LA TRAGEDIA TRA VENETO E TRENTINO

Marmolada, trovata l'undicesima vittima: «Non ci sono altri morti». Zaia: «È finita nel peggiore dei modi»

Il comandante dei Ris Lago, il presidente della Provincia autonoma di Trento Fugatti, il sindaco di Canazei Bernard, e il presidente nazionale del Soccorso alpino  Dellantonio, durante una conferenza stampa a Canazei
Il comandante dei Ris Lago, il presidente della Provincia autonoma di Trento Fugatti, il sindaco di Canazei Bernard, e il presidente nazionale del Soccorso alpino Dellantonio, durante una conferenza stampa a Canazei
Tragedia Marmolada

Ore 16 - DIMESSO IL PAZIENTE TEDESCO RICOVERATO A FELTRE 

È stato dimesso il paziente tedesco soccorso e curato dall’Ulss 1 Dolomiti a Feltre dopo essere rimasto ferito sulla Marmolada. Accompagnato dai familiari, concluderà la convalescenza in una struttura vicino casa. Prima di lasciare l’ospedale feltrino, ha riservato parole di gratitudine e apprezzamento per i soccorsi e le cure ricevute. Per quanto riguarda gli altri feriti, le condizioni della signora ricoverata a Belluno sono in via di miglioramento. Rimane in prognosi riservata invece Davide, il giovane trentino in cura all’ospedale di Treviso.

Ore 15 - ZAIA: «È FINITA NEI PEGGIORE DEI MODI. MA LE RICERCHE NON SI FERMANO» 

«Purtroppo è finita nel peggiore dei modi. Non c’è più nessuna speranza. Con le analisi dei Ris, gli 11 dispersi iniziali della tragedia sulla Marmolada sono diventate 11 vittime ufficiali. Siamo vicini ai familiari delle persone che hanno vissuto una delle più brutte pagine di storia delle nostre montagne, un episodio che si fa fatica ancora ad accettare e a comprendere. Otto di queste vittime sono venete, la nostra Regione paga un tributo pesantissimo. Ringrazio i soccorritori, le forze dell’ordine, i volontari e il personale sanitario che subito dopo il tremendo boato di domenica scorsa hanno dato tutto. Ricordo che abbiamo anche 8 feriti, tre dei quali sono stati ospitati negli ospedali veneti. E ringrazio tutti gli operatori che nel corso di tutta questa settimana hanno in qualche caso addirittura rischiato la loro stessa vita durante le ricerche, nella speranza di trarre in salvo eventuali superstiti». «Le ricerche - le parole di Zaia - tuttavia non si fermano e proseguiranno nei prossimi giorni: lo si deve per rispetto verso chi non potrà più riabbracciare i propri cari. Ai familiari delle vittime va il mio più sincero e totale cordoglio»

 

ORE 13.15  «NON CI SONO ELEMENTI PER DIRE CHE CI SONO ALTRI MORTI»

«Non ci sono elementi per dire che ci sono altri morti: le vittime accertate sono 11». Così il comandante del Ris, Giampietro Lago, durante una conferenza stampa a Canazei. «Le salme saranno riconsegnate solo a ricerche concluse». Lo ha detto il comandante dei Ris di Parma Giampietro Lago nel corso di una conferenza stampa a Canazei. Il colonnello Lago ha precisato che oggi «sono stati ritrovati altri resti e materiale tecnico con grande probabilità riconducibile agli undici morti accertati».

Ore 11.15. TROVATA L'UNDICESIMA VITTIMA. 

L’undicesima vittima della tragedia sulla Marmolada sarebbe stata recuperata. A quanto apprende l’Ansa i resti dell’ultima persona ancora dispersa sono stati recuperati e sono in fase di identificazione. Dunque tutte le vittime per ora accertate della strage sono state recuperate.

