Omicidio stradale

Travolta all'alba sul marciapiede in via Bassetti, il pm: «Processo subito»

Il tratto di via Bassetti dove venne investita Madiha
Il tratto di via Bassetti dove venne investita Madiha
Il tratto di via Bassetti dove venne investita Madiha
Il tratto di via Bassetti dove venne investita Madiha

Un’indagine velocissima, corredata da filmati e fotogrammi. Una ricostruzione, quella effettuata dal nucleo Infortunistica della Polizia Locale che lascerebbe pochi margini: sono stati misurati anche i metri percorsi dall’auto di N.D.A. dopo l’investimento di Madiha Rahmad avvenuto all’alba del 22 maggio in via Bassetti.

Il pm titolare del fascicolo, Alberto Sergi, ai primi di giugno ha chiesto per il giovane di 26 anni difeso dagli avvocati Stefano Poli e Niccolò Mantovani il giudizio immediato. Richiesta accolta dal giudice per le indagini preliminari Marzio Bruno Guidorizzi che nei giorni scorsi ha firmato il decreto e fissato la data del dibattimento, in autunno, qualora l’imputato non ritenga di avvalersi di un rito alternativo.

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Omicidio stradale pluriaggravato l’accusa perché oltre alla guida in stato di ebbrezza il pm al conducente della Polo ha contestato anche la fuga: dopo aver travolto Madiha Rahmad, 29 anni, che con un amico, Nicolò, stava camminando sul marciapiede di via Bassetti, il giovane ha proseguito la marcia fermandosi dopo poco più di 400 metri dal luogo dell’impatto ma solo perché gli pneumatici erano forati e l’auto deformata a causa dell’impatto. Fase dopo fase di quella tragedia è stata ripresa dalle telecamere posizionate lungo una delle arterie più trafficate della città e questo ha permesso alla polizia locale di ricostruire ogni movimento, sia della vittima (che dopo essere uscita dalla discoteca in compagnia ha attraversato la strada per portarsi sul marciapiedi opposto, diretta verso casa) sia del conducente della vettura. Il primo a soccorrerla, sbalzata a una ventina di metri e morta all’istante a causa dei traumi, fu una guardia giurata.

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Una pattuglia dei vigili era ferma poco distante (per controllare la regolarità dell’uscita dei clienti della discoteca) e intervenne in pochi minuti. L’automobilista venne sottoposto agli accertamenti (l’alcoltest indicò 1,72 grammi/litro) e interrogato il giorno seguente, assistito dal legale di fiducia. Una dinamica senza ombre, l’unico dubbio da chiarire era se fosse fuggito. Quei 400 metri lo confermano.

Fabiana Marcolini