Bici e Monti

Il Carega, il Pasubio e i sentieri della Grande Guerra lungo l'E5

23 chilometri dal rifugio Scalorbi al passo della Borcola, attraversando la Zona Sacra del Pasubio lungo l'E5 e il Sentiero della Pace
Sull'Obante
Sull'Obante
Dal Carega al Pasubio lungo i sentieri della Grande Guerra

Dal gruppo del Carega fino al passo della Borcola, attraversando il Pasubio e le memorie della Grande Guerra. Un itinerario che attraversa la storia: fra le montagne dove gli italiani e gli austriaci si combatterono ferocemente, e poi lungo il sentiero europeo E5, che Italia e Austria le unisce.

Per chi scrive questi 23 chilometri sono anche la prosecuzione di un viaggio cominciato ai piedi della Lessinia e destinato poi a unire le Piccole Dolomiti con le sorelle maggiori. Ma andiamo, è il caso di dirlo, un passo per volta.

 

Dallo Scalorbi al pian delle Fugazze

Il risveglio è al rifugio Pompeo Scalorbi dove, dopo la sontuosa colazione preparata da Silvia e i suoi ragazzi, vengo raggiunto dai miei compagni di viaggio Luca e Marco. Imbocchiamo il sentiero che risale lungo il monte Obante: alla nostra sinistra c’è la vetta del Carega e il rifugio Fraccaroli, alla destra si distende la pianura punteggiata da colli Berici e colli Euganei.

La strada si inerpica fino al passo Obante, dove il panorama all’alba ripaga della fatica. Si è sul sentiero alto del Fumante (o sentiero delle creste), che noi abbandoniamo presto per scendere lungo il ghiaione che porta fino al Pra degli Angeli: divertente (con le dovute accortezze) da percorrere in discesa, spietato se percorso in salita. Abbiamo incrociato il sentiero che sale al Boale dei Fondi per poi proseguire per il sentiero Gresele, fra pietraie e mughi, fino ad attraversare la strada asfaltata delle Siebe, lasciandoci Campogrosso svariate curve più ad Est.

Abbiamo proseguito verso malga Storta e di qui fino al sentiero delle Sette Fontane, che ci ha portato al pian delle Fugazze. Un caffè e un saluto ai compagni di viaggio che mi hanno scortato fino qui. Si continua da soli.

 

La strada degli Eroi, il rifugio Papa e la zona sacra

Si imbocca la strada degli Eroi, lunga circa dieci chilometri, che dai 1.162 metri s.l.m. del pian delle Fugazze porta fin quasi ai 2.000 del rifugio Achille Papa. Gli Eroi che le danno il nome sono le 12 medaglie d'oro ricordate da alcune targhe sulla parete rocciosa, insignite ad altrettanti militari che sul Pasubio combatterono durante la Prima Guerra Mondiale.

I suoi ampi tornanti la rendono molto frequentata dalle biciclette (il traffico di e-bike è impressionante), ma per chi sale a piedi ci sono anche diverse scorciatoie che li tagliano attraverso il bosco. La salita non è particolarmente faticosa e permette di godersi senza troppi patimenti il panorama.

Superata la suggestiva Galleria d'Havet ecco che appare il rifugio Papa all'orizzonte. Sempre particolarmente frequentato, è il centro della raggiera da qui si dipanano i principali sentieri del Pasubio, compresa l'arcifamosa Strada delle 52 Gallerie. 

Si è in piena zona Sacra, decretata tale dal 1922. Proseguendo verso Nord Est lungo il sentiero E5, che da qui fino al nostro arrivo serale coincide con il Sentiero della Pace (per chi ha tempo e gambe, vale la pena la deviazione per l'anello che congiunge Cima Palon, Dente Italiano e Dente Austriaco). 

Tappa obbligata è l'arco romano: qui era stato eretto dalla brigata Liguria un cimitero (chiamato anche cimitero «Qui non si passa») che conteneva 164 salme di militari. In seguito i resti vennero trasferiti all'Ossario del Colle di Bellavista. Al posto del vecchio monumento piramidale prima esistente, oggi c'è un  Arco Romano eretto nel 1935. Poco lontano c'è a Chiesetta voluta da Monsignor Francesco Galloni, cappellano del battaglione alpini Monte Suello.

Attorniati da moltissime grotte e trincee, ci si imbatte poi nel comando Italiano e successivamente nelle Sette Croci: sette croci ricordano le gravissime perdite subite dagli italiani nel luglio 1916 per mano dei Kaiserjäger austriaci.

 

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Dal Pasubio al passo della Borcola lungo l’E5 e il Sentiero della Pace

Attraverso la variante 147 si cammina verso la Sella delle Pozze e Malga Costa. Sono sentieri poco battuti ma di grande fascino, su ampi prati e un orizzonte che verso Sud-Est si apre ampio e luminoso.

Si superano alcune malghe e diversi ruderi militari. Da Malga Costa comincia una ripida discesa verso il passo Borcola, con circa 600 metri di dislivello. Si arriva quindi al passo della Borcola, che divide il comune trentino di Terragnolo da quello vicentino di Posina. Sul lato trentino, lo scrivente ha trovato un'eccellente ospitalità a Malga Borcola. 

Il superbo minestrone della signora Laura vi potrà rinfrancare dalle fatiche e dare energie per riprendere il cammino nei giorni successivi. 

 

Riccardo Verzè