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OTTO DOMANDE PER VERONA - 3

Catullo, Garda, Olimpiadi: quale road map per le infrastrutture? Le risposte dei candidati veronesi alle Politiche

di Enrico Giardini
Da sinistra, in alto: Valbusa, Padovani, Destri, Occhipinti. Al centro: Ferro, Pasetto, Salandini, Fantinati. Sotto: Bendinelli, Nottegar, Veronesi, Sautto
Da sinistra, in alto: Valbusa, Padovani, Destri, Occhipinti. Al centro: Ferro, Pasetto, Salandini, Fantinati. Sotto: Bendinelli, Nottegar, Veronesi, Sautto
Da sinistra, in alto: Valbusa, Padovani, Destri, Occhipinti. Al centro: Ferro, Pasetto, Salandini, Fantinati. Sotto: Bendinelli, Nottegar, Veronesi, Sautto
Da sinistra, in alto: Valbusa, Padovani, Destri, Occhipinti. Al centro: Ferro, Pasetto, Salandini, Fantinati. Sotto: Bendinelli, Nottegar, Veronesi, Sautto

Dall’aeroporto Catullo al lago di Garda, dalla variante alla strada statale 12 al filobus, alle opere in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi del 2026, quale “road map” per le infrastrutture, nel Veronese? E come i futuri parlamentari potranno interagire con gli enti locali scaligeri per indirizzare o implementare fondi? Anche sfruttando il Pnrr? Sono i temi della terza puntata di «8 domande per Verona» - l’iniziativa de L’Arena in vista delle elezioni politiche del 25 settembre - che abbiamo posto a candidati alla Camera e al Senato, a Verona. Eravamo partiti da domande sull’energia e sul caro bollette, per poi andare all’ambiente, all’acqua, al problema della carenza di risorse idriche anche dopo la grande siccità di quest’anno, e poi a quello della qualità dell’aria. Le altre cinque domande, relative ad altrettanti temi, saranno sul Pnrr e la ripresa: come accelerare per avere risultati? E ancora: lavoro e capitale umano, quali possono essere le misure per sciogliere i tanti nodi, dopo la crisi seguita al Covid? Istruzione, ricerca, didattica ed edifici moderni: in che cosa investire? Un altro quesito è sulle infrastrutture, un altro ancora sul turismo, che va a braccetto con quello della cultura: quale modello per l’economia delle bellezza? E infine sanità, medici di famiglia e liste d’attesa: come si può intervenire? Sono le «8 domande per Verona», ai candidati al Parlamento.

Vediamo cosa ci hanno risposto relativamente al tema infrastrutture.

VANIA VALBUSA (Lega). Via libera alla terza corsia della A22 e alla quarta della A4, nel cuore dell’economia italiana. Continuo sostegno alla TiBre, che collega il Brennero con i porti tirrenici. Entro il 2027 assicurare la funzionalità dei nuovi binari sulla Verona Brennero. Accelerare la realizzazione della linea stazione Porta Nuova-aeroporto in vista dei giochi Olimpici e Paralimpici 2026 e per lo sviluppo strategico del Catullo stesso.

MARCO PADOVANI (FdI). Sarà necessario dare nuovo impulso rilanciando gli investimenti in infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali. Proponiamo di porre la clausola di salvaguardia dell’interesse nazionale, anche sotto l’aspetto economico, per le concessioni di infrastrutture pubbliche. Serve inoltre la tutela delle aziende strategiche attraverso un corretto ricorso al “golden power”.

BARBARA FERRO (Pd). Smart-city, cioè città sostenibili a livello ambientale e digitale e della qualità della vita. Favorire il trasporto pubblico, la bicicletta, la pedonalità. Il progetto di filovia elettrica di Verona è importantissimo. Ci impegneremo per ulteriori sviluppi, anche per reperire i fondi. Vigileremo sul rispetto dei tempi di costruzione delle opere olimpiche per il 2026 e anche della linea Tav tra Brescia, Verona, Vicenza e Padova.

