SAN GIOVANNI LUPATOTO

I lupi arrivano vicino a San Giovanni Lupatoto. Lo testimonia la fototrappola

Un’immagine del lupo catturata dalla fototrappola alla fattoria didattica
Un’immagine del lupo catturata dalla fototrappola alla fattoria didattica
Un’immagine del lupo catturata dalla fototrappola alla fattoria didattica
Un’immagine del lupo catturata dalla fototrappola alla fattoria didattica

Sono stati proprio i lupi a predare gli asinelli, la settimana scorsa, nelle campagne fra San Giovanni Lupatoto, Cadidavid e Buttapietra. Ne ha ripreso uno la fototrappola installata da Elena e Daniele Leso, titolari dell’azienda agricola e fattoria didattica a cui appartenevano l’asinella di 20 giorni, azzannata a morte dai predatori, e la madre di 5 anni, ferita alla coscia destra nella notte fra il 28 e il 29 novembre.

 

Nel video si vede un lupo avvicinarsi guardingo, fermarsi un attimo, osservare la fototrappola, poi annusare qualcosa per terra, prelevarla azzannandola e quindi allontanarsi, forse disturbato dal fruscio della ripresa. «La ripresa è stata fatta poco prima dell’una di notte, di domenica, in un’area appena fuori dalla nostra proprietà dove avevamo visto le impronte lasciate dai lupi dopo l’assalto agli asinelli», racconta Elena Leso. «Ho fatto vedere il video a residenti della Lessinia e del Monte Baldo che hanno anche a che fare coi lupi e mi hanno risposto all’unisono che si tratta inequivocabilmente di lupi, come testimoniano il modo di muoversi, la coda tenuta bassa tra le zampe e, in generale, l’atteggiamento dell’animale ben visibile nel video, reso disponibile a tutte autorità locali, a cominciare dalla Provincia», continua l’allevatrice. «Questa presenza, attestata dal video, ci inquieta e ci fa sentire in una situazione di potenziale pericolo, anche per i ragazzi che giornalmente frequentano la nostra fattoria didattica, senza dimenticare le 100 mucche e le altre decine e decine di bestie che abbiamo nei prati e nei serragli della fattoria», aggiunge Elena. «Abbiamo il dovere di tutelare le persone che frequentano o fanno parte della nostra struttura, ma riteniamo di avere diritto anche noi di essere tutelati», osserva Leso, «speriamo perciò che le istituzioni intervengano accertando se questi predatori sono cani o lupi e provvedendo nel modo più opportuno a renderli inoffensivi».

 

Gli interrogativi che si collegano alla presenza dei lupi (o cani) sono molti. Ci si chiede, ad esempio, dove questi animali trovino rifugio durante il giorno, visto che sembra escano per la caccia solitamente di notte. Un’ipotesi è che si rifugino nel grande appezzamento incolto tra via La Valle e via Muraiola. Si tratta però di aree assai vicine a luoghi antropizzati. L’abitato di Cadidavid è infatti a circa un chilometro. Un’altra domanda riguarda l’alimentazione: come si cibano solitamente questi predatori che qualche giorno fa hanno azzannato gli asinelli della fattoria, e quanti sono? I pochi esperti del settore non si stupiscono della presenza in pianura di canidi selvatici (lupi o cani selvatici). Essi, dopo essersi spostati in linea d’aria di una ventina di chilometri dalla Lessinia, potrebbero essersi accasati nelle campagne dove ne venne denunciata la presenza nel periodo del lockdown.

 

Il fatto che ha scatenato l’attenzione è stato, come si diceva, l’assalto ai due asinelli di una settimana fa. Alle 4 del mattino, l’asina madre di 5 anni e la puledrina di una ventina di giorni sono state dilaniate da un attacco di un branco di lupi o di cani selvatici. L’asina madre, alta circa 120 centimetri al garrese, è stata gravemente ferita alla coscia destra, mentre la puledrina non è sopravvissuta al famelico assalto. I due animali facevano compagnia alle mucche della fattoria Leso che produce frutta, salumi e formaggi negli spazi di via La Valle dove sono spesso ospiti anche scolaresche. Il luogo è noto come l’Isola degli animali felici perché le mucche possono scegliere se passare la notte in stalla o all’aperto, nel prato.

 

La Polizia della Provincia di Verona, competente per materia e che col Servizio Veterinario dell’Ulss 9 e i carabinieri forestali si muove su denuncia di chi ha subito danni ad animale d’allevamento, messa al corrente dell’accaduto, sta analizzando il caso e predisponendo accertamenti. Oggi è previsto il sopralluogo di un esperto nell’azienda agricola dove è avvenuta la predazione per rilevare le tracce dell’assalto e la presenza di lupi o cani (ammesso che dopo cinque giorni siano ancora individuabili). Si cercheranno orme o segni del passaggio, compreso quelli dell’abbattimento del filo elettrico di recinzione. In attesa degli esiti degli accertamenti che dovrebbero consentire di capire se si tratta o meno di lupi, la Polizia provinciale esclude che la presenza di questi canidi possa comunque costituire un pericolo per le persone: non esiste infatti alcun precedente recente di questo tipo.

Renzo Gastaldo