Il direttore della Sanità veneta

Flor risponde a Report: «Lo studio sui tamponi rapidi non c'era. Non mi dimetto»

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Luciano Flor, direttore generale della Sanità veneta
Luciano Flor, direttore generale della Sanità veneta

«Quello studio sui tamponi rapidi non c’era, la casa farmaceutica Abbott che produce i tamponi mi aveva chiesto quella ricerca e io ho pensato che me lo chiedessero per valutare gli estremi per farci causa, e ho risposto che quello studio, che ha determinate caratteristiche scientifiche, non c’era».

Il direttore generale della sanità veneta Luciano Flor risponde così all’inchiesta di Report che ha fatto un focus sulla presunta inefficienza dei tamponi rapidi prodotti dalla Abbott. In un «fuori onda» dell’inchiesta giornalistica sembra che Flor volesse «coprire» il professor Andrea Crisanti che avrebbe messo in difficoltà l’azienda ospedaliera con quell’accertamento. «Non volevo coprire nessuno - dice Flor - non potevo dare alla Abbott uno studio che non c’era».

Il professor Flor afferma di non volersi dimettere e mettere nero su bianco i fatti: «Il 21 ottobre ricevo una lettera di Crisanti in cui vengono messi in dubbio i tamponi rapidi, il 30 ottobre 2020 la Abbott chiede informazioni su quella ricerca, io ho chiesto ai due direttori generali che mi dicono che lo studio non c’è, Crisanti stesso mi dice che lo studio non c’è ma c’è un approfondimento diagnostico, il 5 febbraio la ditta torna a chiedere lo studio, che ancora non c’è. Lo studio verrà pubblicato il 26 marzo 2021 su una rivista scientifica su 1500 tamponi solo tre hanno dei problemi». Flor definisce «molto gravi» le affermazioni fatte in trasmissione dal professor Crisanti.

Anche il presidente della Regione Luca Zaia nel punto stampa di oggi ha parlato di Report, affermando di non aver mai visto lo studio sui tamponi rapidi.

 

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