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il contagio

Aviaria, l'influenza dei gabbiani si trasmette ai tacchini

di Luca Fiorin
La conferma è giunta dall'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie. Il virus individuato in un allevamento a Sorgà, Comune non lontano dal Mincio, dove erano presenti 10.200 capi
L'aviaria, dopo i gabbiani, ha colpito anche un allevamento nel Veronese
L'aviaria, dopo i gabbiani, ha colpito anche un allevamento nel Veronese
L'aviaria, dopo i gabbiani, ha colpito anche un allevamento nel Veronese
L'aviaria, dopo i gabbiani, ha colpito anche un allevamento nel Veronese

L'influenza aviaria, che nelle ultime settimane ha causato strage di gabbiani sul lago di Garda, nell'area del suo emissario, il fiume Mincio, e lungo l'Adige, ha colpito un allevamento di tacchini. Il temuto passaggio del virus dai volatili selvatici a quelli presenti nelle strutture professionali è, quindi, avvenuto. Ora c'è da sperare che il contagio si fermi lì. Sono infatti passati solo poco più di tre mesi dalla fine dell'ultima epizoozia (termine che identifica le epidemie degli animali) iniziata nel settembre dello scorso anno e che ha coinvolto in tutto trenta allevamenti nel Nord Italia, di cui otto nella nostra provincia.

Il virus dell'aviaria è ora stato scoperto in un allevamento di tacchini maschi da carne di Sorgà, Comune che non è lontano dal Mincio. A confermare il contagio è stato ieri l'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, che è il centro di riferimento nazionale ed europeo per la malattia. La positività è stata riscontrata nel corso dei controlli effettuati prima di caricare i volatili sui camion che li trasportano al macello.

Nella struttura, che può ospitare sino a 35.000 capi, erano presenti in tutto 10.200 tacchini. In seguito all'accertamento del focolaio sono state subito avviate le operazioni di abbattimento degli animali e sono state istituite zone di protezione e sorveglianza attorno alla struttura. Queste misure, che prevedono limitazioni alle attività di allevamento e alle movimentazioni dei pennuti e l'innalzamento delle misure di prevenzione, sono volte a prevenire la diffusione della malattia. 

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Il timore per la concentrazione di allevamenti nel Veronese

Il virus da cui risultavano affetti i tacchini di Sorgà è ad alta patogenicità e appartiene al sottotipo H5N1. Si tratta dello stesso che nelle ultime settimane aveva colpito i gabbiani, suscitando non poche apprensioni.

Secondo i dati pubblicati dallo Zooprofilattico, alla fine della scorsa settimana i casi di contagio che erano stati riscontrati a partire dallo scorso settembre risultavano essere 105. Gli animali morti esaminati erano 145. Di questi ben 65 erano gabbiani, sui quali negli ultimi 25 giorni si è concentrata la malattia, che prima aveva colpito alzavole, cigni, aironi, germani reali, fischioni ed altri uccelli ancora.

Ben 43 dei gabbiani analizzati erano stati trovati morti nel Veronese. Inevitabile il timore di un possibile trasferimento del virus agli animali presenti negli impianti avicoli, timore certo giustificato: nella pianura veronese, a sud l'autostrada Serenissima e a sinistra della Brennero, c'è una concentrazione di allevamenti che non ha eguali in Italia (Verona, da sola, vale il 50% dell'avicoltura dell'intero Veneto e un terzo di quella italiana). Si tratta di un territorio che da più di vent'anni è ciclicamente interessato da epizoozie di aviaria e che è oggetto di particolari attenzioni per quanto riguarda la lotta alla malattia. La quale, va ricordato, non si trasmette all'uomo con la consumazione di carne e uova.

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