9 LUGLIO Ore 8. PROSEGUONO LE RICERCHE

Proseguono le attività di ricerca di resti umani e attrezzature via terra sulla Marmolada nel giorno del lutto cittadino con la messa a suffragio delle vittime alle 18 a Canazei. Dall'alba di oggi, 20 soccorritori tra cui 2 "vedette" e tre unità cinofile sono impegnati  a valle del distacco del seracco di Punta Rocca sulla Marmolada, per compiere le ricerche via terra programmate della colata di ghiaccio e rocce che domenica scorsa, 3 luglio, ha travolto degli scalatori.  L’incolumità degli operatori è stata garantita anche attraverso l’impiego di radar interferometrici e doppler, che registrano eventuali movimenti del ghiacciaio: i dati trasmessi in diretta dalla montagna, vengono infatti monitorati dagli esperti presso il centro operativo di Protezione Civile di Canazei. Le operazioni termineranno, nel corso della giornata, quando le temperature si alzeranno aumentando i rischi di possibili crolli, e proseguiranno solo con elicotteri e droni.

 

Ore 18.30 - ATTESA PER LE ANALISI DEL RIS. «Sui numeri non ci sono novità rispetto a ieri: il Ris di Parma sta lavorando con impegno su tutto il materiale di cui dispongono. Stiamo quindi attendendo le loro analisi». Lo ha detto, in conferenza stampa, il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, in riferimento al lavoro dei identificazione delle vittime del disastro della Marmolada. I risultati delle comparazioni tra i profili genetici dei resti sono attesi per la giornata di domani (sabato 9 luglio, ndr).

«È in corso un’importante attività dei militari del reparto dei investigazione scientifica, che hanno eseguito il campionamento genetico dei resti rinvenuti sulla scena della tragedia e ora procedono nella comparazione dei profili genetici con i famigliari che reclamano l’assenza di un proprio caro. Contiamo di ottenere i risultati al più presto, nella giornata di domani», ha specificato il tenente colonnello Michele Capurso, del comando provinciale dei carabinieri di Trento.
Le ricerche sul campo da parte della squadra interforze, a quanto precisato da Fugatti, proseguiranno anche domani e nei prossimi giorni, al pari di quelle con i droni. 

Ore 18 - LEGALE FAMILIARI CHIEDE ACCERTAMENTI SULLE COMPETENZE. In una lettera diffusa dall’avvocato Massimo Simonini, legale dei famigliari degli escursionisti Davide Miotti e Erica Campagnaro, la cui sorte non è ancora nota, si chiede «se non vi fossero autorità pubbliche preposte a verificare lo stato di un crepaccio, che per sua natura può causare distaccamenti, situato a monte di una meta turistica ad alta frequentazione» come la Marmolada. La lettera segue l’intervento della glaciologa dell’Università degli studi di Milano, Adele Diolaiuti, che su Radio Rai Tre, riferendosi alla Marmolada avrebbe parlato - sempre secondo il legale - di «un distacco del ghiacciaio causato da un crepaccio molto ampio». «Si chiede che le indagini facciano luce sul ruolo che possono avere avuto in questa tragedia l’Ufficio previsioni e pianificazione della Provincia autonoma di Trento e l’ufficio della Protezione civile», conclude il legale.

Ore 16 - IDENTIFICATE LE DUE VITTIME CECHE. Sono Pavel Dana e Martin Ouda i due escursionisti deceduti a causa del crollo del seracco della Marmolada e identificati ieri. Lo conferma all’Ansa fonti investigative. Il riconoscimento è avvenuto a Canazei da parte degli famigliari, accompagnati dal console.

Ore 13 - «RITROVATI REPERTI IMPORTANTI». «Oggi sono stati ritrovati reperti importanti. Ora dovranno essere effettuate le analisi per capire capire se ci sono nuovi riscontri. Non vi è ancora nessuna certezza». Lo ha detto all’Ansa il comandante della stazione del soccorso alpino di Passo Rolle, Riccardo Manfredi, impegnato nelle operazioni sull’area del disastro della Marmolada. A quanto riferito da Manfredi, l’intervento di ricognizione effettuato nella mattina di oggi è stato proficuo. L’abbassamento delle temperatura ha causato un consolidamento della colata di fango, roccia e ghiaccio, che ha permesso di estendere l’arco temporale delle ricerche sul campo. «I cani si stanno dimostrando fondamentali», ha concluso Manfredi.

