I voti dei bomber

«Thomas punta completa: il suo è calcio dal passato. È un 9 che piace a tutti»

Quattro big dell’area di rigore promuovono l’attaccante francese Henry
A sinistra Henry, a destra De Vitis, Penzo, Cossato e Toni
A sinistra Henry, a destra De Vitis, Penzo, Cossato e Toni
A sinistra Henry, a destra De Vitis, Penzo, Cossato e Toni
A sinistra Henry, a destra De Vitis, Penzo, Cossato e Toni

«Attaccante completo». Thomas Henry ha stregato anche i colleghi. Centravanti d'altri tempi. Che fugge dall'idea di un calcio portato alla frenesia totale. Dentro allo stile dell’ariete francese del Verona c'è un romantico ritorno al passato. «Un numero 9 come piace a me» sorride Luca Toni, capace all’Hellas di vivere una nuova giovinezza. «Riempie di atletismo la sua maglia. Ha avuto impatto felice sulla stagione. Mi piace molto il suo modo di stare in campo. Il problema? Se vai molto bene sei soggetto a mille attenzioni. Ti studiano a fondo, ti seguono e poi diventa più difficile sorprenderli. Ma Henry resta giocatore interessante». Come lui pochi, pare. «Come lui? Ci sono giocatori come Giroud o Ibra. Portano tutto il loro peso specifico in area di rigore. E il modo di giocare li rende sempre molto pericolosi». Promosso al primo colpo dal grande bomber gialloblù. Che alle spalle si è lasciato montagne di reti e una carovana chiamata nostalgia.

Michele Cossato, mitico eroe di Reggio, racconta così FanThomas: «Splendido nel giocare spalle alla porta. Riempie l'area, ha grande forza fisica. In giro, per caratteristiche, ne vedo pochi come lui». SuperMike sapeva già tutto. «Non esageriamo» si schernisce. «Ma già l’anno scorso, ai tempi di Venezia, vedendo giocare Henry avevo detto agli amici: questo è forte. Il fatto che sia arrivato proprio all’Hellas, mi fa un enorme piacere. Noi simili? Beh, oggi dico che come Henry c'è forse Dzeko. Un giocatore impattante in area di rigore, che sa orientare molto bene la testa. Un giocatore così diventa riferimento per tutti».

I numeri

Lo dice Cossato, lo dicono anche i numeri. E lo ha fatto capire anche Cioffi che, con il suo modo di giocare, prevede tanti palloni da recapitare in area per Thomas. E fin qui, è andata bene, visto che il francese è riuscito ad andare a segno contro Napoli, Bologna e Sampdoria (in quest’ultima occasione con lo sfortunato aiuto del portiere blucerchiato Audero). L'aggiunta di Cossato è solo una conferma. «Mi piace molto per il suo stare in campo. Perché non è facile dare le spalle alla porta ed essere poi pronti alla zampata». Henry ha stregato Michele. «Tenendo conto che siamo solo all'inizio e che sarà anche il tempo a dare tante risposte». Il Verona si è profondamente rinnovato nel corso dell'estate. Henry pare essere riuscito ad allontanare quasi da subito la nostalgia per il Cholito, passato al Napoli. 

«Giocatore di fisico e di astuzia»

Nico Penzo ha vissuto da attaccante, negli Ottanta ruggenti dell'Hellas, momenti di grande esaltazione. Reti pesanti, la serie A che pungeva le ambizioni, ricordi indelebili. Pure lui promuove Henry. «Siamo diversi. Io, forse, ero un po' più agile. Lui è stazzato e sa usare molto bene il fisico. Anche quando sale in aria e guadagna qualche secondo usando il corpo degli avversari. Henry è giocatore di fisico e di astuzia. Pure io penso sia giocatore d'altri tempi. Molto bravo nel gioco aereo, ma anche nel dare spessore al reparto e riempire l'area di rigore. Ha struttura imponente che non rappresenta ingombro ma punto di forza. Quello che conta, però, è sempre il tempismo con il quale si affrontano le singole giocate. Henry sta nel tempo, lo capisce, sa attaccare la palla. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti». Nico ci ha regalato tante reti. Molte stilose. «Pure Henry regala reti pesanti. Costruite di malizia e di fatica» conclude l'ex attaccante dell'Hellas di Bagnoli.

 

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«Attaccante d'altri tempi» 

Thomas piace tanto anche a Totò De Vitis. Non certo un attaccante verticale. Capace, però, di usare molto bene la testa. Folletto capace di proiettare ombre giganti sugli avversari. Nato essenzialmente per fare gol. Mai banali. «Conta leggere la giocata» ammette Totò. «Henry è giocatore di pensiero rapido e quindi dotato della giusta intelligenza calcistica. Sa dove cadrà la palla. E sa farsi trovare quasi sempre al posto giusto. Mi piace il suo modo di giocare per la squadra. Henry lo avevo già intravisto a Venezia. Era il primo anno in Italia, ma già aveva fatto vedere cose molto interessanti. Fin qui, da parte sua, arrivano solo conferme. Mi unisco a chi dice che lui è attaccante d'altri tempi. Da sfruttare al meglio per le sue caratteristiche migliori». In sintesi: «Ha struttura, ha tecnica, copre la palla, trova il gol. Ci siamo». Promosso dai big. Adesso, per Henry e l’Hellas arrivano i test severi di Roma (con la Lazio) e Firenze. Due partite infuocate.

Simone Antolini