<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
Dopo 27 anni di tentativi

Revocate dal Consiglio le mozioni omofobe del 1995. La maggioranza: «Un atto che chiude una ferita»

di Giorgia Cozzolino e Nicolò Vincenzi
Ventuno i voti favorevoli. Un solo astenuto, Paolo Rossi (Verona Domani - Coraggio Italia), l’unico dell’opposizione ad essere rimasto in aula
Applausi in chiusura del Consiglio Comunale all'annuncio della revoca delle mozioni omofobe del 1995
Applausi in chiusura del Consiglio Comunale all'annuncio della revoca delle mozioni omofobe del 1995
Il servizio di Telearena

Revocate le mozioni omofobe del 1995. Un lungo applauso ha accompagnato la conclusione del Consiglio Comunale di questa sera che prevedeva come ultimo ordine del giorno la «revoca delle mozioni omofobe del 1995». Ventuno i voti favorevoli. Un solo astenuto, Paolo Rossi (Verona Domani - Coraggio Italia), l’unico dell’opposizione ad essere rimasto in aula per discutere il punto. «Un atto che porta giustizia e che porta a chiudere una ferita», i commenti della maggioranza al termine della seduta.

***

In Consiglio comunale di Verona si torna a parlare delle mozioni omofobe del 1995. Dopo 27 anni di tentativi, da parte delle minoranze, di abrogare i due documenti, forse oggi arriva finalmente il momento della loro cancellazione.

I due documenti sancivano - nero su bianco - che il comune di Verona rigettava le risoluzioni europee in tema di pari dignità delle persone con diverso orientamento sessuale e di genere. Non solo, si rimarcava che l’unica famiglia possibile era quella tradizionale, negando di fatto diritti civili di persone omosessuali.

Mozioni discriminatorie superate dalle leggi

Due mozioni discriminatorie, votate e approvate in un clima di grande animosità,  che nei fatti sono state superata prima, nel 2015, con la decisione dell'allora sindaco leghista Flavio Tosi di istituire il «registro delle coppie di fatto», e poi nel 2016 con la legge Cirinnà e l'anno seguente con la sentenza della Cassazione che riconosceva il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

A Verona il primo matrimonio gay fu quindi celebrato proprio nel 2016: a Palazzo Barbieri, in sala Arazzi, a Verona, Luciano Mazzucato e Mauro Bertoni furono la prima coppia dello stesso sesso unita civilmente. A celebrare le nozze fu l'allora deputato del Pd, Vincenzo D'Arienzo.

Ma quel clima di contrapposizione e di odio nei confronti dei diritti delle coppie omosessuali non è mai uscito veramente dalle istituzioni scaligere: le mozioni sono sempre infatti rimaste lì, magari silenti e inapplicate, ma mai abrogate. Nemmeno durante l'amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Paolo Zanotto.

Anni di tentativi di abrogazione

Eppure i tentativi di cancellare quegli scritti sono stati tanti. Come ricorda il Circolo Pink, ci provarono per primi «i consiglieri Fiorenzo Fasoli (Rifondazione Comunista) e Giorgio Bertani (Verdi solo che ride) che  tentarono inutilmente di riportare in discussione le mozioni, tentativi non riusciti soprattutto per la mancanza di volontà da parte dell’allora centro sinistra a giunta Zanotto». Successivamente, nel  luglio del 2013 ci fu il tentativo dei consiglieri Mauro De Robertis (SEL) e Michele Bertucco (PD) di riportare le mozioni in discussione: in quel caso si arrivò al voto ma l'annullamento fu clamorosamente respinto con 19 voti contrari e 7 favorevoli.  «Anche l’allora sindaco Tosi votò contro, nel 1995 si era astenuto», ricorda il circolo Pink.

Un altro tentativo di revocare le mozioni fu nell'ottobre 2018: i consiglieri Federico Benini (Partito Democratico) e Michele Bertucco (Verona e Sinistra in Comune) protocollarono l’ordine del giorno per chiedere al consiglio comunale di Verona di revocare la mozione n. 366 del 1995, meglio nota come “mozione omofoba”. E l'ultimo in ordine di tempo fu nel 2021 con il rinvio della discussione

Oggi, 17 novembre, sotto l'amministrazione di centrosinistra Damiano Tommasi, all'ultimo punto della seduta di Consiglio, vi è l'Ordine del giorno numero 18 che chiede la «Revoca delle mozioni omofobe n. 336 del 27 aprile 1995; n. 383 del 13 giugno; n. 393 del 30 giugno del medesimo anno», prima firmataria Jessica Veronica Cugini (Comune per Verona - Sinistra Civica Ecologista).

«In tant* stiamo aspettando quel momento, le mozioni rappresentano una delle più brutte pagine della storia veronese in materia di diritti alle persone LGBTQIA+», ribadisce il circolo Pink che invita tutti ad assistere alla seduta di questa sera.

Leggi anche
Anche Verona ora è RE.A.DY: stop alle discriminazioni omofobe

 

Suggerimenti