L'allarme

Torna la poliomielite in Europa, il virus debellato 20 anni fa si riaffaccia nelle «comunità poco vaccinate»

Vaccinazione antipolio, la campagna Onu in Pakistan
Vaccinazione antipolio, la campagna Onu in Pakistan
Vaccinazione antipolio, la campagna Onu in Pakistan
Vaccinazione antipolio, la campagna Onu in Pakistan

Sull’Europa potrebbe riaffacciarsi la minaccia della poliomielite: lo status di polio-free, raggiunto dagli Stati Ue da circa 20 anni, rappresenta infatti un traguardo in realtà fragile. Il recente riemergere di nuovi focolai del virus in Gran Bretagna, in Israele e, oltreoceano, a New York, suona infatti come un campanello d’allarme da non sottovalutare. Per questo, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) invita senza mezzi termini ad adottare contromisure immediate: «Chi non lo fosse, si vaccini il più presto possibile», ha esortato oggi in conferenza stampa il direttore Oms-Europa Hans Kluge.

«Dimenticata» da anni, la poliomielite - grave malattia infettiva causata da tre tipi di polio-virus che invadono il sistema nervoso centrale e che può avere conseguenze molto gravi - è ricomparsa lo scorso giugno nel Regno Unito, dove era stata debellata dal 2003, ed a tutti i bambini di età tra uno e nove anni che vivono a Londra, circa un milione, è stato offerto il richiamo del vaccino antipolio. Nuovi casi sono stati segnalati anche in Israele ed a New York. Insomma, la minaccia è concreta e l’Oms avverte che «tutti coloro che non sono vaccinati, o i cui figli hanno saltato le vaccinazioni programmate, dovrebbero effettuare la vaccinazione il prima possibile. I vaccini contro la poliomielite si sono dimostrati molto efficaci e sicuri».

Il punto, ha spiegato Kluge, è che «nonostante l’elevata copertura vaccinale antipolio complessiva, il poliovirus ha trovato la sua strada verso individui suscettibili nelle comunità poco vaccinate». A mettere in pericolo un mondo sempre più globalizzato, dunque, sono oggi malattie di ritorno come appunto la polio e patologie emergenti come il Covid e il vaiolo delle scimmie. «Emergenze - afferma Kluge - che hanno dimostrato ripetutamente come una minaccia di malattia in un luogo sia una minaccia di malattia ovunque».

Anche il Covid-19 è tutt’altro che debellato e l’Oms mette in guardia per una nuova, attesa ondata autunnale. Nel giro di «poche settimane, si prevede che la Regione Europea raggiungerà i 250 milioni di casi confermati di Covid-19 da inizio pandemia» e con l’avvicinarsi dell’autunno, avverte l’Organizzazione mondiale della sanità, «prevediamo un aumento dei casi, con o senza una recrudescenza dell’influenza stagionale». Ed ancora: «Abbiamo fatto grandi passi contro la pandemia ma il virus circola ampiamente, causando ancora troppi decessi prevenibili, circa 3.000 solo nell’ultima settimana. Il virus si sta ancora evolvendo per eludere le nostre contromisure».

A fronte di questa situazione, due le priorità indicate: somministrare una seconda dose di richiamo del vaccino anti-Covid ai più vulnerabili, inclusi gli anziani e gli immunodepressi, e favorire la somministrazione del vaccino antinfluenzale insieme al vaccino Covid. Allo stesso tempo, le persone «dovrebbero adottare misure di buon senso, come indossare le mascherine al chiuso in luoghi affollati e sui mezzi pubblici, ventilare gli spazi e lavarsi le mani spesso». L’allerta è quindi ancora alta, ma la curva dei contagi attualmente in calo potrebbe comunque spingere ad un ulteriore allentamento delle misure in vigore e in Italia l’orientamento delle autorità sanitarie, anche se non ancora confermato, sarebbe quello di ridurre il periodo di quarantena da 7 a 5 giorni per i soggetti positivi asintomatici, con un test negativo al quinto giorno. Passerebbe inoltre da 21 a 15 giorni il periodo massimo di isolamento in caso persista la positività al virus. Sulla questione si sarebbe pronunciato, su richiesta del ministero, anche il Consiglio superiore di sanità.

I dati giornalieri segnano comunque delle fluttuazioni al rialzo: sono 31.088 i nuovi contagi nelle ultime 24 ore (ieri 8.355). Le vittime sono 98 (ieri 60) ed il tasso è al 14,9%, in aumento. Continua invece a diminuire la pressione sugli ospedali: sono 226 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 3 in meno di ieri, ed i ricoverati nei reparti ordinari sono invece 5.427 (-204).