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pallone d'Argento

Saleri, il portiere «brasiliano» è tornato a casa: «Non ci ho pensato un attimo»

di Luca Sguazzardo
Stefano Saleri in presa alta
Stefano Saleri in presa alta
Stefano Saleri in presa alta
Stefano Saleri in presa alta

Stefano Saleri fa parte di quei giocatori che quando sono in campo non esitiamo a definire coraggiosi ed estrosi, «ed è per quello che giochiamo in porta: altrimenti dove?», dice ridendo il numero uno del Bonavigo girone B della Prima categoria.

Anche lui ha un passato da attaccante, sembra quasi un marchio di fabbrica o il destino che chiama. Anche Stefano, quindi, almeno da giovane ha assaporato il gusto del gol, «per poi finire in porta perché ai miei tempi non c’era nessuno che voleva andarci, così dagli allievi mi sono ritrovato con il numero 1 sulle spalle: una bella responsabilità, perché se sbagliamo noi, sappiamo tutti come va a finire».

È il terzo portiere della classifica del Pallone d’Argento, e «questo concorso conferma di essere una bella iniziativa da parte de L’Arena. Con la mia famiglia e un gruppo di amici, abbiamo istituito una squadra che ha il compito di raccogliere i tagliandi che poi verranno consegnati in Corso Porta Nuova».

Stefano vive a Minerbe con Martina, che questa estate porterà all’altare. Da Bevilacqua a Bonavigo, poi Vigo e Merlara per tornare a Bonavigo, «dove in questo campionato è dura e stiamo soffrendo un po’ più del solito. Siamo in piena zona play out, inutile nasconderci. Ma sono convinto che alla fine della stagione riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo».

Quella salvezza che il Bonavigo si merita dopo una stagione tribolata, con due cambi in panchina. I ragazzi sono uniti nel volere a tutti i costi la salvezza con l’aiuto Marco Monastero allenatore in seconda, Nicola Isolani mister degli juniores e Michele Ferrari preparatore dei portieri.

A Bonavigo si sta bene, «e quando mi hanno chiesto di tornare non ho avuto alcuna esitazione. Ecco perché tutti siamo concentrati e vogliamo assolutamente questa salvezza. La società è sana e lavora sempre al meglio». Per finire ci sono i portieri a cui ispirarsi. E qui Stefano non ha dubbi nel nominare i due portieri brasiliani Julio Cesar l’ex portiere dell’Inter e Rafael l’ex portiere dell’Hellas, «perché mi è sempre piaciuto il loro stile, la loro tecnica e la loro esplosività fisica. Mi ispiro a loro, anche se in Italia di portieri forti ne abbiamo in gran numero».

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