Nuove povertà

Redditi divorati dai rincari: record di persone in coda per un pasto caldo

La Ronda della Carità, che assiste i senzatetto a Verona, segnala un aumento esponenziale di bisognosi
La Ronda della Carità assiste alcuni senzatetto a Verona
La Ronda della Carità assiste alcuni senzatetto a Verona
La Ronda della Carità assiste alcuni senzatetto a Verona
La Ronda della Carità assiste alcuni senzatetto a Verona

Cose che succedono. Trecentonove pasti distribuiti in una notte. «Mai così tanti in 38 anni di servizio», ammette Alberto Sperotto, presidente della Ronda della Carità. Prima del Covid cento era la media giornaliera. Poi la curva del bisogno s’è impennata verso l’alto: il primo settembre l’«Unità di strada» registrava 239 persone senza fissa dimora rifornite di alimenti. Di lì il crescendo.

 

All'addiaccio anche persone che hanno un contratto di lavoro

Millesettecento euro. «Mi è stata mostrata una busta paga di quell’importo. E questo è il punto: ora abbiamo persone che vivono all’addiaccio le quali, magari, hanno contratti di lavoro, anche indeterminati. Il paradosso? Rischiano di perdere tutto per uno sgombero, una denuncia. Azioni legittime, per carità, viste le condizioni di insicurezza in cui vivono. Ma questa è la situazione. E non migliorerà. Siamo di fronte ad un fenomeno, in crescita, che va affrontato, terzo settore e istituzioni insieme. I numeri, di fatto, sono triplicati». Cose che succedono, nell’autunno 2022, tra guerra, crisi energetica e dopo due anni e mezzo d’inferno sanitario.

 

La questione dell'Isee

Uno dei nodi sta nell’indicatore della situazione economica individuale e familiare (Isee). Tema su cui il Comune ha allo studio misure per l’innalzamento della soglia che consente l’accesso a misure di sostegno, attualmente racchiuso nella forchetta tra 8.955 euro (assegno unico) e 15mila (aiuti per le bollette). Parte dei «nuovi poveri» sono infatti «ex persone comuni». Michele Bertucco, assessore al Bilancio, assicura: «Stiamo valutando la possibilità di estendere la cosiddetta “no tax area“, l’addizionale comunale che ora ha un tetto di 10mila euro». Ma non si tratta solo di questo.
Ci sono, tra i «nuovi poveri», i migranti, con o senza permesso di soggiorno. «Persone reduci dalla “rotta balcanica“, dirette altrove. Oppure ex ospiti dei centri accoglienza, facili prede del caporalato e arruolabili nelle fila della più o meno “micro“ criminalità. E poi molti veronesi o italiani, approdati qui da altri Comuni», osserva Sperotto. 

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«Il problema esiste anche in termini di sicurezza: per loro e per i cittadini, tema spesso discusso. Ma le cui radici, talvolta, affondano proprio nella popolazione invisibile, che sfugge ai radar istituzionali». Il Comune, con i piani di assistenza (d’intesa con il terzo settore), copre una parte delle richieste di sostegno e alloggio. «Ma molte tra queste persone rinunciano “a priori“, non chiedono aiuto allo Sportello di Accoglienza perché, riferiscono, “tanto non troveremmo posto“. Per mancanza di requisiti o indisponibilità», spiega il presidente della Ronda. Spariscono. E così una folla indefinita, e indefinibile, spesso con un’occupazione nell’edilizia o nell’agricoltura, finisce sulla strada: «Con una quota femminile in netto aumento». «La conseguenza, quasi logica, è la caduta nelle dipendenze, l’alcol su tutte. Ma, proprio perché “invisibili“, anche il loro recupero risulta impossibile. Più d’uno mi ha confidato di “volerne uscire“», aggiunge Sperotto, «ma di non potersi rivolgere a una struttura di sostegno».

 

Il «buon allineamento astrale»

Alcuni chiedono l’elemosina. Che sarà poi spesa in bicchieri o «gratta e vinci». Altri semplicemente stanno fermi: come la signora ben vestita la quale, con il suo «trolley» e pochi dignitosi gioielli, presidia la chiesa di San Tomaso. «Il dormitorio è la soluzione emergenziale e l’assistenzialismo non è il rimedio», incalza Sperotto. «Chi ha un impiego va tolto dalla strada: se non trova alloggio va individuata una forma di garanzia pubblica: si può fare. Le aziende hanno necessità di addetti e tante di queste persone sognano di lavorare», spiega. Ma trovano di fronte un muro.
Il presidente della Ronda della Carità parla di «un buon allineamento astrale». Nuova amministrazione, un vescovo dalla forte attenzione sociale al debutto (oggi) a Verona. «Serve ragionare insieme, individuare i percorsi possibili, anche in reciprocità assistenziale con altri Comuni. Perché la geografia del bisogno muta e la repressione non serve. Sgomberare, talvolta, è una misura di sicurezza, per tutti. Ma si potrebbe esplorare una via diversa». La povertà, non solo legata al «record» di pasti distribuiti in una notte, cresce. Dietro ci sono persone.

 

I volontari

«Operativamente possiamo reggere il carico», conforta Sperotto. «Abbiamo anche attivato figure di “volontari tutor“, per accompagnare bisogni specifici». Ma l’inverno incalza e, assistenza comunale (in preparazione) a parte, non si annuncia semplice. «Servono capi di abbigliamento pesante e scarpe, soprattutto per uomo. E mancano coperte di lana: rare poiché noi veronesi, ormai, dormiamo sotto i piumoni», osserva. 
«Lavorare di più non ci spaventa. Semmai preoccupano l’aumento delle bollette per il gas e il costo dei carburanti: cuciniamo e giriamo con i furgoni e il peso si sente, anche per l’acquisto di acqua in bottiglia, spesa non aggirabile». Il 17 ottobre si celebra la Giornata Mondiale contro la Povertà. «Ci saremo, con iniziative in via di definizione». Trecentonove motivi per agire e un appello: «Scegliamo una strategia insieme». L’onda degli «invisibili» sale. Tra guerra e crisi. Cose che succedono?

 

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Paolo Mozzo