#VeronaVota2022

Tommasi: «L'obiettivo è la qualità della vita di Verona con scelte partecipate e abitudini "europee" da incentivare»

Damiano Tommasi a #VeronaVota2022
Damiano Tommasi a #VeronaVota2022
VeronaVota2022 - Tommasi

A #VeronaVota2022 è il turno di Damiano Tommasi, l'ex calciatore e già presidente dell’Associazione italiana calciatori, che raduna sei liste attorno alla coalizione civica «Rete!» che comprende anche il PD, Azione +Europa, Traguardi,  in Comune per Verona Sinistra Civica Ecologista, Europa Verde Demos-Volt.

Il nome di Tommasi era circolato anche alle scorse amministrative, ma la proposta non era stata colta «perché le condizioni erano diverse e anche la proposta era molto diversa», specifica Tommasi. Questa volta, però, dopo una lunga riflessione l'ex calciatore e presidente del sindacato dei calciatori, ha deciso di accettare: «Ci ho messo tempo a decidere perché pensare a come cambierà la mia vita dal 12 giugno in poi, meritava una riflessione approfondita. Alla fine mi sono deciso per il sì soprattutto perché credo che la politica abbia perso parecchio terreno nei confronti soprattutto dei giovani e  di credibilità. Sicuramente la scarsa affluenza alle urne l'autunno scorso mi ha fatto propendere per il sì, perché la politica in generale ha bisogno di messaggi nuovi, di credibilità di convincere le persone che partecipare alla vita cittadina è il modo migliore per migliorare la città, per far sognare i nostri ragazzi e soprattutto per essere vicini ai cittadini e alle cittadine».

Tommasi replica anche a quanto affermato da Sboarina sulla sua coalizione «dove c'è di tutto e di più» e per questo non sarebbe credibile. E ribatte: «Premesso che le accuse fanno parte del gioco, la litigiosità non fa certo parte della nostra coalizione. E poi fa un po' specie sentire un sindaco che dice questo, perché credo che la città sia di tutto e di più. Penso che essere amministratori di una città sia proprio questo, riuscire a fare stare insieme le varie esigenze, necessità, doveri e diritti dei cittadini che hanno il diritto di esprimersi e di essere quello che sono».

La sfida quindi per Tommasi è proprio quella di unire le varie anime della città con un obiettivo comune «che è la qualità della vita di Verona e i prossimi dieci anni di Verona». E precisa: «I veri avversari sono gli elettori e le elettrici che non andranno a votare».

E sulla mancanza di esperienza, di cui invece lo ha accusato Tosi, precisa: «Fa specie che verso la fine della campagna elettorale anche gli altri candidati inizino a usare parole che noi usiamo fin dall'inizio quindi proprio inesperto probabilmente non sono visto che si parla di Europa, competenze, giovani e università. Tutte parole che ho sentito anche dagli altri candidati con qualche mese, qualche anno di ritardo». E sulle competenze ribatte: «Credo basti chiedere a chi fa girare la macchina amministrativa se sono contenti di come ha funzionato in questi anni. Tanti licenziamenti e pensionamenti del personale: c'è bisogno di mettere mano alla macchina organizzativa con competenze. Non si nasce tuttologi, bisogna affidarsi a persone competenti nei luoghi giusti e credo sia uno degli elementi che sta pagando Verona: non scegliere per competenza ma per appartenenza».

Ed è in tema di mobilità che Tommasi lancia un messaggio nuovo: «La mobilità dolce credo sia un obbligo, ragionare su un cambio culturale e di abitudini e come tutti i cambi di abitudini ha bisogno di tempo ma anche di infrastrutture che agevolino queste scelte. Fatichiamo ancora ad abituarci a uno stile di vita europeo di muoversi a piedi, con i mezzi pubblici o bici e monopattino. Questo è uno dei nostri grandi obiettivi, un percorso nel medio termine  per portarci agli standard europei. Ovviamente in questo manca molto il trasporto pubblico di massa che aiuta».

E il traforo? «Il traforo è un mantra che torna ad ogni tornata elettorale, la coperta di Linus che sembra la panacea di tutti i mali, il grande progetto da portare avanti, la verità è che bisogna chiedersi il perché delle grandi infrastrutture le tempistiche e i costi e su questo ci sono parecchie voci discordanti e soprattutto non si sia fatto ancora abbastanza per incentivare l'utilizzo del mezzo pubblico per decongestionare l'area del teatro Romano. Non siamo contro a prescindere, siamo per un progetto ragionato che abbia sostenibilità economica e che serva a decongestionare una zona che merita di essere guardata con attenzione. Va ragionato e non va fatto tanto per fare. E credo che dialogare con le diverse zone di Verona sia importante».

E sul futuro dello stadio Bentegodi? «Lo stadio è di proprietà comunale. Ci sono due criticità rispetto a qualche anno fa e sono la mancanza di un'altra squadra nella categoria che rende redditizio un investimento su una struttura così importante e l'altro aspetto il rincaro delle materie prime che pesa sul budget. Il dato certo è che oggi lo stadio ha bisogno di un intervento per renderlo utilizzabile per il campionato di serie A dove giocherà il Verona e sono soldi spesi su una struttura obsoleta. Credo che prendere l'occasione per ragionare sullo stadio e ragionarlo su un quartiere sia un pensiero da fare». Un pensiero che però per Tommasi va fatto dialogando «con la squadra che si dovrà impegnare a rimanere in città e ad avere più possibile la categoria adatta per sostenere una spesa del genere». E aggiunge: «In ultimo, non c'è in Veneto uno stadio che ha una licenza Uefa e questo fa riflettere anche sulla visione che abbiamo noi dell'Europa e dove vogliamo posizionarci a livello internazionale anche a livello sportivo».

E anche in ambito ecologia  Tommasi parla di abitudini da rivedere intendendo che la rivoluzione la fanno i cittadini con i loro comportamenti adeguatamente incentivati. «Sulla raccolta differenziata, ad esempio, Verona ha bisogno di trovare soluzioni in questo ambito, il dato certo è che c'è una percentuale troppo bassa della differenziata e non è adeguata. Si è parlato molto di Amia "in house", di nomine Serit, ma credo che bisognerà iniziare a parlare di interventi sulle abitudini dei cittadini mettendoli nelle condizioni di avere una città più pulita ma anche al passo con i tempi superando il 70 per cento di differenziata nei prossimi anni».

Il ballottaggio? «Ne parleremo eventualmente dal 14 giugno in poi, adesso c'è da convincere i veronesi ad andare a votare.  E se si dovrà andare al ballottaggio, come ci si arriverà sarà importante  perché, come tutte le partite di andata e ritorno, dipende molto come va l'andata e il modo di affrontare la partita di ritorno».

 

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Giorgia Cozzolino