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L'incendio di Isola della Scala

Amedeo, Giampaolo e il Bar Centrale, dove ruotava la vita di una cittadina intera

di Fabio Tomelleri
La storia del Bar Centrale e dei suoi proprietari, uno dei quali, Amedeo, è morto in un incendio nella notte fra il 23 e il 24 maggio 2023
Il Bar Centrale e Amedeo Viani
Il Bar Centrale e Amedeo Viani
Il Bar Centrale e Amedeo Viani
Il Bar Centrale e Amedeo Viani

Dai dolci domenicali alle riunioni del calcio-club dell’Hellas Verona. L’incendio che ieri mattina ha devastato l’albergo-bar Centrale di Isola della Scala, uccidendo Amedeo Viani, proprietario del locale assieme al fratello Giampaolo scampato invece alla morte per un soffio, ha rovinato pure uno dei luoghi storici della città del riso. Attorno all’attività impiantata da Mario Viani e dalla moglie Romilda Rossimi, genitori di Amedeo e Giampaolo, negli anni Sessanta è praticamente ruotata la vita dell’intera cittadina. 
Nato come bar-pasticceria, e successivamente ampliato con l’allestimento delle stanze d’albergo ai piani superiori, il «Centrale» è stato frequentatissimo nel corso dei decenni.

La storia della famiglia Viani

Del resto la famiglia Viani non era nuova ad attività del genere, visto che Umberto e Romildo, fratelli di Mario e zii di Amedeo e Giampaolo, nel dopoguerra avevano aperto altrettanti locali sempre nel capoluogo isolano. 
L’attività al «Centrale» è proseguita anche dopo la prematura scomparsa del fondatore Mario, avvenuta nel 1969. È stato proprio grazie alla tenacia di mamma Romilda, morta ultraottuagenuaria una decina di anni fa, che il pubblico esercizio ha visto moltiplicarsi clienti e avventori. Praticamente non c’era persona ad Isola e dintorni che non conoscesse il bar e la sua energica proprietaria, impegnata ogni domenica mattina a sfornare dolci, come la celebre «millefoglie alla crema», che poi finivano sulle tavole delle famiglie del paese e non solo. 
Alla vedova di Mario si erano ben presto affiancati Amedeo e Giampaolo. La donna è stata fino alla morte al loro fianco nella guida del bar, che nel frattempo si era trasformato nel ritrovo, soprattutto nei fine settimana, di centinaia di giovani. Tutto ciò grazie all’intuizione, avuta dai due fratelli, di allestire nel locale la prima sala giochi, un’attrazione presente tra gli anni ’70 e i primi anni ’80 soltanto nelle località di villeggiatura. Sempre in quegli anni d’oro il «Centrale» divenne punto di riferimento per gli agricoltori durante il mercato settimanale del venerdì, così come il bar fu il luogo di ritrovo dei tifosi dell’Hellas Verona riuniti nel calcio-club isolano. Per non parlare di quando si affollava in occasione delle varie edizioni della Fiera del riso. 
Negli anni Ottanta il primogenito Amedeo, simpatico e dalla battuta pronta, entrò in sintonia con gli isolani anche per le attività «extra» a cui si dedicava, come lo sci e l’organizzazione di gite in montagna. Il culmine dell’attività, l’albergo-bar «Centrale» della famiglia Viani, lo raggiunse una trentina di anni fa, quando Romilda e i figli ristrutturarono l’edificio a tre piani che ospitava locale pubblico e hotel.

 

Incendio sopra il Bar centrale a Isola della Scala (Dienne)

 

Gli ultimi anni

Nell’ultimo decennio, con l’avanzare dell’età dei due fratelli proprietari e, soprattutto, dopo la scomparsa di mamma Romilda, vera anima della famiglia, anche il «Centrale» ha conosciuto un periodo di declino, tanto che con l’emergenza Covid pure l’attività di albergo era stata sospesa, pur mantenendo sempre le camere in ordine. 
«Amedeo e Giampaolo», rivela un parente, «hanno praticamente dedicato tutta la loro vita a quest’attività di famiglia. Certamente con la scomparsa della madre Romilda, una vera e propria istituzione per Isola, entrambi hanno perso un punto di riferimento importante». «Era stato il papà Mario ad affiancare al bar l’attività di pasticcere», prosegue il congiunto, «e la moglie Romilda, dopo la sua scomparsa, era riuscita egregiamente a raccoglierne il testimone. Amedeo e Giampaolo, quindi, si sono dedicati al bar e all’albergo. Amedeo, dopo la morte di Romilda, era quello che si occupava della gestione, mentre Giampaolo preferiva la parte più operativa. Entrambi erano persone piene di umanità, Amedeo aveva fatto pure del bene finanziando un istituto di Santo Domingo».

(Ha collaborato Lidia Morellato)

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