OTTO DOMANDE PER VERONA - 5

Capitale umano e lavoro come sciogliere i nodi

Test sui candidati veronesi in corsa per il voto del 25 settembre sul tema della ,ancanza di personale nelle imprese
In alto, da sx: Mattia Fantinati, Giorgio Pasetto, Matteo Gelmetti, Giuliano Occhipinti. Al centro, da sx: Simone Brizzi, Davide Bendinelli, Ivano Cordioli, Roberto Mantovanelli. In basso, da sx: Flavio Tosi, Maura Zambon, Fabio Salardini e Alessia Rotta
In alto, da sx: Mattia Fantinati, Giorgio Pasetto, Matteo Gelmetti, Giuliano Occhipinti. Al centro, da sx: Simone Brizzi, Davide Bendinelli, Ivano Cordioli, Roberto Mantovanelli. In basso, da sx: Flavio Tosi, Maura Zambon, Fabio Salardini e Alessia Rotta
In alto, da sx: Mattia Fantinati, Giorgio Pasetto, Matteo Gelmetti, Giuliano Occhipinti. Al centro, da sx: Simone Brizzi, Davide Bendinelli, Ivano Cordioli, Roberto Mantovanelli. In basso, da sx: Flavio Tosi, Maura Zambon, Fabio Salardini e Alessia Rotta
In alto, da sx: Mattia Fantinati, Giorgio Pasetto, Matteo Gelmetti, Giuliano Occhipinti. Al centro, da sx: Simone Brizzi, Davide Bendinelli, Ivano Cordioli, Roberto Mantovanelli. In basso, da sx: Flavio Tosi, Maura Zambon, Fabio Salardini e Alessia Rotta

Lavoro, occupazione e manodopera. L’altra faccia della situazione economica e delle imprese di questo periodo di tensioni su prezzi legate all’inflazione e ai rincari delle materie - da quelle energetiche alle commodities agricole - è la mancanza di personale nei vari settori produttivi e nelle attività commerciali.

Nel Veronese l’abbiamo visto nel turismo, in agricoltura e nel manifatturiero, per le figure di tecnici, ma non solo. Quali sono allora le proposte e le iniziative che i candidati alla Camera e al Senato intendono portare avanti se saranno eletti? Continua, sul tema del lavoro, la serie delle «8 domande per Verona», l’iniziativa de L’Arena in vista delle elezioni politiche del 25 settembre.

Nelle puntate precedenti i candidati hanno risposto a domande su: 

I prossimi ambiti saranno il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Pnrr, e la ripartenza: come accelerare per ottenere risultati? Quindi il turismo, che va a braccetto con il tema della cultura: quale può essere un modello per l’economia della bellezza, legata all’arte? E infine sanità, medici di famiglia e liste d’attesa: come si può intervenire, viste le carenze di personale sui territori? Sono le «8 domande per Verona» ai candidati al Parlamento

Vediamo cosa hanno risposta sul tema dell'occupazione:

Roberto Mantovanelli (Lega) 

La priorità è intervenire sui salari, con la riduzione del cuneo fiscale e la detassazione di premi e straordinari per mettere più soldi nelle buste paga dei lavoratori. Semplificare dove possibile e ripristinare subito i voucher, molto apprezzati soprattutto nei comparti agricolo e turistico, fondamentali per la nostra economia. Decontribuzione per le aziende che assumono giovani, il motore dell’innovazione. 

Flavio Tosi (Forza Italia) 

Rovesciare l’impostazione del reddito di cittadinanza che oggi costa quasi 10 miliardi l’anno, la maggioranza dei quali percepiti da persone che potrebbero lavorare. Per creare posti di lavoro, le risorse vanno date agli imprenditori, per agevolarli nelle assunzioni, non a giovani per spingerli a starsene a casa percependo 800 euro al mese. Ridurre il cuneo fiscale. E i concorsi pubblici vanno effettuati su scala regionale.

Matteo Gelmetti (Fratelli d'Italia) 

Ridurre le tasse sul lavoro, attraverso il taglio strutturale del cuneo fiscale e contributivo. Introdurre un meccanismo di super deduzione del costo del lavoro per le imprese che aumentano il numero di occupati rispetto agli anni precedenti. Queste alcune delle risposte che le imprese veronesi e venete vogliono, guardando a uno dei settori più caratteristici, il turismo e poi l’agricoltura.

