiori del vicino edificio si incontra una sala con pareti rosse e al primo piano un balcone regala uno scorcio inedito di Piazza Erbe. L’ultima rampa conduce al sottotetto della domus dove si raggiungono le capriate, un luogo unico che svela il progetto degli ingegneri dell’epoca. Oggi, sulla scia della manifestazione d’interesse presentata dalla Camera di Commercio nell’ambito della «Variante 29» (il nuovo documento urbanistico dell’Amministrazione comunale) i 900 metri quadrati della domus ritorneranno alla loro antica vocazione commerciale, accogliendo la sede di alcuni negozi. 

Marco Cerpelloni