REPORTAGE

«Fieri di stare a Borgo Roma. Ma i ragazzi vanno seguiti, servono spazi e animatori qualificati»

Gianni Gatti Presidente del circolo Noi di Tomba Extra con i ragazzi volontari
Gianni Gatti Presidente del circolo Noi di Tomba Extra con i ragazzi volontari
Gianni Gatti Presidente del circolo Noi di Tomba Extra con i ragazzi volontari
Gianni Gatti Presidente del circolo Noi di Tomba Extra con i ragazzi volontari

«I giovani che abbiamo intercettato sono molto attivi e desiderosi di dire la loro. Sono fieri del loro quartiere e ci tengono a fare il possibile per migliorarlo». Michele De Mori è uno dei coordinatori della Fabbrica del Quartiere, nata a Borgo Roma per coinvolgere ragazzi e ragazze in attività di mappatura e cura degli spazi in cui vivono.

«Purtroppo spiccano gli episodi spiacevoli, ma in realtà c’è un grande fermento nel rione. Negli ultimi anni, anche grazie al rinnovamento dei parchi, i giovani fanno comunità per stare insieme in modo positivo. Si tratta di ragazzi e ragazze proattivi, pieni di voglia di fare e che se ne stanno bene alla larga da gruppetti, purtroppo noti da tempo, come il Qbr, la baby gang che prende nome dal quartiere».

Gianni Gatti, presidente del circolo Noi di Tomba Extra, ha una lunga esperienza con i giovani di Verona Sud. Una decina di anni fa il cortile della parrocchia era diventato luogo di ritrovo di ragazzini in difficoltà che commettevano piccoli gesti vandalici e avevano un atteggiamento provocatore e preoccupante. «Alcuni di loro entravano anche in chiesa, bivaccavano sui gradini e spaccavano delle cose. Ci siamo confrontati tra adulti e l’obiettivo non era certo quello di cacciarli», evidenzia Gatti. «Abbiamo avviato un progetto ad hoc. Sono stati creati spazi gestiti con animatori validi e formati che hanno portato avanti proposte concrete. I risultati, dopo anni, si vedono tutti. Ora abbiamo dei giovani straordinari in parrocchia, gli stessi che un tempo avrebbero potuto “perdersi” ora accompagnano nella crescita i più piccoli. A volte passano ancora ragazzini sopra le righe ma alla fine capiscono il rispetto delle regole. Sembrerà strano, ma alla fine sono contenti di avere dei paletti e dei limiti. L’ascolto arriva dopo, in seconda battuta, e da solo non basta. Per agganciare i giovani allo sbando servono progettualità concrete e regole. Servono spazi gestiti da personale qualificato, preparato ad affrontare le complessità del mondo adolescenziale. E a Borgo Roma ci sono molti ragazzi e ragazze che si danno un gran da fare per il quartiere».

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La forte presenza di giovani positivi spicca anche al centro di aggregazione Link che si trova in via Benedetti 26. «Ragazze e ragazzi da noi svolgono attività concrete, di danza, sartoria, chitarra, tutte assolutamente gratuite», riferisce Lorella Renso, presidente del centro studi Madateka che gestisce Link. «Ci troviamo in una zona calda, vicino a parco San Giacomo, alle case popolari. Sono abbastanza severa e ci tengono molto alla regole. È la prima cosa che insegno ai giovani. All’inizio mi guardano male ma poi dimostrano di amarle. Così finiamo per parlare dei problemi che vivono a scuola o in famiglia, di droga, bulletti che girano. La presenza dei giovani più cresciuti è fondamentale. Sono guide perfette per i più piccoli, molto più ascoltati degli adulti, tanto che in parrocchia sono diventati pure docenti di catechismo. Forse conoscono meno cose ma hanno molto più appeal su chi è in fase di crescita ed è sorprendente vedere quanti giovani ci danno una mano e mettono a disposizione qualche ora per svolgere attività con i ragazzini».

Lo spazio è aperto anche ad agosto e l’associazione ha persino creato uno storico gruppo di majorettes. «È un modo per confrontarsi tra ragazze, per stare insieme, imparare il rispetto del proprio corpo», conclude Lorella. La fatica di coinvolgere i giovani studenti è ben nota a Marzia Baroni, dirigente dell’Istituto 10 e 11, ma anche in questo caso è pieno appagamento per la buona risposta ottenuta dalla maggior parte dei giovanissimi. «Alcuni dei ragazzi fermati dalle forze dell’ordine frequentavano la scuola media Mazza e non possiamo negare che la presenza di bande nel quartiere c’è, e si fa notare specie negli orari di entrata e di uscita da scuola. Vediamo ragazzini che creano difficoltà a genitori o docenti con dispettucci e insulti. Per questo sono partite nuove proposte extracurriculari che coinvolgeranno anche in futuro gli alunni proprio con l’obiettivo di tenerli lontani da compagnie malsane».

Grazie a un finanziamento europeo, sono stati avviati 19 corsi scolastici tra primaria e medie, che spaziano dall’informatica all’hip hop, fino al videomaking e i murales. «Bisogna agire per tempo, cercando di prevenire, perché chi si è perso alle medie è già meno agganciabile, troppo legato alle dinamiche del gruppo», insiste Baroni. «Facciamo squadra con assistenti sociali e circoscrizione per investire non solo come scuola, ma anche come servizi, contro la dispersione e il fenomeno del bullismo».•.

Chiara Bazzanella