Il tema

Tav, gare d'appalto deserte. "Ora intervenga il Governo"

Appello del governatore del Veneto Luca Zaia: "L’Osservatorio prezzi nazionale esiste e lì vanno stabilite le variazioni per far sì che le imprese non abbiano paura a lavorare con il pubblico"
Appello del governatore del Veneto sul tema dei bandi deserti per la Tav
Appello del governatore del Veneto sul tema dei bandi deserti per la Tav
Appello del governatore del Veneto sul tema dei bandi deserti per la Tav
Appello del governatore del Veneto sul tema dei bandi deserti per la Tav

Gare d’appalto revocate, gare andate deserte, gare prorogate nella scadenza dei termini nella speranza che qualche aziende le trovi interessanti: per mandare avanti i lotti della Tav sulla Brescia Est Verona e sulla Verona-bivio di Vicenza non si sa più cosa fare. Con il rischio che l’opera, già in ritardo, rallenti ancora rendendo difficile rispettare la tabella di marcia. Da una parte, dunque, opere straordinarie con Fondi del Pnrr, dall’altra traguardi straordinari come le Olimpiadi del 2026, in mezzo una crisi straordinaria che fa schizzare i prezzi e tiene lontane le imprese dagli appalti pubblici. «Un combinato disposto», dice il presidente Luca Zaia, «micidiale. Ma di fronte a una situazione e un periodo straordinari chiediamo al Governo interventi straordinari».

Presidente Zaia, quanto la preoccupa questa situazione?

Moltissimo. Da qui ai prossimi cinque anni ci giochiamo il futuro del Paese tra fondi del Pnrr e opere collegate e con le Olimpiadi di Milano-Cortina: dobbiamo avere strumenti straordinari per affrontare un periodo straordinario. E questo vale non solo per le Grandi opere, ma per tutta la catena degli appalti che è in difficoltà, perché il problema del caro prezzi si ripercuote su tutte le pubbliche amministrazioni, compresi i piccoli Comuni che non riescono a trovare imprese disposte a fare i lavori per sistemare le scuole.

Quale può essere la soluzione?

Che il governo intervenga normativamente con tutte le tutele del caso. Può essere un terreno scivoloso, ma l’Osservatorio prezzi nazionale esiste e lì vanno stabilite le variazioni per far sì che le imprese non abbiano paura a lavorare con il pubblico. Perché il privato quando stipula un contratto con la pubblica amministrazione è blindato nei tempi e nei costi, ma se a metà strada la benzina delle risorse finisce, non esiste paracadute, chiaro? E questa situazione, tra burocrazia, speculazione, aumento delle materie prime crea una tempesta perfetta per cui l’appalto pubblico è l’ultima spiaggia, l’ultimo ad esser preso in considerazione.

Per le Olimpiadi di Torino, evento analogo a quello del 2026 di Milano-Cortina, venne prevista la deroga degli appalti Tav e i lavori in affidamento diretto: chiedete lo stesso trattamento? Si può rischiare che la Tav non sia pronta?

È fondamentale che siano previste misure straordinarie per la Tav in vista delle Olimpiadi di Cortina. Dobbiamo avere ben presente che qui nel Nordest stiamo realizzando opere strategiche per l’intero Paese e che non possono incagliarsi. Rischiamo una revisione prezzi con variabili mostruose: se la pista di bob di Cortina prevede una spesa di 60 milioni, con una variante prezzi del 20 per cento significa sborsare 12 milioni in più, non so se mi spiego. Per cui è assolutamente necessario che il Governo preveda interventi straordinari, inserendo nuove norme non solo per le Grandi opere ma che consentano anche di realizzare in modo sicuro le scuole elementari nei piccoli Comuni. Con questo appello voglio raccogliere il grido d’allarme di tanti sindaci di piccoli paesi che sono in una difficoltà sempre più evidente: devono pregare le imprese perché facciano le offerte.

C’è chi propone di alzare la soglia dei lavori da assegnare in affidamento diretto: ora il 60-70% deve essere a gara e il 30-40% ad affidamento diretto. Il rapporto potrebbe essere rovesciato per garantire continuità ai lavori? Sarebbe favorevole?

Certo. E se è vero che l’aumento dei prezzi è nella misura del 20%, la diretta conseguenza sarebbe che la soglia per l’affidamento diretto dei lavori dovrebbe salire anche questa del 20%. Una misura che permetterebbe di essere più agili e veloci, mettendo in concorrenza alcune imprese accorciando i tempi rispetto a un bando di gara. Questo faciliterebbe anche i piccoli Comuni nella realizzazione delle loro piccole opere, per le quali spesso sono costretti a seguire procedure sovradimensionate: inutile comperare un jet per fare un percorso che puoi coprire con una bicicletta...

Ma al Governo tutto questo lo avete già detto? E tornerete eventualmente alla carica?

Noi come Regione non abbiamo potere legislativo su queste materie, ma abbiamo già sensibilizzato più volte il Governo affinché intervenga e spero che il presidente Draghi stia mettendo in campo qualche correttivo per il Pnrr altrimenti come faremo a realizzare i lavori previsti? Diventerebbe davvero problematico riuscire a spendere i fondi del Pnrr soprattutto nelle piccole realtà sul territorio. Negli appalti oggi i margini sono tiratissimi, la concorrenza è estrema, la variabilità dei prezzi va normata subito, oppure sarà sempre peggio.

Ma quanto c’è di reale secondo lei in questo aumento dei costi e quanta speculazione invece?

Il mix ormai è evidente a tutti. Se l’Ucraina non ci manda più il grano è ovvio che si fa magazzino e si alzano i prezzi. Da una parte è evidente che Putin il suo gol lo ha segnato perché gli paghiamo il gas cinque volte di più; dall’altra parte non ho mai capito perché in Borsa si possano ancora acquistare prodotti finanziari speculativi sulle derrate alimentari. E se non ci sono seri controlli, è evidente che tutti ne approfittano a spese del consumatore finale..

Maurizio Battista

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