8 LUGLIO Ore 9,30 - IN CORSO LE RICERCHE A TERRA

Nell’area a valle del distacco del seracco di Punta Rocca, sulla Marmolada, sono in corso le operazioni di ricerca da terra, in stretto collegamento con il Centro di Protezione civile di Canazei, con Vigili del Fuoco volontari e Psicologi per i popoli. In quota 14 donne e uomini di Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza con due unità cinofile, Centro Addestramento Alpino di Moena della Polizia di Stato, Corpo Vigili del Fuoco permanente di Trento e la Squadra di Soccorso Alpino dell’Arma dei Carabinieri. Le operazioni sono iniziate alle 6,15 e continueranno finché le condizioni meteo di sicurezza lo renderanno possibile. La stabilità del ghiaccio viene monitorata in diretta dagli esperti del Centro per la Protezione civile dell’Università di Firenze, che collaborano con l’Ufficio previsioni e pianificazione della Provincia autonoma di Trento, attraverso i dati raccolti da radar interferometrici e doppler.

 

Marmolada, Casellati: "L'Italia ha bisogno di un casco protettivo"

 

Ore 18.30 - ZAIA, TEDESCHI STANNO BENE, GRAVE ALTRO PAZIENTE. «I signori tedeschi feriti che sono a Feltre e Belluno ci fanno ben sperare. Sulla situazione di Treviso, sto parlando del paziente in terapia intensiva (il trentino Davide Carnielli, ndr), ci sono degli aspetti, è delicata perché ci sono aspetti neurochirurgici e cardiochirurgici con politraumi: un trauma cranico importante e un trauma toracico. Ci sono due team operativi e il personale sanitario è concentrato su questo paziente e viene fatto l’impossibile con le cure e speriamo che se ne venga fuori». Lo ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, parlando con i giornalisti a Canazei. Altri quattro feriti sono invece ricoverati in Trentino.

Ore 18.05 - DOMANI UNA SQUADRA TORNERÀ SULLA ZONA DEL DISASTRO. Domani mattina una squadra di ricerca interforze «vista e udito» tornerà sull’area interessata dal distacco del ghiacciaio della Marmolada. Lo ha fatto sapere in conferenza stampa il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti. Le operazioni si svolgeranno con le stesse modalità utilizzate oggi. «Nella mattinata di domani si proseguirà con le operazioni di ricerca con le stesse modalità attuate oggi. Sì inizierà alle 6.15 con la squadra sul posto e si proseguirà fino alle 9 circa, a seconda delle condizioni e delle temperature», ha spiegato Fugatti.

La squadra sarà formata sempre da 14 persone operative, sulla base di un calcolo di rischio, è da due con funzione di sentinelle. Vi sarà un avvicendamento di alcuni componenti della squadra.

Ore 13,44 - RECUPERATA LA DECIMA VITTIMA. ANCORA UN DISPERSO 

I soccorritori hanno recuperato altri resti delle vittime sotto la frana della Marmolada. A quanto risulta, apparterrebbero ad una decima vittima. Il bilancio è quindi di 10 vittime ed ancora un disperso.

Zaia: "Il bilancio delle vittime del crollo sulla Marmolada e' definito, 11 tra morti e dispersi"

Ore 12 - ZAIA: «UNDICI TRA MORTI ACCERTATI E DISPERSI, BILANCIO DEFINITIVO»

«Il bilancio di questa tragedia è pressochè definita: ci sono undici persone tra i deceduti e i dispersi. Ad oggi l’identificazione degli otto deceduti riguarda tre veneti identificati e una trentina. Dei feriti, sette (tre dei quali in Veneto) sono ancora in ospedale e un paio sono gravi». Così, il governatore del Veneto, Luca Zaia, all’arrivo al centro operativo dell’Aiut alpin di Canazei. Il conteggio di 11 è riferito verosimilmente al fatto che alla vittima ancora senza nome vengono attribuiti i resti di una persone che era invece nel conteggio dei dispersi: di conseguenza il computo totale passa da 12 a 11.

Prima del crollo di domenica, sulla Marmolada «non si sono osservati dei segnali evidenti di un collasso imminente. Salvo rarissimi casi, nei ghiacciai, a differenza delle frane, non vi sono sistemi di allerta che misurano movimenti e deformazioni in tempo reale». Lo sottolineano i ricercatori del Gruppo di lavoro glaciologico-geofisico per le ricerche sulla Marmolada, che da vent’anni studiano il ghiacciaio, coordinati da Aldino Bondesan, dell’Università di Padova, responsabile del Comitato Glaciologico Italiano (Cgi) per il coordinamento della campagna glaciologica annuale nelle Alpi orientali.

