Il caso

Kfc apre e il comune vieta l'asporto, l'opposizione attacca: «La Giunta sbraita ma non conclude»

L'interno di Kfc (foto Marchiori)
L'interno di Kfc (foto Marchiori)
L'interno di Kfc (foto Marchiori)
L'interno di Kfc (foto Marchiori)

Dopo la notizia dell'apertura di Kfc in piazza Erbe, ma con il (contestato) divieto di asporto, raffica di critiche dell'opposizione in consiglio comunale alla giunta di Verona e al sindaco Sboarina.

Per Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune «la battaglia di retroguardia del centrodestra veronese è finita come doveva finire: le leggi e la pianificazione del centro storico permette a Kfc di aprire a due passi da piazza Erbe e lo farà senza alcun problema, mentre la giunta comunale che aveva promesso di alzare le barricate contro l’ “invasione” del cibo straniero molto probabilmente sarà costretta a ritirare anche il divieto dell’asporto contro fritti e cibi etnici di origine medio orientale, un obbrobrio di classificazione che riprende pari pari i perditempo della giunta Tosi che avevano tenuto inchiodato il consiglio comunale per mesi nelle passate amministrazione sulla classificazione del kebab. Gradiremmo una presa di posizione di Sboarina sui problemi che davvero gli competono e sui quali può far valere il peso politico che i cittadini gli hanno assegnato. Ma quando il gioco si fa serio il primo cittadino tende a... scappare».

Per La Paglia, Benini e Vallani del Pd «è triste che la povertà culturale e politica dell’amministrazione Sboarina sia tale da rendere la battaglia del pollo fritto una battaglia dirimente (e perdente). Il centro storico nel frattempo continua a soffrire di seri problemi di vivibilità per i residenti che lo sta spopolando e altri problemi di fruibilità per i turisti. Sboarina lascia la città storica con un fast food in più e nessuna riforma conclusa».

Infine per Tommasi e Trincanato di Traguardi «questo è l'ennesimo esempio di una Giunta che sbraita senza senso del ridicolo sulla volontà di difendere le tradizioni e valorizzare le eccellenze locali, salvo poi concludere... nulla. Sboarina e Zavarise promettevano battaglia per impedire alla catena americana di aprire un nuovo punto vendita all'angolo con piazza Erbe, addirittura presentando un emendamento alla Variante 29 che non ha retto di fronte ai rilievi dei tecnici comunali, ma alla fine il pollo fritto ha avuto la meglio e per mascherare la “sconfitta”, sindaco e assessore non hanno trovato nulla di meglio che introdurre un coraggiosissimo – si fa per dire – divieto d'asporto, che varrà solo per i fast food e i locali etnici. Una limitazione al libero commercio che sembra basata più sui gusti gastronomici di chi amministra, che su regole oggettive e valide per tutti».