La Verona da «curare»

Tutte le ferite della grande bellezza: latrine a cielo aperto sul lungadige

Centinaia nel giro di pochissimi giorni, le segnalazioni giunte in redazione, che testimoniano come i veronesi siano i primi a prendersi a cuore la «salute», oltre all’estetica, della loro città.
Wc a cielo aperto in lungadige Re Teodorico
Wc a cielo aperto in lungadige Re Teodorico
Le ferite della grande bellezza

Verona città d’arte. Verona città dell’amore. Verona, «piccola Roma», adagiata nell’ansa del suo fiume ai piedi del colle di San Pietro, che le diede i natali. Un territorio ricco di storia e di scorci da cartolina, in una parola di «bellezza». Ma Verona è davvero all’altezza di questa bellezza? I suoi cittadini meritano questo locus amoenus preso d’assalto dai turisti alla prima occasione (l’ultima in ordine di tempo, da tutto esaurito, al ponte di Ognissanti) in cui hanno la fortuna di vivere?

È la domanda che ci siamo posti con l’iniziativa «Amiamo abbastanza la nostra città?». Un raccoglitore di segnalazioni provenienti proprio “dalla strada“ sulle grandi e piccole incurie che, dal centro storico fino ai quartieri, deturpano questo scenario. E su cui abbiamo chiesto proprio ai cittadini di accendere un “faro“, scattando una foto, con l’obiettivo di stimolare il senso civico e una presa di responsabilità collettiva su questo patrimonio comune. Centinaia nel giro di pochissimi giorni, le segnalazioni giunte in redazione, che testimoniano come i veronesi siano i primi a prendersi a cuore la «salute», oltre all’estetica, della loro città. Ma anche i primi, al di là della denuncia, a proporre qualche possibile soluzione.

Topi a passeggio tra i mercatini di Natale

Del problema dei topi in centro storico se ne parla da settimane, un fenomeno diventato particolarmente evidente alla fine dell'estate quando la siccità ha spinto molti roditori fuori dalle fognature. Ora però il problema persiste e non accenna a diminuire tanto che non è inconsueto, passeggiando in città, vedere topi - anche di grandi dimensioni - uscire dai tombini o dai cestini dell'immondizia. In alcune piazze più di altre. E ora che in zona piazza dei Signori - Cortile Mercato Vecchio sono arrivati i mercatini di Natale, la situazione si fa ancora più preoccupante. Molte bancarelle dedicate al cibo rischiano, infatti, di venire prese di mira dai roditori durante la notte quando è ancor più facile vedere i topi andarsene a spasso tra gli addobbi.

pantegana in piazza Erbe

Un lettore ne ha immortalata un'altra nelle sere scorse in via Ponte Nuovo, a pochi passi da piazza Erbe. «Ce n'erano altre due, ma non ho fatto in tempo a riprenderle» spiega, aggiungendo che diverse "famiglie" di questi roditori passeggiano nel Liston, nel salotto bello della città. Altri lettori ci segnalano avvistamenti di roditori giusto davanti all'ingresso dell'Arena. Non proprio un bel biglietto da visita per i turisti.

 

Cartolina con... latrina

È uno degli angoli da cartolina della città: lungadige Re Teodorico, con vista su Ponte Pietra da un lato e sull'abside di Santa Anastasia dall'altro. Eppure basta abbassare lo sguardo per essere catapultati immediatamente nel degrado. Come ci segnala un lettore, scendendo lo scalone per avvicinarsi alle acque del fiume, si nota come due nicchie siano diventate, negli anni, due latrine a cielo aperto.

 

Marciapiede... sterrato

Lo stato dei marciapiedi veronesi, per cominciare, stando alle segnalazioni dei nostri lettori, lascia piuttosto a desiderare. Prova ne sia quello frequentatissimo giusto accanto alla stazione di Porta Nuova, che si affaccia su Piazzale XXV Aprile. Un marciapiede «modello stradina di campagna», lamenta un nostro lettore, lanciando la palla a chi di dovere.

Torricelle

Anche luoghi magici come Castel San Felice vengono abbandonati all'incuria, con una situazione che si protrae ormai dal 2021.

