OTTO DOMANDE PER VERONA - 2

L'aria, l'acqua e gli sprechi: quali sono le vie sostenibili? Le risposte dei candidati veronesi

In alto da sx: Fadini, Morgante, Boscaini, Occhipini. Al centro da sx: Zardini, Dalai, Zanella, Fantinati. In basso da sx: Salzani, Nottegar, Cecchi, Cordioli
In alto da sx: Fadini, Morgante, Boscaini, Occhipini. Al centro da sx: Zardini, Dalai, Zanella, Fantinati. In basso da sx: Salzani, Nottegar, Cecchi, Cordioli
In alto da sx: Fadini, Morgante, Boscaini, Occhipini. Al centro da sx: Zardini, Dalai, Zanella, Fantinati. In basso da sx: Salzani, Nottegar, Cecchi, Cordioli
In alto da sx: Fadini, Morgante, Boscaini, Occhipini. Al centro da sx: Zardini, Dalai, Zanella, Fantinati. In basso da sx: Salzani, Nottegar, Cecchi, Cordioli

La siccità è stata una cifra di questa estate 2022. E questo ha riacceso i riflettori sul tema delle risorse idriche. Si calcola che nel Veronese la dispersione idrica sia intorno al 40 per cento. Che cosa si può fare su questo fronte? E per avere un’aria migliore, quali misure possono essere messe in campo, a livello nazionale per sostenere gli enti locali, per ridurre l’inquinamento atmosferico? Come si può incidere con leggi e provvedimenti per dare corpo al grande obiettivo della transizione ecologica e della sostenibilità?

Sono domande della seconda puntata di «8 domande per Verona» - l’iniziativa de L’Arena in vista delle elezioni politiche del 25 settembre - che abbiamo posto a candidati alla Camera e al Senato, a Verona. L’ambiente, dunque, l’acqua, l’aria, dopo aver posto domande, nei giorni scorsi, sul tema dell’energia e dei rincari di luce e gas. Le altre sei domande, relative ad altrettanti temi, sono sul Pnrr e la ripresa, come accelerare per avere risultati? E ancora: lavoro e capitale umano, quali misure per sciogliere i nodi? Istruzione, ricerca, didattica ed edifici moderni: in che cosa investire? Un altro quesito è sulle infrastrutture, un altro ancora il turismo, che va a braccetto con quello della cultura: quale modello per l’economia delle bellezza? E infine sanità, medici di famiglia e liste d’attesa: come intervenire? Sono le «8 domande per Verona», ai candidati.

 

Lara Fadini - Lega

Lara Fadini. La siccità impone di mettere subito in cantiere i piccoli e medi bacini di accumulo per aumentare la capacità di stoccaggio dell’acqua piovana e di efficientare in modo strutturale la rete idrica, per ridurre la dispersione. Occorre inoltre ripensare al sistema di risarcimento dei danni alle colture colpite da calamità naturali e siccità. Mobilità: anche dal punto di vista turistico, continuare a investire in nuove ciclabili, in rete. 

Maddalena Morgante - Fratelli d'Italia

Maddalena Morgante. Definire e attuare il piano strategico nazionale di economia circolare in grado di ridurre il consumo delle risorse naturali. Aumentare il livello qualitativo e quantitativo del riciclo dei rifiuti e trasformare il rifiuto in energia rinnovabile. Poi, piano straordinario per la tutela delle acque marittime e interne ed efficientare le reti idriche per limitare il fenomeno della dispersione delle acque. Promuovere la educazione ambientale.

 

Diego Zardini - Partito Democratico

Diego Zardini.La transizione ecologica rappresenta una grandissima occasione per ammodernare l’Italia Rafforzare il grande potenziale delle nostre imprese, start-up innovative, di artigiani e professionisti: sostegno e semplificazione, favorendo la “transizione 4.0”. Nuovi progetti di riforestazione urbana per pulire l’aria; opere di drenaggio urbano e conservazione dell’acqua; biodiversità, con piano di gestione dei parchi locali.

 

Lorenzo Dalai - Più Europa

Lorenzo Dalai. Un migliore utilizzo di acque da depurazione eviterebbe spreco di acque potabili. L’acqua piovana può essere raccolta in cisterne, per usi irrigui. Dare crediti di imposta, per favorire la costruzione di strutture. Riforma fiscale ecologica, togliendo gradualmente i sussidi dannosi all’ambiente; valutare prima tutti gli investimenti pubblici e gli aiuti di Stato, affinché siano coerenti con il programma europeo sul clima.

