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i consigli degli esperti

Verona nella morsa dell'anticiclone africano: ecco come difendersi dal caldo (o almeno provarci)

Tra oggi e domani il picco delle temperature: la colonnina di mercurio salirà fino a 36-37 gradi
Verona nella morsa del caldo africano
Verona nella morsa del caldo africano
Verona nella morsa del caldo africano
Verona nella morsa del caldo africano

Nemmeno la notte, ormai, riesce a dare ristoro: Verona, in queste ore, è nel pieno di un'ondata di caldo africano. E almeno fino a giovedì 13 luglio, in pianura (ma anche in quota) si boccheggerà.

La colonnina di mercurio, nei pomeriggi di oggi, 11 luglio, e di domani 12 luglio, raggiungerà i 36-37 gradi. Previste quindi condizioni ambientali difficili, con livelli di ozono su valori prossimi alla soglia di allarme. Come provare a difendersi?

Il decalogo 

I consigli degli esperti dell'Ulss 9 Scaligera sono sostanzialmente sempre gli stessi, da osservare in particolare per le categorie più deboli, come gli anziani, i bambini o le persone con malattie croniche:

  • assumere molti liquidi
  • limitare il caffè e non bere alcolici
  • seguire una dieta bilanciata ricca di frutta e verdura
  • restare in casa nelle ore più calde. Se è necessario uscire, evitare il picco del caldo dalle 12 alle 17
  • evitare le zone particolarmente trafficate, in particolare per i bambini molti piccoli, gli anziani, le persone con asma e altre malattie respiratorie, le persone non autosufficienti o convalescenti
  • indossare abiti leggeri e chiari e non dimenticare cappello e occhiali
  • non sostare al sole e limitare l'attività fisica all'aperto
  • bagnarsi spesso
  • ventilare gli ambienti al mattino presto e alla sera
  • non cambiare i farmaci che si assumono sena consultare il medico.

Cosa fare in caso di colpo di calore

In caso di colpo di calore, chiamare subito il 188. Nell'attesa dei soccorsi:

  • togliere i vestiti alla persona che si sente male
  • portarla in un luogo fresco e ventilato
  • stenderla con le gambe sollevate
  • fare spugnature di acqua
  • posare una pezzuola bagnata o la bora del ghiaccio sulla fronte.

Il consiglio è anche quello di dare assistenza a persone a maggiore rischio (ad esempio anziani che vivono da soli) e segnala ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento. Nelle persone anziane un campanello di allarme è la riduzione di alcune attività quotidiane (spostarsi in casa, vestirsi, mangiare, andare regolarmente in bagno, lavarsi) che può indicare un peggioramento dello stato di salute.

Per saperne di più si può contattare il numero verde dell'Ulss 9 Scaligera 800.535.535.

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Come migliorare il microclima nelle abitazioni

Il Ministero della Salute dispensa anche consigli su come migliorare il microclima delle abitazioni durante l’estate.

La prima misura, facilmente realizzabile, è la schermatura di finestre e vetrate esposte a sud e sud ovest con tende e/o oscuranti esterni regolabili (es. persiane, veneziane).

Potenziare la ventilazione naturale aprendo le finestre durante le ore meno calde della giornata (es. durante la notte) consente il rinnovo dell’aria interna con aria esterna più fresca.

L’ uso di impianti di aria condizionata contribuisce in maniera rilevante a migliorare le condizioni di benessere e sicurezza negli ambienti dove si vive. Passare alcune ore in ambienti condizionati (in particolare durante le ore più calde della giornata) aiuta a ridurre sensibilmente la frequenza di effetti negativi sulla salute e garantisce condizioni di benessere alle persone con il minimo impegno del sistema di termoregolazione dell’organismo.

Ventilatore sì o no?

I ventilatori meccanici accelerano soltanto il movimento dell’aria ma non abbassano la temperatura ambientale. In questo modo la temperatura percepita diminuisce e, pur dando sollievo, i ventilatori stimolano la sudorazione e aumentano il rischio di disidratazione, se la persona esposta non assume contemporaneamente grandi quantità di liquidi. Per tale ragione occorre posizionare i ventilatori ad una certa distanza dalla persona e non indirizzarli direttamente sul corpo, specialmente nel caso di persone malate costrette a letto. In particolare, quando la temperatura interna supera i 32°C, l’uso del ventilatore è sconsigliato perché non è efficace per combattere gli effetti del caldo e può avere effetti negativi aumentando la disidratazione.

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