Giuliano Occhipinti (Noi Moderati) 

Semplificazione della burocrazia, che costa alle aziende 57 miliardi e provoca una perdita di crescita di 70 miliardi, il 7% del Pil. Modificare il reddito di cittadinanza per favorire il reinserimento al lavoro. Detassare premi aziendali e aumenti retributivi fino a 200 euro al mese. Aiutare i giovani ad avviare imprese. Aggiornare la legge quadro sulle politiche sociali, per un coinvolgimento reale del Terzo settore.

Alessia Rotta (Partito Democratico) 

Uno stipendio in più a fine anno, salario minimo, riforma del reddito di cittadinanza, una legge contro i “contratti pirata”. Piena applicazione della legge sul caporalato e per l’equa retribuzione. Piena attuazione delle misure previste dal Pnrr sulle politiche attive e il potenziamento del Fondo nuove competenze. Estendere a tutti gli appalti pubblici la clausola di premialità per l’occupazione giovanile e femminile. 

Fabio Salandin (Verdi e Sinistra Italiana)

Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Salario minimo, un piano nazionale per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, protezione del potere d’acquisto dei salari attraverso un sistema che indicizzi automaticamente i salari e le pensioni all’aumento del costo della vita. Inoltre va difeso il lavoro, strutturando un sistema di tutele che contrasti il ricorso a clausole e condotte abusive.

Giorgio Pasetto (Più Europa) 

Salario minimo mobile e “buono lavoro”. Il reddito di cittadinanza va reso più efficiente nel ricollocamento al lavoro. Le aziende devono poter contare su sgravi del costo del lavoro e i voucher formazione/lavoro e i buoni lavoro sono ulteriori percorsi. Incentivare la scelta da parte delle nuove generazioni femminili di percorsi di formazione Stem, cioè legati a tecnologie e digitale.

Mattia Fantinati (Impegno Civico - Di Maio) 

Riduzione del cuneo fiscale. La scuola, gli istituti tecnici ma anche l’università devono sempre essere più innovativi. Il modello di Verona si sta rivelando ben funzionante, anche per il suo radicamento sul territorio. Per noi la parola d’ordine è la meritocrazia. Quindi largo ai giovani: lo Stato aiuti l’imprenditore agevolando l’inserimento dei giovani e il pensionamento di chi ha raggiunto i requisiti sufficienti.

Davide Bendinelli (Italia Viva - Azione)

Bisogna dare una mensilità in più ai lavoratori che sono già occupati, detassando l’imprenditore dal dover pagare gli oneri e i contributi previdenziali. E poi dobbiamo valutare seriamente il tema del reddito di cittadinanza: trovo davvero immorale che lo percepiscano coloro che possono lavorare, ma invece rimangono a casa, e che il reddito di cittadinanza venga pagato con le tasse dei lavoratori.

Ivano Cordioli (Italia Sovrana e Popolare)

Italia Sovrana e Popolarepersegue l’obiettivo della piena occupazione nel nostro Paese, in ossequio agli articoli 1 e 3 della Costituzione, che per noi è il cardine dell’ordinamento, a cui ci ispiriamo nell’azione politica. Proponiamo inoltre un salario minimo di 1.200 euro al mese e l’abrogazione dell’intera normativa sulle forme di impiego con contratti atipici - cioè il precariato - e della riforma Fornero.

Maura Zambon (M5S) 

Salario minimo, a 9 euro lordi l’ora; va poi contrastato il precariato. Stop a stage e tirocini gratuiti. Servono un nuovo Statuto dei lavori e dei lavoratori e una riforma degli ammortizzatori sociali, anche per autonomi, partite Iva, liberi professionisti e nuovi lavori. Ridurre l’orario di lavoro a parità di salario: le imprese che aderiscono ottengono esoneri, crediti di imposta e incentivi aziendali.

Simone Brizzi ((Italexit - Per l'Italia con Paragone) 

Riconquistare la sovranità monetaria ed economica. Contratti di lavoro che rispettino i diritti e la dignità dei lavoratori. La pressione fiscale sulle imprese è inaccettabile e ciò incide pesantemente sui salari. I giovani che si affacciano al lavoro devono contare su un futuro di opportunità. Quindi servono supporti all’imprenditoria giovanile e femminile. E basta con i bonus a pioggia.

 

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