Serie D, il caso

«Siamo il Chievo-Sona: è solo un cambio di nome, non c'è alcuna fusione»

Paolo Pradella, presidente del Chievo-Sona
Paolo Pradella, presidente del Chievo-Sona
Paolo Pradella, presidente del Chievo-Sona
Paolo Pradella, presidente del Chievo-Sona

«Noi siamo il Sona. O, meglio, il Chievo-Sona, come deliberato e autorizzato dalla Covisod il 15 luglio scorso»: parole, poche, quelle di Paolo Pradella presidente della società di calcio in risposta ai curatori del Fallimento della Ac Chievo Verona Srl.

All’indomani dell’annuncio tramite comunicato stampa dell’unione verbale dei due nomi, propedeutica alla creazione di un sodalizio composto da due anime diverse (Chievo e Sona appunto), è arrivata via posta la presa di posizione dei legali del tribunale di Verona per sottolineare che «non esiste alcun “sodalizio“, alcuna “fusione“, alcun rapporto, relazione od anche semplice trattativa tra la A.C. Chievo Verona S.r.l. in Fallimento e la ASD Sona Calcio, che legittimi quest’ultima all’utilizzo del marchio “Chievo“ e ad accreditarsi come successore a qualsiasi titolo del Chievo Verona». Vocaboli chiari e nitidi ma che non sembrano togliere il sonno a chi sta lavorando per dare vita ad una squadra che possa recitare un ruolo importante nel prossimo campionato di serie D. 

 

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«Il Chievo è l’espressione di un luogo non della vecchia società di calcio. Anche nella Capitale esiste la Roma e la Roma City, due entità diverse», prova a spiegare Paolo Pradella per nulla contento del rumore attorno ad una vicenda che si trascina da tempo. «La richiesta del cambio nome è stata approvata da Roma. Non c’è alcun marchio che richiami il Chievo 1929, il vecchio Chievo. Stiamo parlando di due cose diverse e di un semplice cambio nome che ci serve per utilizzare gli impianti sportivi che si trovano a Chievo. Non vedo dove sia lo scandalo. Ripeto non c’è al momento alcuna fusione tra due entità diverse anche se è vero che stiamo lavorando per farla», conclude Paolo Pradella tutt’altro che felice di dover dare spiegazioni e delucidazioni.
Sulla sponda del Chievo le bocche rimangono perfettamente cucite e l’unica concessione che arriva è di porre tutte le domande alla dirigenza del Sona che è la stessa della nuova società Chievo-Sona, che ha solo cambiato denominazione. Tradotto non esiste alcun innesto di persone dell’ex Chievo nel nuovo sodalizio. Ci sarà in futuro? Solo il tempo darà una risposta a questa domanda che per forza di cosa rimane inevasa in attesa che chi è abituato a lavorare con i codici, le leggi, le carte bollate trovi una giusta e corretta quadra. 

 

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Il tutto mentre il Chievo-Sona ha iniziato la preparazione atletica, al Bottagisio Center, o meglio i provini per ingaggiare i profili Under del 2004. «Gli under incidono parecchio in una stagione», afferma il direttore sportivo Gabriel Maule, «soprattutto se una squadra mira ad essere competitiva. Per questo stiamo valutando diversi profili provenienti da società professionistiche come il Frosinone, l’Udinese, Reggina. Conto invece di consegnare al mister Nicola Zanini, (nell’ultima stagione alla guida dell’ambiziosa Luparense ndr) la rosa completa entro il 16 agosto quando partirà la seconda fase della preparazione». Il programma prevede per le prossime due settimane sedute di allenamento con una serie di giocatori che hanno fatto parte dell’ossatura dell’ultima stagione. «Si stanno allenando con noi il capitano Pietro Gecchele, il polivalente Pavan, il difensore centrale Barellini e l’esterno di fascia Sylla», riprende Maule che altro al momento non vuole aggiungere. La sensazione è però che stia lavorando per un Sona, pardon Chievo-Sona, pronto a mirare in alto.

Stefano Joppi