Mariafrancesca Salzani - Azione e Italia Viva

Mariafrancesca Salzani. In questa situazione di emergenza epocale, che è dettata dai progressivi e repentini cambiamenti climatici e al drammatico inquinamento ambientale, l’acqua pulita è diventata una merce rara. La politica quindi deve dare un sostegno alla ricerca e agli investimenti che mirano allo sviluppo di tecnologie più efficienti per la depurazione, la desalinizzazione e anche per l’utilizzo dell’acqua.

 

Daniele Nottegar - Movimento Cinque Stelle

Daniele Nottegar. Sui bacini di laminazione per l’acqua
va fatta una pianificazione almeno provinciale in modo da avere un progetto organico. Sono da usare le cave dismesse molto diffuse sul nostro territorio. Il territorio non ancora urbanizzato va conservato con lo stop a nuove costruzioni e il riutilizzo delle aree già edificate, ma ormai in disuso da identificare a livello provinciale in una pianificazione non più modificabile con varianti create ad hoc.

Paola Boscaini - Forza Italia

Paola Boscaini. La rete idrica risulta spesso deficitaria con notevoli dispersioni. Anche a Verona è necessario investire maggiormente sulla manutenzione e utilizzare tutto quanto entra a bilancio per fornire servizi utili ai cittadini, anziché fare in modo che ci siano avanzi di bilancio rilevanti. Piste ciclabili: è necessario che i Comuni si attivino ad accedere ai fondi del Pnrr. Serve poi più sensibilizzazione sull’utilizzo di mezzi non inquinanti.

Giuliano Occhipinti - Noi Moderati

Giuliano Occhipinti. Dare a Regioni ed enti locali strumenti normativi per accelerare la riduzione di emissioni carboniche e affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici, come dissesto idrogeologico e siccità. Proseguire la semplificazione per le autorizzazioni per produrre energia da fonti rinnovabili. Promuovere la filiera dell’idrogeno. Sostenere l’installazione diffusa di colonnine di ricarica di veicoli elettrici.

Luana Zanella - Verdi e Sinistra Italiana

Luana Zanella. Piano di investimenti per il risparmio idrico, in ambito urbano e industriale, con il ciclo chiuso, il riuso delle acque e la riduzione dell’impatto degli scarichi sui fiumi e dello sfruttamento dell’acqua di falda, e contro la dispersione idrica. Accelerare sui sistemi di depurazione. Più investimenti sul trasporto pubblico locale, riduzione delle tratte aeree nazionali a favore della mobilità veloce su rotaia.

Mattia Fantinati - Impegno Civico

Mattia Fantinati. I fondi Pnrr non sono, purtroppo, sufficienti per attuare soluzioni strategiche per affrontare le carenze della gestione idrica: a ciò bisogna affiancare un piano choc da 2 miliardi. Per i grandi invasi, ma poi servono piccole azioni come il ‘Piano Laghetti’, che punta alla realizzazione di 1.000 bacini entro il 2030: in grado di dare acqua potabile, produrre energia, rendere un servizio ambientale e irriguo.

Luca Cecchi - Unione Popolare

Luca Cecchi. Riportare la gestione dell’acqua in mano pubblica. Vanno nazionalizzati i bacini idrici e va finanziato un piano di tutela delle fonti e delle falde acquifere azzerando le perdite fino al 10%. Va messo al centro il bene collettivo. In Veneto abbiamo distrutto centinaia d’anni un acquifero di ricarica tra i più grandi d’Europa. Si lavori per la tutela dei beni comuni come l’acqua e quindi contro la loro quotazione in borsa.

Ivano Cordioli - Italia sovrana e popolare

Ivano Cordioli. Massicci investimenti pubblici per riqualificare i territori. Da non sottovalutare l’impatto sulla salute pubblica verificatosi in Veneto con riferimento all’inquinamento da Pfas con ricadute pesantissime.Si propone inoltre di riservare alcune aree urbane a verde pubblico con un deciso intervento sulla quantità di spazi verdi fruibili, strategia di lungo periodo in ottica di riqualificazione ambientale.

Enrico Giardini