23 settembre 2019

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10.09.2019

Schumacher in ospedale sotto falso
nome per terapia con staminali

Michael Schumacher
Michael Schumacher

È cominciata, secondo i programmi, la terapia «top secret» per Michael Schumacher, il composto di cellule staminali preparato dal professor Philippe Menaschè, secondo quanto si apprende da fonti di stampa. Davanti all’ospedale Georges Pompidou, dove l’ex pilota di Formula 1 gravemente ferito in un incidente di sci nel 2013 è arrivato nel più stretto riserbo ieri alle 15:40, ci sono alcuni giornalisti ma nessuna ressa.

 

Come per le due precedenti visite a Parigi, in preparazione del trattamento cominciato oggi, Schumacher è arrivato nel massimo segreto, a bordo di un’ambulanza con targa svizzera, di Ginevra. Le altre volte, era giunto in elicottero. Anche questa volta, il ricovero in ospedale è stato registrato sotto falso nome. Un servizio d’ordine impenetrabile rende impossibile, all’interno dell’ospedale, anche soltanto avvicinarsi alla porta del reparto rianimazione chirurgica e traumatologica in cui è ricoverato Schumi.

 

 

Un intervento sperimentale con staminali su una persona in coma, come quello a cui probabilmente è sottoposto Michael Schumacher, è stato tentato anche qualche anno fa in Italia. Lo afferma Angelo Vescovi, direttore scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, secondo cui è giusto provare una terapia sperimentale se non ci sono alternative ma sempre seguendo i principi dell’etica e della sicurezza del paziente. «Circa 5-6 anni fa ero stato contattato da una persona che conosceva la famiglia di Schumacher, che mi aveva chiesto se si poteva fare qualcosa, ma poi non se ne fece più nulla - ricorda Vescovi -. In quel periodo con il mio gruppo avevamo fatto un tentativo, dopo l’ordine di un giudice, iniettando nel cervello di un ragazzo in coma le stesse cellule che usiamo per la sclerosi multipla, con risultati abbastanza buoni. Dopo il caso Stamina però è cambiata la legge, e da noi questo uso compassionevole è diventato molto più difficile, praticamente impossibile. Al momento però possiamo solo fare ipotesi su cosa stiano facendo a Parigi, anche perchè non esistono dati pubblicati sull’uso di staminali su persone in coma, anche se non possiamo escludere che i ricercatori che seguono il pilota abbiano qualche risultato preliminare, magari sugli animali».

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