Ore 10,30 - CONCLUSE LE OPERAZIONI A TERRA 

Marmolada, concluse le operazioni di ricerca via terra I 14 operatori con i 2 cani della Guardia di Finanza specializzati sono rientrati a Canazei al termine delle operazioni di ricerca via terra nell'area interessata dal distacco del ghiacciaio della Marmolada, a valle della colata. Nel corso delle ricerche ci sono stati dei ritrovamenti organici e di materiale tecnico. Il tutto è stato recuperato, trasportato a valle e consegnato per le analisi.

 

7 LUGLIO Ore 8 -  TROVATA ATTREZZATURA DURANTE RICOGNIZIONE

Altra attrezzatura tecnica, verosimilmente riconducibile a persone date attualmente per disperse, è stata ritrovata questa mattina in Marmolada dai soccorritori impegnati dall’alba di questa mattina nelle operazioni sui detriti del seracco crollato domenica.

 

Ore 19.30 - PROCURATORE TRENTO, ESCLUSA LA PREVEDIBILITÀ. «La prevedibilità dell’evento è esclusa, non c’è, noi apriamo tutte le porte che abbiamo davanti per verificare cosa è successo e ricostruire il fatto». Lo ha detto all’Ansa il procuratore capo di Trento, Sandro Raimondi, sull’inchiesta per disastro colposo aperta in seguito al disastro della Marmolada. «Sentiremo persone, vedremo filmati e coinvolgeremo il mondo scientifico per fare prove per capire, dal punto di vista idraulico, come mai c’era questa grossa massa d’acqua», ha aggiunto il procuratore.

Ore 18 - LE VITTIME ACCERTATE SALGONO A NOVE. Sale a nove il numero delle vittime accertate della tragedia della Marmolada. Lo ha detto il governatore della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, nel corso di un punto stampa a Canazei, dopo che nel pomeriggio i droni avevano individuato altri resti sotto la valanga. Sono dunque due, e non tre come era emerso in un primo momento, i corpi ritrovati. Delle 9 vittime accertate, sono 4 quelle riconosciute: Filippo Bari, 27 anni di Malo, Paolo Dani, 52 anni di Valdagno, Tommaso Carollo, 48 anni di Zanè, e Liliana Bertoldi, 54 anni di Levico (Trento). 

Ore 15.05 - TROVATI ALTRI TRE CORPI. Altre tre corpi sono stati trovati poco fa dai soccorritori sotto la valanga sulla Marmolada. Lo comunica la Protezione civile del Veneto.

Ore 13.20 - MARMOLADA, «È CHIUSO SOLO IL GHIACCIAIO». «Le montagne della zona sono aperte e così i rifugi e il transito dei mezzi lungo il Fedaia. Chiuso è solo il ghiacciaio della Marmolada». Lo precisa all'Ansa il sindaco di Rocca Pietore, Severino Andrea De Bernardin, sottolineando che «sta passando un messaggio sbagliato. Sembra che qui non si possa più andare da nessuna parte e lo credono anche i residenti». «Si può fare il giro del lago di Fedaia - dice - così come salire al rifugio Falier e andare in zona parete sud della Marmolada e nella prospicente Ombretta». «Non solo - prosegue De Bernardi - Padon, Mesola e Mesolina con i loro rifugi sono aperti così come la famosa via ferrata delle Trincee».

Sul futuro della funivia che da Malga Ciapela porta con tre balzi fino a Punta Rocca annuncia la parziale riapertura. «Forse già domani - annuncia - i primi due tronconi potranno essere attivi, il che significa salire al Serauta e visitare la cosiddetta zona sacra dedicata ai percorsi storici della Grande Guerra così come il museo del rifugio».

«Resterà chiusa solo la tratta per Punta Rocca - conclude - per rispetto dell’immane tragedia accaduta, ma soprattutto per evitare il turismo del macabro».

Ore 11 - ZAIA: «IMPEGNO MORALE RESTITUIRE I CORPI DEI DISPERSI». «Abbiamo l’obbligo morale di restituire i corpi alle loro famiglie; è l’impegno che io e il presidente della Provincia di Trento Fugatti ci simo presi e che abbiamo chiesto ai volontari e al tavolo di coordinamento». Lo ha detto Luca Zaia, governatore del Veneto, a "Radio anch’io" su Rai Radio1, sulla tragedia della Marmolada e sulla sorte dei cinque dispersi. «Ho incontrato i familiari a differenza di molti che parlano e non li hanno visti - ha aggiunto -. Si respira l’aria di una tragedia, dell’angoscia di chi non vede più il proprio figlio, coniuge, fratello. «Questa tragedia - ha concluso - è eccezionale quanto imprevedibile».

