Il territorio scaligero primo in veneto per consumi

Energia rinnovabile, quel «tesoretto» non sfruttato

L’energia sostenibile è una valida alternativa anche per abbattere i costi dell’energia
L’energia sostenibile è una valida alternativa anche per abbattere i costi dell’energia
L’energia sostenibile è una valida alternativa anche per abbattere i costi dell’energia
L’energia sostenibile è una valida alternativa anche per abbattere i costi dell’energia

C’era una volta. Il Veneto, in un tempo non lontano, fino al 2003, produceva più energia di quanta ne consumasse. Fanno fede i dati statistici elaborati da Terna, il grande operatore nazionale del settore. Poi la tendenza cambiò, in disavanzo progressivo e grave, fino ad una carenza di oltre la metà del fabbisogno. Oggi la regione non basta più a sé stessa. E Verona, prima consumatrice tra le sette province (6.460 Gigawattora nel 2018), nonostante le centrali idroelettriche gestite da Agsm-Aim e il balzo avanti significativo negli impianti fotovoltaici, sconta gli effetti della crisi energetica, delle incertezze geopolitiche. A suon di bollette dolorose, per imprese e famiglie. Quanto al Comune la lievitazione di costi è stimata in quasi 18 milioni. Non ci sono «tesoretti» in cassaforte su cui contare, salvo la «multiutility» partecipata con i suoi programmi di investimento di segno «verde». «Ma c’è una politica di sostenibilità in fase di costruzione. Si comincia dal patrimonio pubblico per arrivare ai quartieri nel segno, soprattutto del fotovoltaico», chiarisce Tommaso Ferrari, assessore all’Ambiente e alla Transizione ecologica.

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Programma Nel 2022 segnato dalla guerra russa in Ucraina, dagli «stop» a singhiozzo nelle forniture di gas dall’ex «oltre cortina» e dall’effetto di rimbalzo delle sanzioni contro Mosca, il peso dei costi energetici sta per manifestarsi insostenibile. Con tagli già in vista con provvedimento governativi, su temperature ed orari, per il riscaldamento nell’inverno ormai alle porte. «Stiamo già lavorando per rendere Verona più autonoma sul fronte energetico, con un programma quinquennale che poggia sul controllo e la lotta agli sprechi. E soprattutto sul fotovoltaico, l’implementazione delle “comunità energetiche“, produzione e scambio tra pubblico e privato, in cui possono essere coinvolte aziende, associazioni e cittadini anche nei singoli quartieri della città», spiega l’assessore. «Lo studio di fattibilità è avviato. Anche se ciò implicherà», aggiunge, «una sfida organizzativa che coinvolgerà molti assessorati e strutture comunali, per capire dove si possa operare in assenza di vincoli monumentali e paesaggistici».

Dubbi Con le elezioni legislative alle porte e l’incertezza sul futuro Governo ogni programmazione risulta azzardata e difficile. «Certo, gli otto anni attuali che possono servire per l’approvazione di un parco eolico sono decisamente improponibili. L’esecutivo che verrà dovrà per forza tagliare questi “tempi biblici“, perché la dipendenza dal gas d’importazione è sotto gli occhi di tutti al pari del cambiamento climatico, i cui effetti non ammettono ulteriori ritardi», spiega Ferrari.

Esempio Serve, oggi più che mai, predicare bene e razzolare meglio. Palazzo Barbieri, con l’intera struttura pubblica sotto il suo controllo, dovrà aprire la strada verso la transizione ecologica. Sfruttando, quanto più possibile, anche fondi messi a disposizione dall’Europa. «La prima mossa sta nello stilare una mappa di consumi ed eventuali sprechi. Oltre che in un’azione sull’efficienza degli impianti», premette l’assessore. Illuminare un edificio di cui si usano due piani su quattro «è inutile, pesa sulle casse, al pari del riscaldare una palestra che venga usata solo per qualche ora». Il Comune, attualmente, paga un canone di «servizio calore», fornitura energetica e manutenzione. «Ed è su questo piano che, come primo provvedimento, si deve agire per ottimizzare i consumi».

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Partecipate Agsm-Aim, la «multiutility» oggi veronese-vicentina, vanta già un corredo ricco in termini di investimenti nelle energie rinnovabili, con l’ultimo arrivo di un parco eolico al Mugello. «L’azienda sta sul mercato, com’è giusto e ovvio. Il Comune può dettare la linea “verde» ma il piano industriale sembra già indirizzato decisamente verso la sostenibilità, anche sul piano dei trasporti», commenta Tommaso Ferrari. «E sicuramente ci sarà un collaborazione sul piano della politica energetica comunale, poiché l’azienda porta mezzi e conoscenze». Il cambio di rotta è in vista. Obbligato ed accelerato dagli eventi. «Ciò che finora è stato limitato ad interventi occasionali dovrà divenire la normalità», osserva l’assessore. «Tutti oggi si dichiarano paladini dell’ambiente, sulla spinta dei rincari. Ci si poteva preparare meglio. Ed altrettanto certamente il cambiamento climatico non consente di attendere. I prezzi potrebbero rientrare, non così gli effetti su pianeta».

Paolo Mozzo

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