Lotta alla pandemia

Vaccini, parte la corsa alla quarta dose: «In autunno il virus tornerà a prendere vigore»

L’Ulss 9 Scaligera ha messo a disposizione 5.500 posti per la somministrazione dei nuovi vaccini aggiornati. Al momento 3.000 sono ancora liberi
Pazienti in attesa di ricevere la quarta dose di vaccino contro il Covid
Pazienti in attesa di ricevere la quarta dose di vaccino contro il Covid
Pazienti in attesa di ricevere la quarta dose di vaccino contro il Covid
Pazienti in attesa di ricevere la quarta dose di vaccino contro il Covid

Non c’è, per ora, l’assalto ai centri vaccinali. Ma dopo l’estensione della campagna dei richiami a tutti i cittadini con più di 12 anni d’età, nel Veronese si registra un incremento delle somministrazioni della quarta dose di anti Covid. Negli hub della Ulss 9 ne sono state eseguite 550 in soli due giorni e questa cifra fa salire a 2.620 il numero delle vaccinazioni effettuate con il nuovo siero bivalente (disponibile dal 14 settembre), a fronte di 31.526 dosi complessive eseguite dall’avvio, lo scorso aprile, della campagna vaccinale con il secondo booster.

 

Quarta dose: la popolazione sta rispondendo poco

La quarta dose sta decollando? Difficile dirlo. Considerando come base di riferimento la popolazione per la quale è effettivamente prevista la vaccinazione con il secondo richiamo – ovvero, come detto, tutti gli over 12 – la percentuali di vaccinati in Veneto è piuttosto bassa, pari al 6,5 per cento. «La popolazione sta rispondendo poco e questo mi dispiace. Abbiamo aspettato con ansia l’arrivo dei vaccini aggiornati e ora che sono arrivati, la gente non li vuole fare. Non lo capisco», afferma il professor Ercole Concia, infettivologo, già direttore dell’unità operativa di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona.

Accende qualche speranza in più il lieve aumento che si è notato nel nostro territorio. «Il “vecchio” vaccino ha prevenuto e previene ancora oggi le forme gravi della malattia, che si sono ridotte grandemente, ma è sempre meno in grado di proteggerci dall’infezione. Chi ha fatto la terza dose tra novembre e dicembre dello scorso anno avrà una probabilità abbastanza alta di infettarsi, anche se in forma leggera. Siccome è ragionevole pensare che in autunno ci sarà una ripresa del Covid, come di tutte le malattie respiratorie, se si vuol vivere serenamente occorre fare la quarta dose. Soprattutto per il fatto che i due nuovi vaccini a disposizione, essendo bivalenti, funzionano contro il ceppo originario di Wuhan e contro la variante Omicron, che ormai domina largamente, dando quindi copertura sia per le forme gravi sia per le infezioni», spiega Concia.

 

A Verona aumentano i contagi

A proposito di queste ultime, i dati dell’ultimo bollettino emanato dalla Regione confermano anche a Verona la recrudescenza dei contagi che si sta verificando un po’ dappertutto da un paio di settimane a questa parte. Nelle ultime 24 ore, nel Veronese, sono stati registrati quasi un migliaio di casi di Covid in più (per la precisione 944) che portano a 5.692 il numero degli attualmente positivi.

Chi volesse fissare l’appuntamento per la quarta dose può prenotarsi sul portale regionale, con le stesse prescrizioni valide anche per le altre somministrazioni: è possibile sottoporsi al vaccino soltanto se sono passati almeno 120 giorni dall’ultima somministrazione o dalla malattia.

La Ulss 9 ha aperto quasi 5.500 posti fino a fine ottobre e quelli liberi sono, al momento, poco più di tremila. Ulteriori posti verranno aperti via via. Le dosi di vaccino bivalente disponibili sono 241.600 (186.200 di Pfizer e 55.400 di Moderna). I vaccini bivalenti sono disponibili anche nelle farmacie, che effettuano le somministrazioni ai cittadini con più di 18 anni.

 

Stop alle mascherine nei mezzi pubblici

Intanto da domani, 1° ottobre, cessa l’obbligo delle mascherine sui treni e sugli autobus, mentre l’obbligo di indossarle negli ospedali, negli ambulatori e nelle Rsa è stato prorogato di un altro mese e riguarderà tutti, non più soltanto il personale sanitario. La decisione arriva dal Ministero della Salute, che ha stabilito di non produrre alcuna ordinanza per proseguire con l’obbligo di mantenere i dispositivi di protezione sui mezzi di trasporto. D’ora in avanti, e salvo contrordini, dovrebbero arrivare soltanto raccomandazioni a indossarli in caso di assembramenti.

La questione dell’obbligo della mascherina Ffp2 negli ospedali, nelle strutture sanitarie e nelle case di riposo è invece quella più delicata, tant’è che lo stesso Ministero aveva anticipato la possibilità di introdurre regole specifiche per questa tipologia di luoghi, in caso di una recrudescenza più marcata dei contagi. La curva epidemiologica ha ripreso a salire e nelle ultime ore il Governo ha confermato la proroga. Il 31 ottobre, invece, sarà la volta di un’altra importante scadenza quanto alle misure anti Covid, perché cessano di avere effetto i protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Laura Perina