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Federico Sboarina: «Ma quale immobilismo, la città è in grande cambiamento. L'estrema destra? Io sono un moderato e un liberale»

Federico Sboarina a #VeronaVota2022
Federico Sboarina a #VeronaVota2022
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Cinque anni sulle spalle, cinque anni «complicati e intensi». Definisce così Federico Sboarina, sindaco di Verona e candidato alle prossime amministrative, il suo mandato da primo cittadino a #VeronaVota2022, lo spazio del nostro sito dedicato ai candidati alla carica di primo cittadino.

«Cinque anni complicati. Due anni e mezzo pesantemente colpiti dalla pandemia e subito dopo dal caro bollette, aumentate dalla guerra in corso», precisa. «Anni quanto meno intensi, con tantissimo da lavorare per prendersi cura della comunità, anni in cui la priorità era quella di portare la città, e ogni singolo veronese, fuori da quella situazione drammatica e straordinaria che non avevamo mai vissuto prima. Nessuno di noi aveva il libro delle istruzioni, non c'era un manuale su come gestire la pandemia e abbiamo dovuto scrivercelo da soli», precisa Sboarina facendo una sorta di bilancio.

Il sindaco respinge le accuse di immobilismo e attacca: «Quando una opposizione non sa cosa contestare si dice sempre che la città è immobile. La città non è immobile, è stata colpita da una pandemia. E nonostante ciò sono state fatte tante cose, sono partiti tanti lavori che cambieranno il volto della città, il futuro è già in costruzione». E snocciola un lungo elenco di finanziamenti e cantieri, dall'aeroporto alla riqualificazione di Verona Sud fino all'Arsenale, ma l'opera messa in moto cui tiene di più, precisa Sboarina è «quella del Central Park».

E «ciliegina sulla torta», il primo cittadino cita i Giochi 2026. «Siamo pure riusciti a ottenere, grazie al governatore Luca Zaia, le Olimpiadi del 2026: la finale dei Giochi e l'apertura delle Paralimpiadi. Due miliardi di persone che si collegheranno per vedere la nostra città. E tutto questo è in un preciso cronoprogramma. E nonostante le incertezze per il Covid e la guerra, i turisti stanno già tornando nella nostra città, da noi ci sarà lavoro e occupazione per una città che cresce».

Parlando di coalizioni Sboarina commenta la scelta di Forza Italia di appoggiare il rivale, l'ex sindaco Flavio Tosi, ribadendo: «C'è una squadra sola di centrodestra, poi se c'è un giocatore che ha deciso di giocare con Renzi è una scelta legittima, ma c'è una sola squadra di centrodestra e l'antagonista è Damiano Tommasi, una coalizione di centrosinistra dove c'è dentro tutto e il contrario di tutto, una coalizione che non riuscirebbero mai a trovare una sintesi e l'abbiamo visto tra il 2002 e il 2007».

E sul tema sicurezza nei quartieri che, gli ricordiamo era una delle sue priorità nel 2017, Sboarina è sicuro di quale sia la soluzione: «Abbiamo appena approvato la Variante 29 che è lo strumento urbanistico che dà la rigenerazione reale dei quartieri. Gli spazi abbandonati verranno recuperati e migliorerà la vita dei quartieri».

 

QUI L'INTERVISTA DEL 2017

 

Poi si concede una riflessione sugli ultimi fatti di cronaca avvenuti in centro storico e ammette: «Dobbiamo fare tanto sulla prevenzione, lavorare sulla formazione sia dei ragazzini che dei genitori. Ma la sicurezza è data dai numeri: dal 2016 a oggi i reati che ci fanno percepire la sicurezza sono diminuiti del 22%. E quello che è successo negli ultimi giorni è la dimostrazione che c'è un controllo del territorio perché nel momento in cui prendi subito i responsabili, vuol dire che ci sei. In tutte le classifiche, Verona è considerata tra le più sicure tra le grandi città tanto che il Ministero dell'Interno ci invia meno risorse perché maggiori contributi vanno alle città più insicure».

E precisa: «Altra cosa la percezione di insicurezza su cui io continuo a lavorare con la prefettura e la polizia locale. Dobbiamo agire anche sul degrado, degrado che va contestualizzato al momento storico in cui le sacche di povertà sono aumentate. E nonostante le difficoltà di bilancio che tutti i comuni hanno, noi siamo riusciti ad aumentare la spesa sociale per le famiglie».

Sboarina parla poi dello stadio che non era nel suo programma del 2017 ma che si è affacciato al suo mandato con un progetto proposto dai privati che da un po' di tempo sembra in una fase di stallo mentre il Bentegodi mostra sempre più i segni del tempo. Il sindaco precisa: «Il progetto si è scontrato con il disastro di questi ultimi due anni (Covid, caro materie prime, fallimento del Chievo) che ha costretto la correzione del business plan. Ma ho portato avanti questa idea dei privati perché ci sono tante priorità e i veronesi non devono tirare fuori un centesimo per questo».

Sboarina si risente un po' quando gli si chiede se non si sente offeso dall'accusa delle opposizioni di aver «istituzionalizzato» l'estrema destra scaligera, ma replica: «Più che offendermi non corrisponde alla realtà, chi fa certi comportamenti è automaticamente fuori. Rimando al mittente, sono una persona equilibrata, non ho mai negato una sala a nessuno, né a destra né a sinistra perché tutti devono avere la libertà di esprimere il proprio pensiero». Quindi anche i fascisti? «No, questo è l'atteggiamento di chi vuole vedere il male dove non c'è. Quando dico a destra e sinistra, intendo che nessuno all'interno dello spazio pubblico può permettersi di commettere reati, ma deve poter esprimere il proprio pensiero. Io rispetto le opinioni di tutti e pretendo che vengano rispettate anche le mie, che non sono posizioni estremiste, ma moderate».

E nel gioco delle ipotesi Sboarina è abbastanza convinto che «l'elettorato di Forza Italia e i tosiani voteranno me nel caso di un ballottaggio tra me e Tommasi perché è un elettorato che vota i programmi, al di là dell'appartenenza politica».

Mentre nel caso di uno duello finale tra Tosi e Tommasi, sostiene: «Per essere coerente con quello che ho detto, non posso pensare che la mia città venga amministrata da una coalizione dove c'è dentro di tutto e il contrario di tutto. Con Tommasi condivido l'amore per l'Hellas e la città ma amministrare una città è una cosa diversa. E dall'altra parte, con tutto quello che è successo con Tosi negli ultimi anni, mi riservo di pensarci, ma spero di non dover mai scegliere per il male minore».

Infine, nell'ipotesi di un ballottaggio tra Tosi e Sboarina, il sindaco uscente sostiene: «Visto i numeri che circolano è l'ipotesi dell'irrealtà e sono certo che non succederà. Se dovesse succedere anche lì, ripeto, c'è una squadra sola di centrodestra e quindi l'elettorato di centrodestra andrà in una sola direzione».

Giorgia Cozzolino