6 LUGLIO ORE 8,30  SETTE I MORTI E CINQUE I DISPERSI SULLA MARMOLADA RINTRACCIATI IN 8, IL SINDACO CHIUDE IL MASSICCIO

Sono 7 i morti accertati nella tragedia della Marmolada, 5 i dispersi, tutti italiani. Italiana anche una vittima, una donna trentina. Otto persone sono state rintracciate. Sono un ferito poi identificato (un 30enne trentino ricoverato da domenica a Treviso) e 7 stranieri. Resta il rischio del distacco di una parte pericolante del ghiacciaio. Il sindaco di Canazei ha disposto la chiusura totale del massiccio a tempo indeterminato. La misura anche per tenere lontano i curiosi e i turisti che tentano di salire lo stesso ostacolando le ricerche. 

 

 

Crolla seracco ghiaccio in Marmolada: almeno 6 morti e 8 feriti

 

ORE 16: SCENDE ANCORA IL NUMERO DEI DISPERSI, ADESSO SONO CINQUE 

Con il passare delle ore fortunatamente si ridimensionano i numeri, pur alti, della tragedia sulla Marmolada. La Provincia di Trento comunica che sono cinque, al momento, la persone disperse. Gli otto alpinisti che si temevano dispersi sono stati infatti rintracciati. Scende a sette anche il numero dei ricoverati, dal momento che uno dei feriti è stato dimesso ed è stato identificato anche il ferito di cui non si conoscevano le generalità, ricoverato all’ospedale di Treviso. È un ragazzo trentino. Sono intanto in corso le identificazioni, a Canazei, di altre tre persone decedute.

ORE 14.40: SCENDE A 8 IL NUMERO DEI DISPERSI. Sono scesi a 8 i dispersi dopo il crollo del seracco sommitale in Marmolada. Lo apprende l’ANSA da fonti investigative. Ieri il numero era 13: tra i cinque individuati anche il ragazzo trentino di 30 anni di Fornace ricoverato in prognosi riservata a Treviso, ma che non sarebbe in pericolo di vita. Piano piano, infatti, stanno ricomparendo persone che erano state date per disperse, come ad esempio due alpinisti francesi che sono stati sfiorati dalla frana di ghiaccio e hanno raccontato che, in quel drammatico momento, sulla via normale c’erano almeno 12 persone. Un numero che, calcolando i decessi ufficiali con i nomi delle persone che sono state cercate dai parenti, viene considerato realistico. Gli inquirenti hanno ascoltato anche oggi, come nei giorni scorsi, diversi testimoni proprio per cercare di capire quante persone si trovassero sul ghiacciaio al momento del crollo del seracco.

ORE 14: IDENTIFICATO UNO DEI FERITI E TROVATI ALTRI RESTI. È stato identificato il paziente ricoverato a Treviso dopo il crollo del ghiacciaio. «Ho deciso di far fare alcune foto al paziente ricoverato, dopo aver parlato con due coppie di genitori ieri a Canazei nella sala dell’accoglienza dei famigliari dei dispersi – ha spiegato il governatore Zaia -. Ho chiesto immagini di particolari anatomici utili a un riconoscimento sulla base di quanto emerso nel dialogo. Il paziente ricoverato a Treviso ora ha un nome e un cognome».  Durante le ricognizioni svolte in mattinata con i droni lungo la via normale della Marmolada sono stati trovati resti di dispersi e anche effetti personali. Lo ha comunicato il presidente nazionale del soccorso alpino Maurizio Dellantonio.