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GIORGIO PASETTO (Più Europa). Catullo: la speranza è che si vedano degli investimenti importarti. Le Olimpiadi 2026 sono una grande opportunità, per migliorare la nostra rete infrastrutturale. Non ho mai avuto particolare simpatia per la scelta del filobus, ma la speranza è che possa essere completato rapidamente e che possa arrivare anche nei Comuni contermini. Tutta la mobilità va rivista e migliorata: piste ciclabili vere e mezzi elettrici.

DAVIDE BENDINELLI (Azione - Italia Viva). Completare la Tav Brescia-Padova. Ma ci servono modifiche: la linea in prossimità dell’aeroporto di Boscomantico, che è valorizzabile dal punto di vista turistico, rischia di limitarne le possibilità di sviluppo. Incentivare connessioni tra aeroporto, treni a lunga percorrenza e le località urbane e turistiche, anche sviluppando un sistema integrato che permetta un rapido collegamento ferro-gomma.

DANIELE NOTTEGAR (M5S). Il collegamento ferroviario stazione di Porta Nuova-aeroporto, la metropolitana tra Verona e Legnago, piste ciclabili in città e tra i centri urbani e variante alla statale 12, ma con il tracciato lungo la linea ferroviaria, per evitare la devastazione di territorio agricolo previsto dal tracciato attuale. Per finanziare il tutto basterà evitare che i costi della linea Tav in costruzione, circa 70 milioni al chilometro, aumentino.

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MATTEO DESTRI (FI). Sfruttare i progetti in cantiere, tra cui il filobus, che però andrebbe ripensato, per ulteriori collegamenti. Per garantire tempi brevi nelle opere nel nostro programma c’è la semplificazione del codice degli appalti, la riduzione delle tempistiche per ottenere i nulla osta ministeriali. FI è da sempre per le grandi opere, motivo per cui ci batteremo per il collegamento aeroporto-città-lago a beneficio di tutta la provincia.

GIULIANO OCCHIPINTI (Noi Moderati). Il filobus è un’opera molto importante ma va programmato un ampliamento del raggio di utilizzo, così da collegare la prima provincia. Vigileremo sull’andamento dei lavori per la variante alla statale 12. L’impegno è migliorare l’accessibilità alle aree turistiche per risolvere le criticità infrastrutturali legate all’incremento turistico, perché la connessione degli aeroporti con il tessuto regionale è fondamentale.

FABIO SALANDINI (Alleanza Verdi e Sinistra). Filobus: sarebbe stata più utile la metropolitana di superficie, ma ora va costruito e prolungato. Le vie ciclabili sono un’altra priorità come intermodalità del filobus. Variante alla statale 12: va fatta. La situazione a Ca’ di David è insostenibile. Serve la attenzione massima e impegni precisi affinché Anas la realizzi. Catullo lago: collegamento su ferro. Tav? Totalmente inutile e dannosa. Meglio l’alta capacità.

MATTIA FANTINATI (Impegno Civico - Di Maio). Impegno Civico è favorevole alle grandi opere ma non ai grandi sprechi. A Verona servono delle opere di collegamento che soprattutto spostino la mobilità da auto a trasporto di massa, con costi contenuti perché stiamo parlando di tasse dei nostri cittadini, e soprattutto sostenibili. Va eliminata la burocrazia: le opere non vengono fatte non tanto per mancanza di volontà o di fondi, ma per la troppa burocrazia.

ORESTE VERONESI (Unione Popolare). Infrastrutture da pensare e progettare insieme alle comunità. Altrimenti i risultati saranno disastrosi: lo abbiamo visto con la filovia. Al suo posto basterebbe investire qualche km di Tav, circa 100 milioni l’uno, per approntare un trasporto pubblico locale adeguato. Il Tav è inutile, costoso, devastante per l’ambiente. Meglio collegamenti ferroviari leggeri con basso impatto ambientale.

ANNA SAUTTO (Vita). Si parla da sempre di grandi opere con budget milionari. I cantieri non partono, o iniziano e poi si interrompono. Se saremo eletti chiederemo trasparenza e chiarezza nei compensi pagati a dirigenti e consulenti, chiederemo trasparenza e chiarezza in ogni singolo euro speso, vigileremo affinché non vi sia sperpero di denaro pubblico; perché la priorità sarà certamente migliorare il contesto urbano e i territori.

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