Il v-day a Verona

I primi medici veronesi vaccinati contro il covid: «Un onore e un privilegio»

Il v-day a Verona
Evelina Tacconelli, Leonardo Gottin, Valeria Corradi
Evelina Tacconelli, Leonardo Gottin, Valeria Corradi

«Un onore e un privilegio»

Leonardo Gottin, direttore dell'unità di Anestesia e Terapia Intensiva in Chirurgia Cardiaca e Toracica dell'azienda ospedaliera, è fra i primi vaccinati all'azienda ospedaliera di Verona. Ed esserlo stato lo definisce «Un onore e un privilegio». In un post su Facebook scrive:

«Credo che questa sia la strada maestra e credo che ci si debba vaccinare per noi stessi e per la nostra comunità. Solo la scienza, con l’enorme lavoro che si sta svolgendo, ci condurrà fuori da questo tunnel. Oggi è una giornata importante, per tutti, ma non dimentichiamo che la strada sarà comunque ancora lunga e che l’impegno e la responsabilità di tutti nell’ aderire alle indicazioni che ci sono state date (distanziamento, mascherine e igiene delle mani) è fondamentale. Il mio pensiero e il mio impegno vanno comunque costantemente a tutti coloro che sfortunatamente si sono ammalati e che lottano per guarire e alle loro famiglie».

 

 

Mentre i risultati della scienza danno vita a un giornata storica, Claudio Micheletto, direttore del reparto di pneumologia, sceglie l'ironia per rispondere ai tanti complottisti che si scatenano in questi giorni sul web: «La prossima volta che mia moglie Antonella dirà che ho dei tratti strani (ho comportamenti ossessivi e maniacali, difetto di capacità empatica, tendo all’isolamento, non calpesto le righe tra una mattonella e l’altra, so a memoria tutte le formazioni di calcio e basket, ricordo tutte le vittorie di Eddy Mercks, etc) Le dirò che è colpa del vaccino».

 

 

 

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Riccardo Verzè