Il caso

A Torri il sindaco Nicotra vieta le immersioni dei sub: «Non è provocazione»

La spiaggia di San Faustino: Faltracco è morto in quel tratto di lago
La spiaggia di San Faustino: Faltracco è morto in quel tratto di lago
La spiaggia di San Faustino: Faltracco è morto in quel tratto di lago
La spiaggia di San Faustino: Faltracco è morto in quel tratto di lago

L’aveva anticipato domenica mattina e adesso l’ha fatto: dopo l'ultimo decesso avvenuto sabato a Torri, da ieri su tutto il territorio comunale è stato dato lo stop alle immersioni subacquee fino a data da destinarsi. È stata questa la decisione del sindaco, Stefano Nicotra che, ieri mattina, con l’ordinanza numero 34 firmata in qualità di responsabile dell’area vigilanza e territorio, ha interdetto le acque del lago ai sommozzatori. Nei giorni scorsi aveva anticipato al nostro giornale: «Basta subacquei morti nel Garda e, soprattutto, basta tragedie come quella di sabato scorso accaduta per l’ennesima volta a Torri. A questo punto, però, valutiamo di coinvolgere la Prefettura di Verona e, soprattutto, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per valutare opportuni provvedimenti anche eventualmente restrittivi».

Ma i provvedimenti restrittivi, in attesa della convocazione a Verona, sono nel frattempo arrivati a conferma che, quella del primo cittadino, non era né una «sparata» dovuta al particolare momento di lutto, né una boutade dettata dall’ennesima morte in acqua. L’incidente accaduto al trentanovenne di San Bonifacio, Diego Faltracco, padre di due bambini, uno alle scuole elementari e una ragazzina alle medie, era avvenuto in località San Faustino, «in un'area portuale che, come tale, è interdetta alla balneazione», avevano sottolineato sia il sindaco che il vicecommissario della polizia locale, Domenico Tenca.

«Considerato l’episodio di sabato scorso che ha comportato il decesso di un subacqueo nel corso dello svolgimento di attività d’immersione organizzata a scopo ricreativo e considerati gli analoghi episodi luttuosi occorsi il 19 dicembre 2017, il 9 dicembre 2018, il 29 settembre 2019 nonché il grave episodio del 7 maggio 2020, che hanno visto coinvolti subacquei intenti a svolgere similari attività d’immersione organizzate a scopo ricreativo», si legge nel documento restrittivo, «si ordina l’immediata sospensione, in tutto lo specchio acqueo del comune di Torri, dello svolgimento delle attività d’immersione subacquea organizzate a scopo ricreativo o finalizzate al conseguimento di brevetti subacquei». Ma non è tutto.

Nicotra ha poi ribadito un concetto rinvenibile anche nella nuova ordinanza. «L’articolo 54 ai commi 4 e 4 bis del Testo unico degli enti locali», ha detto, «prevedono che il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta con atto motivato provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana...I provvedimenti adottati ai sensi del comma 4 concernenti l'incolumità pubblica sono diretti a tutelare l'integrità fisica della popolazione». Insomma, secondo il sindaco le immersioni subacquee metterebbero in pericolo l’«integrità fisica della popolazione» al pari, ad esempio, di problemi quali «fenomeni criminosi o di illegalità, dello spaccio di stupefacenti, dello sfruttamento della prostituzione, della tratta di persone, dell'accattonaggio con impiego di minori e disabili, ovvero di fenomeni di abusivismo», come contenuto nello stesso articolo del Testo unico degli enti locali.

Quella di Nicotra non vuole essere una provocazione o una presa di posizione contro i sub. «A Torri li ospitiamo da anni», ribadisce. «i subacquei sono i benvenuti. Ma, in questo momento, dobbiamo capire come si possa regolamentare questa pratica sportiva in maniera maggiormente sicura. Mi rendo conto che può apparire una forzatura a chi non vive questa realtà ma, purtroppo, a Torri ci sono stati, negli anni, troppi morti. Se ripenso al decesso del mio caro amico Alberto Tomei, avvenuto nel dicembre 2017 dopo un’immersione a Torri, mi vengono ancora i brividi. Non oso immaginare come si possano sentire i familiari dei deceduti, compresa questa famiglia ora distrutta di San Bonifacio, a cui ci stringiamo», continua. «Ho portato la questione all’attenzione del prefetto di Verona e, in attesa di discuterne nel Comitato per l'ordine e la sicurezza per le determinazioni più opportune, intanto le immersioni a Torri restano vietate».

Gerardo Musuraca