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L’ACCORDO

Il rientro a scuola? Solo con il Green pass. Ecco tutti i dettagli del protocollo sicurezza

di Elisa Pasetto
Sottoscritto da ministero e sindacati il protocollo di sicurezza in vista del ritorno sui banchi: per il personale senza il lasciapassare sospensione e multa
Alunni in una scuola durante lo scorso anno scolastico
Alunni in una scuola durante lo scorso anno scolastico
Nuovo protocollo per scuola, nessun test gratis ai no vax

Obbligo di possesso e dovere di esibizione del Green pass per il personale della scuola fino al 31 dicembre. È uno dei passaggi chiave della nota tecnica che il ministero dell’Istruzione ha inviato ieri a tutte le scuole a proposito del decreto del 6 agosto e riguardo all’attuazione della certificazione verde, dopo che ieri mattina si sono sciolti i nodi ed è stata siglata l’intesa con le organizzazioni sindacali sul protocollo sicurezza in vista dell’avvio del nuovo anno. Tamponi gratuiti per il corpo docente (che saranno a carico degli istituti), corsia preferenziale per i vaccini del personale scolastico e misure per evitare le classi pollaio i temi più caldi, sui quali però il ministero non è riuscito a convincere tutti. Tanto che l’Anp, l’Associazione nazionale dei presidi, non ha sottoscritto l’accordo firmato invece da Flc-Cgil, Cisl e Uil scuola, mentre il sindacato Anief rimane tuttora deciso a presentare ricorsi contro l’obbligo del lasciapassare.

 

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Oggetto del contendere, per i dirigenti scolastici, in particolare i tamponi gratuiti agli insegnanti non vaccinati, che saranno pagati dalle scuole. Una “platea“, quella dei docenti non immunizzati, che nel Veneto non supera il dieci per cento del corpo insegnante e nel Veronese è ancora più bassa. «Ma anche il solo il 10 per cento di non vaccinati può mettere in ginocchio il sistema», commenta Flavio Filini, dirigente scolastico dell’istituto Copernico Pasoli e presidente provinciale di Anp. «Scaricare sulle scuole il costo dei tamponi implica un onere notevole per gli istituti, cui si aggiunge lo sforzo in termini organizzativi. Avrebbe avuto più senso dare appositi finanziamenti alle Asl per eseguire i test. Inoltre, dal testo dell’accordo, non è chiaro chi abbia accesso a questo beneficio: un conto è se il docente non può vaccinarsi per motivi di salute, ma se il rifiuto ha motivi ideologici, questo rischia di diventare un incentivo per i No vax. Ho l’impressione che i sindacati confederali abbiano barattato la salute di tutti con qualche iscritto in più tra le fine dei No vax», conclude tranchant.

 

Soddisfatta invece dell’accordo - nonché dell’impegno del ministero a sedersi al tavolo per migliorare i dettagli sulla questione dei tamponi a carico delle scuole - è Beatrice Pellegrini, segretaria generale Flc Cgil di Verona. «La Cgil non è No vax, anzi crediamo assolutamente nella vaccinazione come soluzione per uscire dalla pandemia, ma se ci sono soggetti con esenzione che necessitano di essere tamponati in maniera regolare, la possibilità del test gratuito e con corsie preferenziali per i docenti consentirebbe di non interrompere l’attività didattica».

 

Positivo, secondo la segretaria Flc Cgil, anche l’impegno ministeriale per una ricognizione delle risorse sull’organico aggiuntivo, con l’obiettivo di ridurre le «classi pollaio», tanto più in un periodo in cui l’emergenza sanitaria impone il distanziamento sociale. «Ma i tempi ormai sono stretti», rincara Filini, sottolineando l’urgenza che il ministero comunichi prima possibile i numeri dell’organico, per procedere alle assunzioni. «Ci sono alcune classi di concorso, come Matematica e Informatica, per cui i docenti non si trovano e la tempestività è dunque davvero essenziale. Senza contare che, anche ammettendo di poter reclutare più insegnanti per poter dividere le classi in gruppi più piccoli, molte scuole potrebbero non avere le aule per ospitarle».

 

Ad essere tenuti al controllo del green pass del personale scolastico saranno i dirigenti o chi da loro delegato. Ma cosa accadrà nel caso in cui il lavoratore non abbia in regola il green pass? Il mancato possesso della certificazione si configura come assenza ingiustificata e il docente in questione non può rimanere a scuola e svolgere le consuete mansioni. E secondo il Decreto 111, “a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso, fino a che il docente non acquisisca il lasciapassare. Inoltre è prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro.

 

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Nel parere tecnico si conferma poi «l’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore a sei anni o soggetti con patologie o disabilità incompatibili con il loro uso». Intanto il ministero ha deciso degli stanziamenti: previsti 400 milioni per reclutare sino a circa 20mila docenti a tempo determinato, per il recupero e potenziamento degli apprendimenti e 22mila unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliario per finalità connesse all’emergenza epidemiologica; 22 milioni per intervenire sulle istituzioni scolastiche che presentano una alta incidenza di classi numerose, con l’innesto di docenti a tempo determinato. Inoltre, per favorire le attività didattiche in presenza, sono stati previsti appositi stanziamenti per l’adeguamento e l’adattamento delle aule».

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