«67 colonne» vincitore di Art Bonus

Arena, lo scatto corale di una città

Arena di Verona
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di Massimo Mamoli

Oltre la superficie del meritato orgoglio partiamo da una domanda: in che modo lo straordinario modello delle 67 colonne è riuscito a creare un empatico sentimento di appartenenza intorno ad un valore comune, fino a vincere come miglior progetto art bonus.

Un traguardo che mette insieme imprenditori, professioni, cultura nel valore universale e immateriale della lirica, candidata a patrimonio dell’Unesco. E che si estende in uno scatto corale, trasversale, con la potenza che solo il miracolo della bellezza rende inarrivabile. Un rito della centralità che la città evoca, perché non sempre riesce ad esprimere ciò che potenzialmente potrebbe, come non sempre riesce a manifestare il suo essere unità, nel civismo, in un sistema sempre più grande e competitivo.

Un progetto vero, messo a terra da un cambio di prospettiva, inclusivo, che non è stato semplicemente l’appello a un sistema identitario. Perché il punto di inizio è e rimane la risposta alla domanda apparentemente più scontata: quale traguardo ci poniamo, quale forza di gravità vincere, come evocativamente direbbe l’astronauta Nespoli, testimonial alla presentazione della seconda edizione del progetto promosso da Fondazione Arena in collaborazione con Athesis. Che ha proprio nel valore del limite e del suo superamento il tema intorno a cui incardinare la nuova sfida delle 67 colonne.

Per essere cielo e terra, orizzonte e concretezza. Farci sentire parte attiva di una comunità e allo stesso tempo cittadini del mondo. Questo è l’algoritmo che ha costruito l’adesione trasversale e il primato di un modello.

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Massimo Mamoli