L'intervista al presidente del Chievo

Campedelli a Report: «Noi la Cenerentola della A? Non è venuto nessun principe a salvarci»

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Luca Campedelli intervistato da «Report»
Luca Campedelli intervistato da «Report»
Luca Campedelli intervistato da «Report»
Luca Campedelli intervistato da «Report»

Qualche freno, ma il Chievo la spugna non l’ha ancora gettata. La via della Corte di Giustizia Europea è ancora un capitolo aperto, nonostante il no iniziale a prendere in esame un provvedimento d’urgenza come avevano proposto i legali di Luca Campedelli ora invece al lavoro per preparare il definitivo ricorso, il più articolato possibile, contro l’esclusione alla Serie B che verrà preso in esame solo nei prossimi mesi. I tempi in ogni caso non sono più stretti come la scorsa estate, la proiezione adesso è l’eventuale riammissione fra i professionisti nella prossima stagione sportiva. Sempre convinto il Chievo che l’ordinamento statale venga prima dei tempi perentori della Figc che al 28 giugno, data ultima per formalizzare l’iscrizione al campionato, ha rilevato la posizione irregolare del Chievo forte però delle concessioni ammesse dalle norme emergenziali per il pagamento del debito nei confronti del fisco e di cartelle quindi congelate. Anche se la Giustizia Sportiva, il Collegio di Garanzia del Coni, il Tar del Lazio e il Consiglio di Stato hanno sempre respinto il Chievo e i suoi continui reclami, confermando pure la validità del provvedimento della Federcalcio a svincolare d’ufficio i giocatori levando quindi al club l’intero patrimonio tecnico.

Campedelli per un attimo ha riavvolto il nastro in un’intervista (annunciata da tempo) trasmessa ieri sera da Report, su Rai 3, partendo dall’inchiesta sulle plusvalenze del 2018 e da sempre una costante nel calcio italiano come dimostrano i bilanci di tante società compresa l’inchiesta su certe operazioni della Juventus.

«Per la Procura Federale le plusvalenze sarebbero servite al Chievo per avere l’iscrizione, in realtà dimostrammo che l’accusa aveva sbagliato i conti e che noi avremmo comunque potuto essere ammessi alla Serie A», la puntualizzazione di Campedelli, coi quindici punti richiesti diventati appena tre. In ogni caso l’inizio della fine. Col giudizio negativo a luglio della Covisoc, l’organo contabile della Figc, a spegnere la luce. «Non servivamo più al tavolo. D’altronde un mio ex amico diceva sempre che “per gli amici la legge si interpreta e per i nemici si applica”. Per me, a dire il vero, non s’è mai interpretato nulla. Il male del calcio italiano», la verità di Campedelli, «è che si fa calcio non per il bene del calcio. Si fa per affari, per interessi, per protagonismo. Io, invece, ho cercato di far calcio sempre e solo per il calcio. Cercherò di andare avanti ora, sinceramente però non so che farò di me dopo quest’intervista».

La Cenerentola della A ha pagato un conto troppo salato? «Cenerentola? Di solito a mezzanotte arriva il principe e ti porta via. Ma non è arrivato nessuno. Forse sembravamo la strega cattiva».

 

La società adesso è Campedelli e i suoi avvocati. Poco altro. Corrado Di Taranto, l’ormai ex direttore generale, è di fatto libero e sul mercato sempre parecchio vivo dei dirigenti. Qualche colpo di telefono l’ha ricevuto, dalla Serie B ma anche dalla A. Di Taranto dovrebbe lasciare presto quindi la carica di amministratore delegato del Bottagisio e rimetterla nelle mani di Campedelli. Fermo è Marco Pacione, 27 anni da team manager partendo dai primi passi di Serie B del 1994 dopo la grande carriera da centravanti. A vivere l’intera cavalcata del Chievo, comprese le diciassette puntate in Serie A. Senza troppo calcio ora Pacione, con la meritatissima pensione neanche troppo lontana. Giorgio De Giorgis è tornato sui campi a vedere un mucchio di partite dopo una vita di Chievo già ai tempi di Gigi Campedelli, così com’è stato in questo periodo per il suo fedelissimo braccio destro Fabio Grossi. Un nuovo incarico ce l’ha Edoardo Busala, segretario generale fino ad agosto ed ora nell’organico della Lega di Serie B. Tanti dell’ultimo Chievo si sono ricongiunti ad Andrea Catellani, a capo del settore giovanile della Spal dove sono adesso sia Nicola Marchesi con compiti di segreteria sia Paolo Mandelli, tecnico dell’Under 18 dopo il ciclo con la Primavera..

Alessandro De Pietro