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Slalom tra auto, rifiuti e cartelli

Marciapiedi stretti, con cartelli abbandonati da mesi, girati e usati come cestini, deiezioni di animali per terra. È così che si presentano i due isolati tra le vie San Michele alla Porta, piazzetta Sant’Eufemia, vicoletto Seghe Sant’Eufemia e via dietro Sant’Eufemia. Una zona che appare in completo stato d’abbandono, a due passi dalle scuole Caliari e Nogarola, meta di centinaia di ragazzi, che ogni giorno devono fare slalom tra le auto e arrangiarsi tra i marciapiedi strettissimi per raggiungere l’istituto comprensivo 8.

Un percorso a ostacoli, soprattutto per chi si accinge a girare nel quartiere su una sedia a rotelle o con un passeggino, ma anche per gli stessi pedoni, in particolare se anziani. A segnalare lo stato di incuria alcuni lettori, stanchi della situazione che si protrae ormai da mesi.

«I due angoli, all’incrocio tra vicolo seghe Sant’Eufemia, via Dietro Sant’Eufemia e piazzetta Sant’Eufemia, sono avvilenti», commenta un lettore. «In uno dei due angoli lo spazio è ancora più ridotto, 45 centimetri. L’altro lato è un po’ meglio, 55 centimetri. Nei giorni in cui non c’è scuola i 55 centimetri si riducono con la transenna del divieto usata al mattino dalla polizia locale».

Davanti all’entrata delle scuole elementari Nogarola, inoltre, la pavimentazione è dissestata. Sempre in via San Michele alla Porta gli spazi sul marciapiede si riducono ulteriormente quando alcuni locali aprono dei tavolini all’esterno e, più avanti, tra cartelli e fioriere, il passaggio è ancora più angusto.

«Nel marciapiede dall’altro lato della strada, all’altezza del civico 1, si è costretti a camminare tra il guano dei piccioni», conclude il lettore, pronto a sollevare la questione pulizia anche ad Amia. «Segnalo inoltre, i due portaceneri che rimangono a testimonianza dei cestini inesistenti, come del resto avviene anche in altri punti della città»

 

Area verde e teatro dimenticato di via Monzambano (Santa Lucia)

In via Monzambano, quartiere Ina di Santa Lucia, ci segnala un lettore un'area verde che avrebbe proprio bisogno di una sistemata. «Andrebbe recuperata, magari come parco giochi per i bambini», spiega il cittadino. «Vi è  una scalinata in cemento che, nelle intenzioni di chi  a suo tempo l'ha realizzata, doveva essere un teatro all'aperto. Gli abitanti del posto dicono di aver visto lì forse un paio di spettacoli teatrali negli ultimi 20 anni. I camminamenti sono degradati».  Il signor Antonio precisa poi: «Anche questa area ha spesso conosciuto sbandati e abbandono ed è  una ferita alla "Grande bellezza" di Verona, quartiere Santa Lucia».

Area verde di via Monzambano, Santa Lucia, Verona
Area verde di via Monzambano, Santa Lucia, Verona

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Contenitori... vuoti 

Ciò che più fa soffrire molti, è la quantità di luoghi ed edifici non valorizzati. Come «una delle zone più belle della città, le Torricelle, che ospita uno degli esempi di maggior degrado in assoluto», segnala Paolo: «L’ex tiro a segno». Luoghi talmente suggestivi, seppur nel più totale abbandono, che diventano sfondo ideale per affascinanti scatti, come quelli che ci girano due amici che hanno scelto come «set» l’ex Tiberghien, l'ex poligono e le ex officine Safem. Un’idea da cui prendere spunto.
 

Cassonetti... intelligenti? 

E così sul numero Whatsapp della redazione si sprecano le foto di cassonetti che strabordano. Accanto ai cassonetti in via Provolo ci sono addirittura materassi. E siamo a pochi passi dal centralissimo Castelvecchio. Figuriamoci in periferia. In zona Golosine, ad esempio: «Negli ultimi anni ho notato un peggioramento nel conferimento dei rifiuti», scrive un lettore della zona, seguito a ruota da altri esempi in Borgo Venezia, così come in Borgo Roma, preoccupati in primis per l’igiene e per i topi. «Forse i cassonetti intelligenti», rilancia, «sono la migliore soluzione con i grandi condomini».


