La festa

I cent’anni di Fedora: «Un traguardo? No, solo un'altra tappa della vita»

Con il marito ha fondato la casa di riposo Le Betulle. Una mente matematica, perfettamente lucida, uno spirito romantico.
La signora Fedora ha festeggiato ieri il secolo di vita
La signora Fedora ha festeggiato ieri il secolo di vita
La signora Fedora ha festeggiato ieri il secolo di vita
La signora Fedora ha festeggiato ieri il secolo di vita

Una mente matematica, perfettamente lucida, uno spirito romantico. Mani ferme che ancora oggi tracciano sulla carta, preferibilmente con colori a olio, acquerelli o matite, con minuziosa precisione, splendidi dipinti.

Nata quando l’Italia era una monarchia, Fedora Bondi ha vissuto un secolo di storia veronese: 100 anni compiuti e festeggiati ieri, nel centro anziani dove vive e che ha contribuito a fondare. Intelligente e curiosa da sempre, pittrice, appassionata di poesia e del poeta vernacolare Berto Barbarani – con il quale ha condiviso la Verona degli anni ’30 e ’40 – ha studiato al liceo scientifico Messedaglia per poi laurearsi in matematica all’Università di Padova durante la guerra.

«Le lezioni si tenevano a Pisa in quegli anni, dovevo scendere in treno per poi tornare a casa la sera. Durante i bombardamenti, si scappava lontano dalle rotaie cercando di evitare gli ordigni e le scariche di mitra dell’aeroplano Pippo», ricorda Fedora senza però troppo soffermarsi al periodo buio della Seconda guerra mondiale che le ha strappato l’unico fratello, Werther, ucciso a 20 anni in un campo di concentramento tedesco. Meglio voltare pagina e sfogliare le molte altre fitte di bei momenti che la vita le ha regalato. Come le serata all’opera in Arena insieme al papà – appassionato melomane, a cui deve un nome tanto particolare – o la decisione ragionata di diventare insegnante. E ancora, la bellezza di dipingere Venezia e le proprie opere in mostre prestigiose, l’incontro con il marito Nicola Abrescia, noto ginecologo veronese scomparso nel 2003, e la nascita dell’unico figlio Fabrizio. «Sono grata alla provvidenza, ai miei genitori per la buona genetica che evidentemente mi hanno tramandato e alle giuste abitudini di vita», ironizza Fedora che ieri è andata a votare.

Dunque è soddisfatta della politica? «Perché non cambiare discorso? Ci sono tanti begli argomenti», risponde pronta, precisando però che «votare è doveroso, a prescindere. Ricordo ancora l’emozione del voto referendario», aggiunge elegante nel suo completo blu elettrico la donna che insieme al marito ha fondato la casa di riposo Le Betulle. «È stata sua, nell’84, l’idea di dedicarsi agli anziani, intuendo prima di tutti che questo sarebbe presto diventato un bisogno della società», precisa il figlio.

A portare a Fedora l’augurio della città, Jacopo Buffolo l’assessore alle Politiche giovanili più giovane di tutta la giunta. Quasi otto decenni tra i due ma un’intesa spontanea che li ha portati a chiacchierare per quasi un’ora. Del resto, l’età non è che un segno sui documenti. «E questo mio compleanno non è certo un traguardo, più semplicemente una delle molte tappe della mia vita», chiude prima di collegarsi con lo smartphone con i familiari in Piemonte per una videochiamata di auguri.

Ilaria Noro