Niente si muove ancora. E la serie A bussa alle porte

Mercato: Barak, Simeone e... l’oro di Napoli. Ilic non si tocca

Su Barak si erano mossi club di Bundesliga e Premier, ma non sono arrivati affondi
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Su Barak si erano mossi club di Bundesliga e Premier, ma non sono arrivati affondi
Su Barak si erano mossi club di Bundesliga e Premier, ma non sono arrivati affondi

Partiamo dalla fine, partiamo dagli incedibili. Ivan Ilic è tornato nel mirino del Toro di Ivan Juric. Vale 14 milioni, vale soprattutto per il futuro. E, quindi, in questo momento è da considerarsi incedibile. Su di lui, senza portare particolari pressioni, era finita anche la Lazio. Ma dopo i colpi messi a segno a Verona (Cancellieri e Casale), il club di Lotito si è defilato. Altamente improbabile (meglio dire così) che l’Hellas possa considerare di vendere oggi Ivan. C’è un modulo che cambia (dal 3-4-2-1 si è passati al 3-5-2), una stagione quasi alle porte, e manca almeno una pedina di rilievo alla mediana nuova di Cioffi. Perdere Ilic significherebbe complicarsi ulteriormente la vita nel percorso di costruzione del nuovo Verona. Con poco tempo a disposizione e con alle spalle una serie di partenze dolorosissime (la valutazione deve intendersi esclusivamente sul piano dell’apporto tecnico venuto meno ndr).

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Poi, però, ci sono gli altri due: Simeone e Barak. E c’è tutto l’oro di Napoli per loro. Oddio, non proprio tutto. Ma una parte consistente, perchè per la “combo“ Barak-Simeone, il club di Setti potrebbe arrivare ad incassare fino a trenta milioni di euro. Suddivisi, su per giù così: 17 per Simeone e 13 per Barak. Anche se molto, pare, c’è da discutere sul valore del cartellino del centrocampista ceco. Il mercato lo valuta tra i 18-20 milioni. Ma il silenzio che circonda ormai da tempo Barak, e forse una concorrenza non troppo agguerrita, potrebbero permettere al Napoli di giocarsi le carte migliori al tavolo della trattativa. A 15 milioni, comunque, le parti potrebbero trovare un punto di equilibrio. Ma, a oggi, c’è da ragionare non tanto sulle cifre, comunque importanti, ma sul “come“ Simeone e Barak riusciranno a spiccare il volo verso Napoli. Partiamo dal Cholito: la situazione è fluida ma non troppo. Nel senso: se Petagna passa al Monza (prestito con obbligo di riscatto), l’argentino prende il mano il trolley, sale sul primo aereo e va a Napoli. Facile? Sembrava fosse così. Ma ormai da venti giorni la situazione non si sblocca. Petagna era a tre passi dal Monza. Poi a due, poi a uno. E poi, poi, poi, non è successo ancora nulla. E Simeone aspetta una chiamata che non arriva. Con il Napoli ci sarebbe già un accordo di massima: contratto triennale da un milione e mezzo più bonus. Ma anche su queste cifre è calata la nebbia del dubbio. Poi, pare che l’interesse delle spagnole per il Cholito - Siviglia su tutte - sia venuto meno. L’estate caliente di Simeone rischia di diventare un autunno di attese e foglie bagnate. Ma c’è tutto il tempo per vederlo sorridere e partire. Poi c’è Barak, che con il Verona gioca ancora ma che dall’Hellas è in partenza da maggio.

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Eppure, l’aereo non decolla ancora. E la storia di Antonin è strana. Già “promesso sposo“ delle big d’Italia ancora prima che finisse la serie A. Per lui si erano accalcate Roma, Lazio, pure le milanesi. Poi niente. Ad inizio estate è spuntato l’interesse - non ben precisato - di Premier e Bundesliga. Ma anche qui non c’è stato nessun seguito rilevante. Fino all’emersione del Napoli che appare concretamente interessato al giocatore. Fondamentale, però, la cessione di Piotr Zielinski. Il West Ham si è interessato al centrocampista polacco. Ballano 40 milioni che gli inglesi magari vorrebbero ritrattare. Se Zielinski esce, poi Barak si fa molto più vicino al Napoli. Ma anche lì i giochi non sarebbero poi così scontati. E magari Antonin, il giorno di Ferragosto potrebbe trovarsi a giocare al Bentegodi contro gli azzurri.

Simone Antolini