Il verde... dove non dovrebbe

 A dare il benvenuto (si fa per dire) a chi arriva in città per esempio dal Garda, c’è la bretella Verona-nord-Stadio. «Qui le aiuole sono ricettacolo di sporcizia e spesso il verde è lasciato a se stesso. Un bell’arredo a verde sarebbe invece un biglietto da visita sull'ingresso ai quartieri di S. Lucia/Golosine», segnala un altro lettore. «E lo svincolo incompiuto, che invece eviterebbe agli abitanti del quartiere Stadio di arrivare fino alla fine della tangenziale sollevando dal traffico il flusso che va verso via San Marco? Un peccato e soldi buttati», rincara Luca.

Ma anche in pieno centro, a ben guardare, c’è poco da stare allegri. A proposito di erbacce, il lungadige che dal ponte di Castelvecchio conduce a Borgo Trento andrebbe quantomeno sfalciato. All’altro castello cittadino, Castel San Pietro, il “bosco“ da ridimensionare è lungo la scalinata che scende fino a Ponte Pietra. In cima, invece, si corre un vero e proprio pericolo: «Ferri appuntiti senza protezione. E da anni il rischio di cadere per 5/6 metri», ci segnala un cittadino, che giura di aver avvertito le autorità diverse volte.

E, poi, arriva la beffa: dove dovrebbe esserci, come nelle aree deputate, il verde spesso non c’è. Lo provano le foto di Antonio, che segnala oltre 100 alberi rinsecchiti in territorio di Santa Lucia e Golosine. «Probabilmente sono morti a causa della mancata irrigazione estiva», ipotizza. «Andrebbero sostituiti». E a proposito di parchi, a Raggio di Sole, sui bastioni, molti tornano a chiedere il ripristino del punto ristoro.


Monopattini «selvaggi»

Tantissimi ritraggono la sosta dei monopattini, “parcheggiati“ di traverso sui marciapiedi, nella totale mancanza di rispetto verso il prossimo, con i pedoni costretti a superarli scendendo sulla carreggiata. Per non parlare delle auto in sosta, che invadono senza distinzione posti riservati ai disabili, ai taxi, addirittura il toloneo di piazza Erbe. O che occupano da anni un parcheggio, come accade dal 2018 con un camper e una roulotte in Strada Le Grazie, di fronte alla facoltà di Medicina a Borgo Roma. 

 

Marciapiedi «gruviera» 

Senza contare le innumerevoli buche e l'asfalto rattoppato. «In via Mameli rappresentano un pericolo, ad esempio per la circolazione dei motorini», ci scrivono. In Borgo Venezia, vita dura anche per i pedoni: «In viale Spolverini e corso Venezia», aggiunge Roberto, «ci sono tratti pericolosi, in particolare per chi lo deve percorrere con deambulatore o carrozzella».

In centro, poco cambia: in piazza Isolo un gradino attende manutenzione da quasi un anno. La scalinata che da lungadige Porta Vittoria scende davanti all'ingresso del Museo di Storia Naturale, è interdetta. Ci consoliamo pensando che «non c'è mondo fuori dalle mura di Verona»? «Io ogni giorno porto in giro visitatori italiani e stranieri ma costantemente mi trovo in imbarazzo», Ci scrive una guida turistica.

«Quando arriviamo agli oblò in cortile del Tribunale, attraverso i quali si dovrebbero vedere gli Scavi sottostanti, non si vede proprio nulla». Eppure, in molti casi, basterebbe davvero poco. Chiunque sia il «colpevole» - l'inciviltà o la maleducazione di alcuni cittadini o le istituzioni «distratte» - la soluzione resta in fondo la stessa: prendersi la responsabilità, segnalare a chi di dovere, rimboccarsi le maniche e tornare a prendersi cura (anche in prima persona), della città. Perché, in fondo, Verona siamo noi.

Elisa Pasetto