#VeronaVota2022

Flavio Tosi: «La Verona di Sboarina come quella di Zanotto, ma ora torna lo sceriffo. Io in Forza Italia? Ho un debito d'onore»

Flavio Tosi a #VeronaVota2022
Flavio Tosi a #VeronaVota2022
VeronaVota2022 - intervista a Flavio Tosi

A #VeronaVota2022 è il turno di Flavio Tosi, l'ex sindaco-sceriffo, che corre per tornare alla guida della città, con 9 liste a supporto tra cui quella di Forza Italia, l'appoggio di Italia Viva di Matteo Renzi e soprattutto dell'ex rivale Michele Croce.

Un supporto quello del partito di Berlusconi che Tosi definisce «leale» al punto da anticipare un suo possibile ingresso nel partito. «A livello provinciale, Forza Italia ha sposato la linea di dire "sosteniamo il territorio"», spiega il candidato sindaco, «in futuro potrei entrare in Forza Italia? Ne parleremo dopo le elezioni, sperando che ci sia il risultato che ci aspettiamo, ma è chiaro che ho un debito di onore e riconoscenza verso un partito che ha deciso di sostenermi lealmente. E io sono una persona leale».

Tosi mostra anche di non portare rancore: la nuova alleanza con Michele Croce, defenestrato da Agec con uno strascico di veleni, ha origine - precisa Tosi - durante la «battaglia combattuta per evitare che Agsm si fondesse con la milanese A2A, come voleva Sboarina. Se fosse andata in porto sarebbe successo come con Cattolica, la Cassa di Risparmio, il Banco Popolare... ci mancava solo ci portassero via anche Agsm».

Con Renzi invece il legame risale a quando l'ex premier del Pd era ancora sindaco di Firenze: «Lui ha capito, guarda alla qualità delle persone e a Verona ha fatto la scelta della qualità e dell'efficienza della persona che sa amministrare».

Tosi è ultra convinto di andare al ballottaggio, lo sente nelle ossa perché è sicuro che «gran parte dell'elettorato leghista voterà Tosi». E aggiunge: «Non lo dico solo io, ma anche l'europarlamentare Gianantonio da Re, uno che ha peso in Lega. Perché? Perché la stessa Lega a livello locale è andata avanti per mesi a dire la verità, ovvero "non ci riconosciamo nell'operato di Sboarina", dopo di ché è stato fatto un accordo sulle poltrone...», aggiunge, facendo riferimento esplicito al nuovo Cda di Veronafiere.

Tosi non ha molta voglia di guardare al passato se non quando richiama le sue «gesta» da "sindaco-sceriffo" ricordando tutti i provvedimenti che permisero di chiudere il campo nomadi, di allontanare vu' cumpra e barboni dal centro storico. E attacca: «La Verona di Sboarina sembra la Verona di Zanotto. Fino a qualche mese fa, quando non erano ancora tornati i turisti, dopo le 8 di sera chiudevano tutti e in città non girava nessuno. E anche ora risse, baby gang, aggressioni e violenze sono all'ordine del giorno sia in centro che in periferia perché non c'è presidio del territorio. Il tema sicurezza per noi è centrale e porteremo avanti con forza quindi da subito, torna lo sceriffo».

Guarda quindi al futuro, Tosi, e se gli si chiede se nello scandalo che coinvolse il suo vicesindaco Vito Giacino, non si accorse di nulla, risponde: «Tutti gli atti amministrativi vennero votati da tutta la giunta Tosi, da Sboarina e Polato e allora erano presenti, nessuno di quella giunta ne sapeva qualcosa. Sono fatti riferiti all'allora vicesindaco e, al di là di un episodio che riguarda i fatti di Giacino con un imprenditore, tutto il resto della pianificazione della città condivisa dall'amministrazione Tosi è stata una pianificazione positiva perché se oggi la città è quello che è non è certo per merito della giunta Sboarina che in 5 anni non ha fatto nulla. Tutti quei pochissimi cantieri che stanno andando avanti sono ancora figli di quella amministrazione».

Traforo, cosa si farà se Tosi tornerà sindaco? «Si riprende il progetto, ovviamente con una base diversa, perché la finanza di allora oggi non c'è più. Quello che si può fare con quei famosi 54 milioni si fa: da Poiano (tangenziale est) fino a Ca' di Cozzi, all'incrocio con via Preare, si fa in galleria naturale sotto le Torricelle e poi si prosegue interrato. Niente svincoli ad Avesa e Quinzano, si esce al Saval e fino a lì, con il contributo di Autostrada e il pedaggio lo si può realizzare. Per l'altra parte le ipotesi sono due: fondi Pnrr oppure utilizzare una parte dei sedimi ferroviari dismessi per prolungare l'opera. Però c'è la certezza di poter fare le due corsie per senso di marcia fino a Ca' di Cozzi esattamente come progetto originale».

E l'Arsenale? «Si riparte dal nostro progetto con la corte centrale coperta in vetro e acciaio e si va avanti».

Andare avanti sembra il motto di Tosi che anche sulla revoca delle mozioni omofobe del 1995 («io ero capogruppo della Lega e non le votai perché già allora le trovavo integraliste») dice: «Io non guardo al passato, ma a quello che i veronesi e la società si aspettano». 

 

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Giorgia Cozzolino