 

Leggi anche
Quattro feriti al Santa Chiara di Trento: «I vicentini potranno presto tornare a casa con le proprie gambe. Ma l'impatto psicologico sarà pesante»

 

ORE12: A CANAZEI CONVOCATI I FAMILIARI DI VITTIME E DISPERSI. Si respira disperazione al terzo piano della sede dei vigili del fuoco di Canazei, diventata centro operativo della protezione civile per il disastro in Marmolada. Qui sono stati convocati i familiari delle 7 vittime e dei 13 "reclamati", i dispersi. Chi, cioè, non si è più fatto sentire da quel tragico momento che entrerà nella storia: le 13.40 di domenica 3 luglio. Per il caldo si è staccato un seracco di ghiaccio che ha trascinato detriti e rocce grandi tanto quanto due campi da calcio e profondo oltre 30 metri. E tutto si scaglia senza pietà tra Punta Rocca e Punta Penia, lungo l'itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta. Il disastro inghiotte le vite di sette scalatori.

Questo il triste (provvisorio) bilancio. Tre i vicentini: Filippo Bari, 27 anni di Malo, Paolo Dani, 52 anni di Valdagno che da anni lavorava anche all'Elisoccorso di Verona Emergenza, e Tommaso Carollo, 48 anni di Thiene.

Tra i dispersi figurano Davide Miotti, guida alpina di Tezze sul Brenta. C'era la moglie con lui, Erica Campagnaro. E ancora: Emanuela Piran di Bassano con il compagno Gianmarco Gallina di Montebelluna. Il giovane Niccolò Zavatta di Barbarano Mossano. I loro cari sono tutti qui, assistiti da un team di psicologi, dai volontari della protezione civile, dalle forze dell'ordine e le autorità che stringono loro le mani e dimostrano tutta la vicinanza che umanamente si può dimostrare. Ma non c'è sollievo. Ogni minuto che passa è un macigno sul cuore: qualcuno esce sul terrazzo per cercare l'aria che manca e guardare quella montagna che, per una tragica fatalità, ha cambiato loro la vita. Un momento prima o un momento dopo sarebbe stato diverso.

Come è successo agli otto scampati alla tragedia: tre sono ricoverati in ospedale veneti. A Treviso c'è un uomo che combatte tra la vita e la morte. Non si conoscono le sue generalità, è sfigurato. A Feltre un 65enne straniero in terapia intensiva. Un altro a Belluno. E tra i superstiti c'è Alessandra De Camilli, compagna di Carollo e Riccardo Franchin, di Barbarano di Mossano.

ORE 11:  I SORVOLI AVVISTANO DEGLI INDUMENTI. Alcuni indumenti, non si sa se riconducibili alle vittime del disastro della Marmolada o a reperti precedenti, sono stati individuati stamani nel corso delle ispezioni con droni in corso nella zona del disastro. Lo ha riferito ai giornalisti Fausto Zambelli, assistente di volo del nucleo elicotteri della Provincia di Trento. Zambelli ha riferito inoltre che «si vedrà ora se e come recuperare questi reperti, e se questo significhi che vi sono delle vittime o se appartengono a escursioni storiche precedenti». 

ORE 10: PROSEGUONO LE RICERCHE, MONTAGNA CHIUSA. Le operazioni di ricerca delle persone coinvolte nel crollo del ghiacciaio della Marmolada con i droni dei Vigili del fuoco permanenti e del Soccorso alpino proseguiranno per l’intera giornata. Le operazioni via terra saranno effettuate solo per il recupero di eventuali ritrovamenti effettuati dai droni, per garantire l’incolumità degli operatori. È  in corso una riunione di coordinamento tra tutte le forze coinvolte nella gestione dell’emergenza. L’intera montagna in territorio Trentino è chiusa, secondo quanto previsto dall’ordinanza del sindaco di Canazei, Giovanni Bernard.

Impressionanti le immagini del ghiacciaio prima e dopo il distaccamento riprese dalle webcam di Porta Vescovo Dolomiti Resort.

5 LUGLIO  - ORE 7: Sono sette le vittime, di cui tre identificate, e 8 i feriti. Scende a 13 il numero dei dispersi, di cui tre stranieri. «Ora lavorare perché non accada più». È la riflessione del presidente del Consiglio Draghi a Canazei. Il Papa: prego per le vittime, si rispetti la natura.

