#VeronaVota2022

Alberto Zelger: «Andrò io al ballottaggio. Sono l'unico a battersi contro la dittatura sanitaria e questo sistema perverso»

Alberto Zelger a #VeronaVota2022
Alberto Zelger a #VeronaVota2022
VeronaVota2022-Zelger

Prosegue #VeronaVota2022, lo spazio dedicato ai candidati sindaco di Verona. Oggi incontriamo Alberto Zelger, già consigliere comunale della Lega e ora supportato alla corsa elettorale da tre liste: Verona per la libertà, Zelger sindaco e Il Popolo della famiglia.

Una candidatura la sua acclamata al grido: «Stop dittatura sanitaria, No Green Pass» del movimento che ha occupato le piazze veronesi nell'ultimo anno. «Mi hanno chiesto di scendere in campo perché ero l'unico che si batteva in consiglio comunale contro la dittatura sanitaria», ammette Zelger. «Dopo 15 anni in consiglio comunale pensavo di tornare a godermi i nipotini, ma mi hanno quasi costretto ad accettare».

E quali sono gli obiettivi prioritari delle sue liste? «Il primo punto è quello di combattere le discriminazioni, non si può discriminare una persona da un tampone positivo e negativo; il secondo è quello di eliminare la censura, gli scienziati internazionali di chiara fama che vengono oscurati dai media e soprattutto dal mondo politico. Chi si oppone a questa visione unilaterale viene emarginato o espulso dall'ordine dei medici», dichiara Zelger che sottolinea il ruolo del sindaco come «tutore della salute pubblica» e «come tale può benissimo imporre alcune scelte in controtendenza. Per esempio può evitare la discriminazione del controllo fiscale che crea divisioni nelle scuole».

E poi il sostegno all'economia locale. Zelger spiega: «La gestione pandemica ha creato problemi molto grossi all'economia locale, molti negozi e produttori locali hanno chiuso e perso fatturato. A questi vogliamo rivolgerci per soccorrerli con agevolazioni fiscali ma soprattutto per dare garanzie attraverso una rete di negozi locali per combattere la mania di acquisti online». 

Un altro punto su cui insiste Zelger è quello di «promuovere una sana informazione, ora è impossibile parlare di danni da vaccini eppure basta andare sulla banca dati europei che rileva tutti gli effetti collaterali che parla di 40mila persone decedute dopo il vaccino». E non ha importanza a quale percentuale di vaccinati si riferisce il numero di morti da lui citato perché spiega: «Non ha importanza, se uno yogurt è scaduto i Nas sequestrano lo yogurt in tutta Italia, qui abbiamo morti dichiarati dai tribunali, perché non si ritira il vaccino?». E sulle vita salvate dai vaccini, Zelger è dubbioso: «Tutto da dimostrare perché ci sono medici che hanno curato e guarito persone malate da Covid. Il pullman dei militari a Bergamo? Dicono che sia stata un po' una sceneggiata...». E prosegue: «Non sono un complottista, sono tutte cose documentate, esistono documenti internazionali, gli effetti avversi». 

Non solo, il candidato denuncia che «gli ospedali ora sono in forte crisi, sono pieni di persone che tornano per gli effetti da vaccini.  Ho testimoni personali, persone che lavorano negli ospedali veronesi, che non lo denunciano perché hanno paura di emergere».  Zelger riferisce di essere per la libertà di vaccinazione e si rifiuta di dire se si è vaccinato: «Sono cose riservate, lo stato vuole entrare nella sfera personale». 

Quali le sue previsioni elettorali? «Io andrò al ballottaggio, poi vedremo chi si allea con me», afferma perentorio ignorando gli ultimi sondaggi. «I veronesi, di fronte all'inerzia dei partiti, non si riconoscono più per la loro sudditanza a una politica nazionale folle, sono tutti succubi di una dittatura sanitaria. La famiglia è quella che soffre di più di queste politiche non succedeva nemmeno sotto Stalin di chiedere un passaporto per andare a lavorare».

E conclude: «A Verona c'è il 43% di persone che nel 2017 non è andato a votare,  sono persone che non si piegano al potere della dittatura italiana e internazionale, sono persone che vanno risvegliate e possono andare a votare contro questo sistema perverso».

E nel caso non arrivasse al ballottaggio? «Nessuna alleanza. I miei elettori sanno già per chi votare oppure anche di non andare a votare. O i partiti si piegano a una cultura diversa oppure sono persi, alla lunga la libertà e la verità vinceranno».

Libertà anche di abortire o di sposarsi con una persona dello stesso sesso? Il candidato, che è un forte promotore delle mozioni antiabortiste e oppositore dei diritti dei gay, afferma: «Nel logo del Popolo della Famiglia c'è scritto "NO Gender nelle scuole" e già questo è un chiaro segnale. Che poi all'interno delle mie liste ci siano persone che la pensano diversamente, però tutti riconoscono ed è scritto nel programma elettorale che la famiglia è il pilastro del welfare e il motore dell'economia».

 

QUI LE ALTRE INTERVISTE

  •  
Giorgia Cozzolino