Corso di agricoltura biologica
Servono scuola e specialisti

La sede dell’istituto tecnico Stefano-Bentegodi a Buttapietra FOTO PECORA
La sede dell’istituto tecnico Stefano-Bentegodi a Buttapietra FOTO PECORA
La sede dell’istituto tecnico Stefano-Bentegodi a Buttapietra FOTO PECORA
La sede dell’istituto tecnico Stefano-Bentegodi a Buttapietra FOTO PECORA

Nel Veronese serve un corso post-diploma che formi operatori specializzati nell’agricoltura biologica. Per questo la sede di Buttapietra dell’istituto tecnico agrario Stefani-Bentegodi ha presentato un progetto che ha però il bisogno del sostegno dell’intero mondo agricolo per poter essere approvato.

L’istituto di Buttapietra, che già da vita ad un’importante serie di iniziative volte allo studio di tecniche colturali innovative e si occupa anche del recupero di specie che rischiano di sparire, ha infatti avviato un’opera di sensibilizzazione nei confronti delle associazioni e gli operatori agricoli, allo scopo di avere da loro un aiuto per quanto riguarda la possibilità di ottenere l’istituzione del corso. Un’operazione che viene portata avanti proponendo la sottoscrizione di lettere a sostegno della richiesta, che poi saranno inviate, oltre che al direttore della sede di Buttapietra Pietro Bozzolin e al dirigente dell’istituto Filippo Bonfante, alla dirigente dell’istituto di Conegliano Damiana Tervilli ed a Rosanna Carpené, presidente della giunta esecutiva della fondazione Nuove tecnologie per il Made in Italy comparto agroalimentare e vitivinicolo, da cui dovrà arrivare un parere determinante per il via libera al corso. Le lettere saranno poi inoltrate, per conoscenza, anche all’assessore regionale alla Formazione, Elena Donazzan.

Oltre che in questo modo, la rincorsa al corso verrà portata avanti anche con un convegno attualmente in fase di programmazione, che si svolgerà in occasione della Fiera del riso di Isola della Scala, e, comunque, con la determinazione ad andare fino in fondo. Se non dovesse arrivare l’ok dell’istituzione presieduta da Rosanna Carpené, infatti, a Buttapietra c’è chi si dice pronto a valutare la possibilità di creare una fondazione specifica. Intanto c’è già un’associazione di categoria, Confederazione italiana agricoltori, che si è schierata a fianco della scuola, chiedendo agli operatori del settore biologico veronese, che rappresenta oltre un terzo delle aziende biologiche del Veneto e che ha produzioni di altissima qualità, di aderire alla petizione. «Sulla nostra pagina Facebook stiamo invitando tutti, dai soci ai consumatori attenti alla crescita del comparto biologico, a firmare la lettera prestampata per chiedere il corso post-maturità», spiega il presidente di Cia Verona, Andrea Lavagnoli. «Questa attività formativa, che dovrebbe essere biennale e prevedere un’attività pratica nelle aziende, può infatti avere un ruolo importante per un settore che sta diventando cruciale per la nostra provincia», aggiunge Lavagnoli. «Verona presenta infatti numeri in grande crescita e il mercato chiede sempre di più prodotti sani e sostenibili», conclude.

Luca Fiorin

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