A rischio i grandi show

I Kiss: «Senza fuochi il concerto non si fa». E botta risposta tra Tommasi e Tosi

I Kiss in Arena
I Kiss in Arena
I Kiss in Arena
I Kiss in Arena

Molto più di un’ipotesi. Un rischio concreto di veder annullato il concerto dei Kiss. Che senza gli effetti pirotecnici, da sempre protagonisti dei live della leggendaria band americana, lunedì non saliranno sul palco dell’Arena come confermano i manager del gruppo mascherato. Una corsa contro il tempo quindi per cercare di trovare una soluzione ad una questione che va oltre il singolo concerto di lunedì ma potrebbe ridefinire gli scenari futuri dell’utilizzo dell’anfiteatro scaligero, visto che il soprintendente Vincenzo Tinè nell’intervista a L’Arena di ieri aveva tirato in ballo anche le cerimonie di chiusura delle Olimpiadi Milano-Cortina e di apertura delle Paralimpiadi del 2026. La questione riguarda il no di Tinè all’utilizzo di giochi pirotecnici e fiamme libere durante il live dei Kiss. 

«Questo è il momento più paradossale di tutta l’estate», l’esordio di Roberto De Luca, presidente di Live Nation Italia, ramo locale della multinazionale Live Nation Entertainment leader mondiale nell’organizzazione di eventi musicali, «ho girato tutta Italia per Vasco, Cremonini, Mengoni e Rolling Stones ma non ho mai visto una situazione del genere. Mi sembra ci sia una tempesta in un bicchiere d’acqua, nel 2008 e nel 2015 i Kiss utilizzarono gli stessi effetti, ne più ne meno. Sono sorpreso il soprintendente Tinè non porta argomentazioni tecniche», continua De Luca, «parla di preservare le pietre e non certo di sicurezza delle persone. Gli stessi vigili del fuoco nella loro relazione dicono che ci deve essere la certificazione di un tecnico che porterò, quando ho parlato con Tinè ho fatto presente che qualsiasi problema tecnico può essere risolto, diverso è se diventa una questione ideologica e di ottusità culturale».

Tra l’altro proprio De Luca con la sua Live Nation si è occupato dell’organizzazione del concerto di Vasco Rossi al Circo Massimo di poche settimane fa con veri e propri fuochi d’artificio. «Nulla a che vedere con quanto previsto dallo spettacolo dei Kiss - il concerto della leggendaria rockband statunitense è in programma lunedì in Arena - loro avranno effetti scenici di tipo teatrale che possono anche essere usati al chiuso. Credo che serva un intervento del sindaco, della Regione o del governo, sono molto preoccupato. Ci saranno spettatori da tutta Italia e dall’estero, non vorrei si scatenasse un problema anche di ordine pubblico visto che la band ha già fatto sapere che senza gli effetti previsti non faranno lo show: è la loro ultima tournée, non vogliono dare l’addio con uno spettacolo diverso da quelli che li ha sempre contraddistinti».

Una questione che riguarda direttamente l’amministrazione comunale e quindi il neo sindaco Damiano Tommasi. Il primo cittadino ha in programma un incontro con Tinè forse proprio oggi ma intanto interviene sull’argomento. «Siamo a tre giorni dal concerto, pensavo che fosse tutto risolto», spiega Tommasi, «ci incontreremo con Tinè per capire quali siano le reali problematiche. In Arena si è sempre avuto un occhio di riguardo per l’aspetto monumentale e per la tutela dell’anfiteatro, sinceramente non so come fosse stato organizzato questo concerto».

Ad incalzarlo c’è anche Flavio Tosi. «Con tutto il rispetto, la burocrazia non può vincere sulla musica e l’arte performativa», esclama l’ex primo cittadino scaligero, «Tommasi abbia uno scatto di coraggio e fermi i no ideologici della Soprintendenza. Con i no Verona rischia di perdere la grande musica e i migliori artisti internazionali. Non saranno dei finti fuochi scenografici a impattare negativamente sull’Arena, non scherziamo via… Da sindaco mi trovai contro la Sovrintendenza alla vigilia del concerto di Paul McCartney nel giugno 2013. Anche allora il problema erano i finti fuochi scenografici, rischiò di saltare il concerto, perché l'entourage dell'ex Beatles ci comunicò che a fronte di quel divieto McCartney non avrebbe suonato. Così mi assunsi la responsabilità e firmai personalmente il permesso ai “fuochi” anche contro il volere della Soprintendenza».

Pronta la risposta di Tommasi. «Andare dritto? Non so cosa voglia dire, se ci saranno degli accordi presi precedentemente bisognerà tenere conto». 

Luca Mazzara