FORZIERE VERONA

Hellas, rosa da 120 milioni: Ilic e Tameze i diamanti

Ventitré giocatori di proprietà per Setti, con i due big Barak e Simeone sul piede di partenza
Ilic e Tameze i due diamanti Hellas (Foto Fotoexpress)
Ilic e Tameze i due diamanti Hellas (Foto Fotoexpress)
Ilic e Tameze i due diamanti Hellas (Foto Fotoexpress)
Ilic e Tameze i due diamanti Hellas (Foto Fotoexpress)

L’Hellas di Cioffi. Ancora da ritoccare in corsa. Già ritoccata e non di poco rispetto al passato più recente. Soprattutto là davanti. Resta il valore tecnico. Ancora elevato a queste latitudini. Ventitré giocatori di proprietà. Solo quattro in scadenza a giugno 2023. Qualche giovane (Terracciano, Sulemana) che si affaccia alla prima squadra. Pure scommesse interessanti da vincere. Una su tutte: Thomas Henry. Prelevato dal Venezia per meno di cinque milioni. E potenziale pezzo pregiato da mettere in vetrina per un anno. Per vedere poi cosa succede.

Rosa di valore. Dunque, sommando i fluttuanti valori di mercato della “rosa“ della prima squadra dell’Hellas, ne esce che patron Setti ha tra le mani più o meno 120 milioni di talento e qualità. Dato del momento, in costante cambiamento. Perché il mercato oggi fa e domani disfa. Ma questo si sa da tempo. Di questi 120 milioni, 36 sono divisi equamente tra Simeone e Barak. Attenzione: il mercato dice che entrambi hanno quotazione pari a 18 milioni. Ma le trattative con il Napoli fanno segnare altre cifre. Per il Cholito non si va sopra i 16-17 milioni, mentre per Barak, la società azzurra potrebbe mettere non più di 14 milioni di euro. Pronti, naturalmente, ad essere smentiti.

Argenteria. Già andato il terzo dei tenori, Caprari (al Monza per 12 milioni che scatteranno all’obbligo di riscatto), all’uscita di Barak e Simeone i giocatori più pregiati diventeranno Ilic e Tameze. Pure loro chiacchieratissimi. Ma destinati - almeno così è dato a sapere oggi - a restare anche la prossima stagione all’Hellas. I due centrocampisti valgono insieme 24 milioni di euro. Ilic è investimento forte del Verona. Prelevato a titolo definitivo dal Manchester City, ha davanti a sé una stagione da titolare. Oggi il suo cartellino vale 14 milioni di euro. Il ds Marroccu punta a trattenerlo e valorizzarlo. Poi, a fine anno, si tireranno le somme.

Su Ilic si era mossa la Lazio. Che ho spostato poi il suo interesse su Cancellieri e Casale. Non è escluso possa tornare alla carica.
Imprescindibile Adrien Tameze è perno della mediana. Incedibile, imprescindibile, decisamente utile tra le linee, in pressione, negli inserimenti. Piace a molti, vale non meno di dieci milioni di euro. Escludendo i tenori, l’unico ad andare in doppia cifra in quanto a valore di mercato espresso in milioni. Da parte dei tifosi c’è sofferenza nel pensare che almeno uno dei due possa partire prima della fine del mercato.

Scommessa Henry. Strappato dal Venezia per meno di cinque milioni, l’attaccante francese ha già valore di mercato che fluttua tra i 4-5 milioni. Arriva da 33 presenze e 9 reti con il Venezia al suo debutto assoluto in serie A. Henry, classe 1994, si trova davanti ad una stagione che potrebbe segnare svolta decisiva nella seconda parte della sua carriera. Arretrando i pensieri fino alla linea difensiva, il giocatore che vanta maggiore valutazione è Koray Gunter: cinque milioni di euro ma contratto in scadenza nel 2023. E questo, in fatto di potere contrattuale da parte del club in sede di futura cessione, non è aspetto di poco conto. Dawidowicz è valutato 4,5 milioni di euro. Poco meno Ceccherini, che si attesta sui 4 milioni netti. Coppola è il futuro che avanza. Dovrà sgomitare per trovare spazio. Il cartellino è già schizzato ad un milione.

Hongla al centro. E poi c’è Martin. Ventiquattro anni, una stagione da rivedere. La prossima che vale tantissimo. Setti “avverte“ che potrebbe essere protagonista. Il nazionale camerunense ha cartellino che vale quattro milioni. Nessun bivio nel suo viaggio. Ma il secondo anno a Verona potrebbe fare da spartiacque da tra un passato di rincorse ed un futuro radioso. Verona resta al centro del suo viaggio. Faraoni resta pezzo pregiato (5 milioni). Stesso discorso per Montipò (4.5 milioni), diventato ormai una sicurezza tra i pali dell’Hellas.
 

Simone Antolini