 

 

 

 

Una foto del ghiacciaio della Marmolada scattata nel 2011 dal fotografo vicentino Stefano Maruzzo. Nell'immagine si vede la cupola sommitale di Punta Rocca, da cui si è staccato il seracco
Una foto del ghiacciaio della Marmolada scattata nel 2011 dal fotografo vicentino Stefano Maruzzo. Nell'immagine si vede la cupola sommitale di Punta Rocca, da cui si è staccato il seracco

 

Ore 18,30 Dieci dispersi sono di nazionalità italiana e tre di nazionalità ceca. Le autorità stanno ancora accertando la proprietà di quattro delle 16 auto parcheggiate nei pressi dei sentieri che portano al ghiacciaio: hanno tutte targhe straniere (una tedesca, due ceche e una ungherese). Lo comunica il Soccorso alpino trentino.

Ore 16 - Il bilancio, al momento, conferma le sette vittime sulla Marmolada. I feriti, invece, sono otto di cui due gravi. Le persone segnalate dai famigliari, ma che non sono ancora state ritrovate sono 14. Nel parcheggio all'inizio del percorso che porta al luogo della tragedia ci sono ancora quattro auto, tutte con targa straniera. Le ricerche dopo lo stop per il maltempo sono riprese.

A Canazei, intanto, poco fa ha parlato il governatore Luca Zaia: «Il Veneto sta pagando una situazione pesante, abbiamo 3 vittime identificate, 7 dispersi o persone di cui non abbiamo notizie. È una situazione che non pensavamo di dover affrontare, abbiamo partecipato alle ricerche, mandando uomini, elicotteri, stiamo contribuendo alle cure. Spero che i numeri si fermino qui, so che è difficile da confermare, ma lo spero». Zaia ha ringraziato i soccorritori per il loro lavoro in quanto «lo scenario dove stanno lavorando è altamente pericoloso».

«Oggi sono qui a Canazei per rendermi conto di persona di quel che è successo e, vi assicuro, è molto importante essere venuti». Lo ha sottolineato il premier Draghi, in visita al luogo della tragedia della Marmolada.

 

Ore 14 -  L’angoscia che si respira a Canazei, dove è stato creato il quartier generale delle ricerche di morti e dispersi sulla Marmolada, si è attenuata, con una buona notizia giunta da poco: quattro persone ritenute disperse nel crollo del seracco sono state rintracciate. La conta dei dispersi scende così da 19 a 15 persone. Le ricerche, al momento, sono sospese per il maltempo.

Leggi anche
Crollo Marmolada, quattro delle sette vittime sono venete

Ore 13 - Un altro corpo senza vita è stato recuperato dai soccorritori. I morti della tragedia della Marmolada salgono a sette.

Ore 12 - Da quanto si apprende dagli inquirenti sono fino ad ora 19 le persone che sono state in qualche modo «reclamate» come assenti in seguito al disastro in Marmolada e dunque salgono a 19 i dispersi. I morti potrebbero essere dunque più del doppio dei sei accertati.

Sono in corso accertamenti e verifiche sulle targhe di vetture italiane e straniere ancora nei parcheggi attorno a Passo Fedaia.
Squadre di soccorritori sono state inviate in mattinata nella zona del disastro della  Marmolada, per l’avvistamento di alcuni resti sulla colata di ghiaccio e neve. Lo ha riferito ai giornalisti l’assessore veneto alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin. Le ricerche, ha precisato Bottacin, sono state riavviate dopo che l’ispezione con droni sulla zona ha portato ad individuare «alcuni elementi»

Ore 11 - Sarebbero una trentina le persone che ieri si trovavano sul ghiacciaio della Marmolada al momento del crollo del seracco sommitale, si apprende da ambienti dei soccorritori. Non è chiaro al momento quante di queste persone siano effettivamente disperse e le verifiche sono in corso.

Ieri, il giorno del crollo è stata finora la giornata più calda del 2022. Lo conferma il meteorologo della Provincia di Bolzano Dieter Peterlin. A Bolzano ieri sono stati superati i 37 gradi e alle 21.30 la temperatura era ancora di 32 gradi. Sul Crono del Renon a 2.260 metri sono stati misurati 18 gradi e di notte comunque 9 gradi.

Ore 10 - Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia sarà questa mattina alle 12 alla caserma dei Vigili del fuoco di Canazei (Trento), dove è stata allestita la centrale operativa di coordinamento delle operazioni di soccorso e ricerca in seguito al crollo di ieri sulla  Marmolada. All’appuntamento saranno presenti il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, con il quale il presidente veneto è stato in contatto per il coordinamento dei soccorsi durante tutta la giornata di ieri.

