Tragedia di Montebello

Uccide Davide Rebellin e fugge, pronto il mandato d'arresto europeo per il pirata del tir

In base alla ricostruzione degli inquirenti, il tedesco dopo l’investimento era sceso dal tir avvicinandosi alla vittima per poi risalire sull’autoarticolato e allontanarsi
La bicicletta distrutta di Davide Rebellin dopo il terribile incidente che gli è costato la vita
La bicicletta distrutta di Davide Rebellin dopo il terribile incidente che gli è costato la vita
La bicicletta distrutta di Davide Rebellin dopo il terribile incidente che gli è costato la vita
La bicicletta distrutta di Davide Rebellin dopo il terribile incidente che gli è costato la vita

Aggiornamento 3 dicembre

Pronto il mandato d'arresto europeo nei confronti di Wolfgang Rieke, l’autista tedesco di 62 anni che secondo la procura di Vicenza ha travolto e ucciso con il suo camion Davide Rebellin, mentre si allenava lungo la Regionale 11, a Montebello.

L'autotrasportatore era stato rintracciato a Recke, in Germania, dalla polizia tedesca avvisata dalle autorità italiane, nel tardo pomeriggio di giovedì 1 dicembre, il giorno dopo la tragedia. In base alla ricostruzione degli inquirenti Rieke dopo l’investimento era sceso dal tir avvicinandosi alla vittima per poi risalire sull’autoarticolato e allontanarsi. Una scena che è stata vista da alcuni testimoni che sono riusciti anche a scattare delle foto. Queste sono state utilizzate per risalire all’identità dell’uomo che è attualmente indagato a piede libero per omicidio stradale e fuga.

 

I precedenti

Una nota ufficiale diffusa dal procuratore di Vicenza, Lino Giorgio Bruno, conferma che l’autista ha precedenti penali specifici: nel 2001 era stato condannato dal Tribunale di Foggia per essere fuggito dopo un incidente senza prestare soccorso alle persone coinvolte. Pena successivamente dichiarata estinta per decorso del tempo. Nel 2014 gli era stata invece ritirata la patente dalla polizia stradale di Chieti per guida in stato di ebbrezza.

La mancanza di una misura cautelare alla luce della dinamica dell’incidente scatena l’indignazione del sindaco di Lonigo, città dove risiede la famiglia Rebellin e dove il campione è cresciuto. Per Pierluigi Giacomello «è inaccettabile l’assenza di provvedimenti - dice -. Si tratta di un omicidio, questo autista va arrestato». Nella giornata di ieri intanto sempre la Procura ha disposto l’autopsia sul corpo di Rebellin.La data dei funerali di Rebellin, che si svolgeranno in Duomo a Lonigo, non è ancora stata stabilita. Quel giorno sarà proclamato il lutto cittadino. (Valentino Gonzato)

 

*****

 

È stato individuato e denunciato in Germania il camionista che mercoledì mattina lungo la Regionale 11, a Montebello Vicentino, ha investito e ucciso l'ex campione di ciclismo Davide Rebellin. Si tratta di un uomo di nazionalità tedesca di 62 anni. Le autorità italiane e quelle tedesche sono in contatto, ma al momento non può scattare il fermo perché in Germania non esiste il reato di omicidio stradale.

 

Leggi anche
Davide Rebellin travolto e ucciso da un camion mentre si allenava in bici

 

La ricostruzione

Come riporta Il Giornale di Vicenza, I carabinieri sono riusciti a risalire alla targa del camion grazie alle telecamere della zona.

Il camionista, da quanto è emerso, pare sia sia reso conto di quanto aveva fatto: non solo,  dopo l’investimento sulla rotatoria della regionale 11 era infatti sceso dalla cabina, si era avvicinato alla vittima a terra, poi era risalito sul camion allontanandosi velocemente.

Un fatto riferito ai carabinieri da testimoni oculari, alcuni dei quali lo hanno anche fotografato. 

 L'accusa nei suoi confronti è di omicidio stradale e fuga. Già condannato in Italia per un precedente analogo Stando a quanto riferisce la Procura, il 62enne tedesco era già stato condannato in Italia, a Foggia, nel 2001, per essere fuggito dopo un incidente senza prestare soccorso alle persone coinvolte. La pena è stata successivamente dichiarata estinta per decorso del tempo. Nel 2014, invece, gli era stata ritirata la patente dalla polizia stradale di Chieti per guida in stato di ebbrezza.

Il camionista aveva caricato la merce in un'impresa di spedizioni internazionali con sede nell'Interporto di Verona. Proprio gli accertamenti effettuati con la società veronese  hanno consentito di identificare il camionista.

 

 

Cliccando sul tasto “Abbonati” potrai sottoscrivere un abbonamento a L'Arena e navigare sul sito senza accettare i cookie di profilazione.

Se preferisci invece continuare ad avere accesso gratuito a parte dei contenuti del sito, sostenendo comunque il lavoro dei giornalisti, tecnici e grafici de L'Arena, accetta i cookie di profilazione cliccando "Accetta e continua": ti verranno mostrati annunci pubblicitari in linea con i tuoi interessi. Per maggiori informazioni, consulta la nostra Cookie Policy.

Abbonati