Dopo diversi episodi di predazioni

Paura dei lupi a Castel d'Azzano. «Tenete chiusi gli animali domestici di notte»

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Un lupo avvicinato alle case (foto d'archivio)
Un lupo avvicinato alle case (foto d'archivio)
Un lupo avvicinato alle case (foto d'archivio)
Un lupo avvicinato alle case (foto d'archivio)

A Scopella di Castel d’Azzano e nei territori vicini l’ipotizzata presenza di lupi è fonte di preoccupazione. In questa zona sono molte le aree destinate alle attività agricole e spesso ospitano cani, gatti ed altri animali domestici nelle loro case aziende. Ora si teme fortemente per la loro incolumità. Tanto che c’è chi è arrivato a diffondere sui social inviti pressanti per far sì che le bestie siano poste sempre sotto protezione. Allo stesso tempo anche il Comune tiene gli occhi puntati.

Nei bar, a tenere banco sono i commenti sugli attacchi ferini. Si parla degli attacchi avvenuti negli ultimi giorni a Scopella a scapito delle pecore dell’allevatore Luigi Speltro. Il pastore lamenta di aver visto sbranati in meno di due anni 30 capi, un decimo del suo gregge, che è quello avvenuto qualche settimana fa a non più di due chilometri di distanza, a danno di due asine.

«Nessuno dei miei clienti ha raccontato di aver visto dei lupi, però tutti pensano che sia proprio questo tipo di razza ad uccidere le pecore», racconta una giovane barista. Che la responsabilità delle uccisioni venga generalmente addossata a qualche esemplare di lupo lo confermano anche un paio di persone che vivono in zona. «Stando a quello che si sente è molto probabilmente così, visto che le predazioni vengono compiute da animali che sono addirittura in grado di abbattere le recinzioni, anche se elettrificate», spiega l’avventore di un bar. Mentre una signora dice che ora ha paura per i suoi animali. «Sto attenta a non fare uscire da casa nemmeno i gatti, perché temo che diventino una facile preda», dice un po’ intimorita.

Fino ad oggi, però, non ci sono prove che dimostrino che gli attacchi agli animali siano stati compiuti da lupi. Anzi, gli esperti si limitano a parlare di razzie compiute da canidi ovvero la famiglia di mammiferi carnivori alla quale appartengono i lupi come i cani, le volpi od altri animali. A poca distanza da Scopella, meno di duemila metri in linea d’aria, in una fattoria didattica che si trova dal punto di vista urbanistico nel territorio di Cadidavid di Verona, ma che è ai confini con San Giovanni Lupatoto e Buttapietra, meno di un mese fa una fototrappola ha però immortalato proprio un lupo. Il quale si stava aggirando nei campi dell’azienda in ore notturne. «Non posso dire che sia stato proprio quell’animale ma fatto sta che a fine novembre nella mia fattoria qualcuno ha sbranato una asinella di venti giorni ed azzannato anche la mamma di cinque anni», dice ora Elena Leso, la titolare della struttura. E l’imprenditrice ha raggiunto già delle certezze: «Non ho dubbi sul fatto che si sia trattato di un lupo, visto che, come solitamente accade con le ferite inferte da questi animali, che hanno in bocca molti batteri, la mia asina ha subito anche una forte infiammazione», aggiunge.

La situazione sembra farsi sempre più delicata in quanto recentemente, rivela, sono spariti almeno tre gatti da una sua vicina. «Le istituzioni devono intervenire, perché qui la situazione sta diventando sempre più insostenibile», sottolinea Elena Leso. Nelle ultime ore, ha pubblicato un post nei gruppi Facebook che riuniscono i residenti a Castel d’Azzano e dintorni in cui invita i residenti della zona a tenere i propri animali rinchiusi di notte ed a segnalare la presenza di lupi o altri animali selvatici alle istituzioni oppure a contattare la sua fattoria, che può fare da tramite. Il sindaco Antonello Panuccio, d’altro canto, assicura che la situazione è oggetto della massima attenzione. «Anche dopo le ultime predazioni ho sentito la polizia provinciale, che, devo dire, non ci metterebbe la mano sul fuoco sul fatto che ad effettuare le predazioni siano stati dei lupi e non dei cani particolarmente aggressivi», precisa il sindaco. «In ogni caso il Comune è vigile». 

Luca Fiorin