Ore 9 - Ci sono tre italiani tra le sei vittime recuperate, causate dal crollo di un seracco sulla  Marmolada in Trentino. Una è originaria della provincia di Vicenza, l’altra della provincia di Treviso e sono entrambi guide alpine. Anche una terza persona identificata sarebbe veneta. Tra i dispersi inoltre, che al momento sarebbero una ventina, ci sarebbe anche un uomo sui 50 anni di Alba di Canazei. Il conteggio delle vittime sembra purtroppo destinato a salire, considerato il numero di dispersi.

 

Ore 8 - I vigili del fuoco hanno presidiato tutta la notte con i droni la zona del crollo in Marmolada e le ricerche proseguono con l'uso dei droni del Soccorso alpino del Trentino. Nel frattempo a Canazei sono arrivati due gruppi di parenti di vittime e dispersi, che sono saliti di numero: sono infatti tre o quattro in più dei 16 comunicati ieri.

 

Le vittime sono tutte al Palaghiaccio di Canazei, dove è stata allestita la camera ardente e dove i parenti, in mattinata, inizieranno il doloroso rito dei riconoscimenti dei corpi. Al momento sono 6 le vittime confermate: tre italiani, un cecoslovacco, più un uomo ed una donna non ancora identificati, ma il bilancio è verosimilmente destinato ad aggravarsi. Le condizioni meteorologiche saranno determinanti per valutare l’intervento diretto dei soccorritori: il freddo e le basse temperature sono fondamentali per garantire un minimo di sicurezza alle operazioni, visto che sulla montagna è rimasto un’enorme quantità di ghiaccio pericolante. Per valutare come procedere sarà fondamentale la valutazione dei meteorologi di Arabba e Meteo Trentino.

 

Tra i coinvolti anche cinque vicentini, quattro dei quali dispersi e uno ferito. Tre alpinisti del Cai di Malo e una guida alpina di Valdagno. Tra il gruppo di Malo manca all’appello Filippo Bari, 27 anni, di Malo, fidanzato, con un figlio piccolo. Tra i feriti risulta un altro vicentino, un giovane di 27 anni di Barbarano Mossano, ricoverato all’ospedale di Trento. Fra i dispersi ci sarebbero anche Davide Miotti, guida alpina di Tezze sul Brenta, e la moglie Erica Campagnaro.

 

 

 

Marmolada, 3 luglio - Un boato e, subito dopo, il rumore del ghiaccio e delle pietre che vengono giù dalla montagna. Un enorme seracco si è staccato dalla Marmolada, sulle Dolomiti al confine tra il Trentino e il Veneto, uccidendo almeno sei alpinisti e ferendone molti altri, tra i 10 e i 14, di cui due in modo grave. Un bilancio che potrebbe aggravarsi ancora: il Soccorso Alpino, che ha evacuato diciotto persone e chiuso il ghiacciaio per il rischio di altri crolli, sta cercando di capire se e quanti manchino ancora all’appello.

Marmolada, crolla ampio seracco di ghiaccio
Marmolada, crolla ampio seracco di ghiaccio

 

La procura di Trento, intanto, ha aperto un fascicolo per disastro colposo, questo al momento è il reato ipotizzato a carico di ignoti. Ad occuparsi delle indagini, con il procuratore Sandro Raimondi, è il pm Antonella Nazzaro.

 

Crolla ampio seracco di ghiaccio sulla  Marmolada
Crolla ampio seracco di ghiaccio sulla Marmolada

Soccorsi sulla Marmolada
Soccorsi sulla Marmolada

«Quanto è successo oggi sulla Marmolada è una tragedia che ci tocca tutti e che ci colpisce profondamente. – dichiara il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia - La macchina della Regione Veneto è intervenuta con tutti i mezzi, gli operatori e i volontari possibili per portare in salvo i feriti, alcuni dei quali sono stati trasportati e presi in carico dalle nostre strutture ospedaliere. Continuo, soprattutto tramite la Protezione Civile e il Suem 118 regionale (i cui uomini e donne stanno dando il massimo, lavorando senza sosta), a seguire gli sviluppi di un incidente che si fa fatica ad accettare e a comprendere. Siamo vicini ai famigliari delle vittime di questa terribile domenica sulla Regina delle Dolomiti»