Bici e Monti

Cima Comer: com'è grande il lago di Garda da qui...

La cima del Comer
La cima del Comer
Il lago del Comer

Quella dell’Ersaf, l’ente lombardo per i servizi all’agricoltura e alle foreste, è stata senza dubbio un’idea vincente: il belvedere di legno costruito nel 2012 sulla cresta di Cima Comer, a picco sul Garda, è diventato uno dei punti panoramici più gettonati e fotografati del lago. Sulla cima è presente anche un osservatorio per il monitoraggio della migrazione primaverile dei rapaci. Insomma, una montagna importante, a dispetto dai suoi 1.279 metri.

A lungo, però, è stata considerata poco più di una anticima - peraltro panoramica - del vicino e più alto (1.459 m) monte Denervo, la cui vetta coperta da spettacolari faggi è di grandissima suggestione, ma non ha la potenza del colpo d’occhio sul lago. Le due cime si possono abbinare facilmente, e con limitato impegno, partendo da Briano, una delle frazioni montane di Gargnano, sulla sponda bresciana del Benaco. Siamo nel Parco regionale dell’Alto Garda, gli ambienti sono di grande suggestione, i sentieri ben tracciati e si percorrono praticamente tutto l’anno, anche con la neve. Difficile chiedere di più. Da Briano al Denervo ci sono meno di 500 metri di dislivello; se ci si limita al Comer la fatica si dimezza, e in 40 minuti si è in cima. Non a caso è la meta più frequentata. Il sentiero sale nel castagneto a ridosso del rifugio degli alpini, fino a un bivio. Per il Comer si tiene la destra, a sinistra si sale al Denervo. Personalmente, consiglio di salire prima al Comer e godersi il panorama, quindi percorrere la cresta fino al Denervo, eccezionale con i colori autunnali, e scendere da nord, toccando malga Denervo e la Bocchetta di Lovere.

Un giro che si percorre in un paio d’ore o poco più. Chi vuole allungare, può proseguire la discesa dalla malga fino a passo Fobbia a quota 907 metri (sentiero 39), rientrando a Briano lungo il bellissimo sentiero nel bosco che, a saliscendi fra rocce e faggi secolari, tocca malga Nangu e raggiunge la Bocchetta di Lovere (1.052 m) e scende a Briano. Spettacolare, ma ben più lungo e un po’ più impegnativo, l’itinerario che sale da Sasso (531 m) e passa dall’eremo di San Valentino (772 m), luogo di grande suggestione, ma che visiteremo in un’altra occasione.

 

IN BICI. Il Comer, visto da sotto, dalla Gardesana, a Gargnano, incute davvero rispetto. Impossibile arrivare lassù in bici! E invece si fa. Come ormai sa bene chi mi segue, l’itinerario non è una pista ciclabile, richiede allenamento, è molto faticoso, ma regala grandi emozioni. Si parte da Bogliaco (parcheggio gratuito), si segue la Gardesana fino oltre la chiesa parrocchiale, quindi si sale a sinistra sulla ripida, acciottolata via Crocefisso e poi su sterrata fino a incrociare la strada asfaltata per Muslone, che si segue con bel panorama sul lago fino alla frazione gargnanese, splendido balcone sul Garda. Qui inizia il sentiero (Bvg, Bassa via del Garda) che arriva a Piovere, frazione di Tignale.

Entrambi i paesini si trovano a quota 450 metri e sono stati letteralmente colonizzati dai turisti d’oltralpe. Il percorso è tendenzialmente in piano, ma si va un po’ su e un po’ giù fra oliveti, boschetti, terrazzamenti e un'imponente area di frana, sempre o quasi vista lago. Bellissimo! Da Piovere si torna a salire molto ripidamente fino a sbucare sopra il paese, dove si prende la strada asfaltata che sale verso il villaggio fantasma di Boldis, si oltrepassa il bivio per le cascate di Tignale e si prosegue a lungo nel bosco fino a sbucare sulla radura di Cascina Piazze (1.111 m).

Si traversa fra i prati fino alla località Valzana (chiesetta), dove si devia a destra (attenzione) su una vaga traccia erbosa che sale verso malga Premaur (1.160 m). Si tiene sempre la destra e si prosegue sul sentierino (molti tratti a spinta) fino a una forcella rocciosa da dove a destra si sale al Denervo e a sinistra sul Comer (bici in spalla, oppure la si lascia e si prosegue a piedi). La discesa, in direzione Briano, è molto bella e tecnica, con tratti rocciosi.

Arrivati al rifugio degli alpini, si percorre la strada asfaltata per poche decine di metri fino a prendere il sentiero segnalato 31 che si tuffa nel bosco e, alternando tratti scassati e rocciosi a tratti terrosi e umidi (o bagnati!), scende fino al bivio per l’eremo di San Valentino e poi a Sasso. Si scende a sinistra fino a incrociare il sentiero 30 che arriva a Gargnano, con tratti piuttosto tecnici (attenzione), ma di grande soddisfazione. Necessaria una mountain bike full suspension.

Claudio Mafrici