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Oro

Boni pronto a brindare «Mancano due vittorie. Poi sarà grande festa»

di Stefano Joppi
Nicolò Boni del Vigasio Foto Roberta Roi
Nicolò Boni del Vigasio Foto Roberta Roi
Nicolò Boni del Vigasio Foto Roberta Roi
Nicolò Boni del Vigasio Foto Roberta Roi

Guarda tutti dall’alto Nicolò Boni. L’esterno di centrocampo del Vigasio è con i suoi compagni ad un passo dalla promozione in serie D. «Ci mancano due vittorie per festeggiare e tutti noi vorremmo staccare il biglietto vincente prima di Pasqua. Sarebbe bellissimo», tuona al telefono il classe ’99 ormai sulla dirittura d’arrivo per la laurea triennale in Scienze Motorie.

Un’annata super insomma da completare, magari, con la conquista del Pallone d’Oro. «È anche questo un trofeo importante. Ringrazio la società per aver fatto il mio nome ma se posso dare una mano ad un compagno di squadra per raggiungere l’obiettivo del metallo più prezioso sono ancora più contento», svela il giocatore di Bardolino che come nell’edizione del 2020 preferì consegnare i tagliandi de L’Arena raccolti dai familiari ad altri colleghi. Nicolò nonostante la giovane età ha già alle spalle un cammino importante sui campi della Provincia.

Cresciuto nelle giovanili del Chievo, fino agli Allievi, ha avuto il modo di giocare spalla a spalla con Andrea Pinamonti, attuale attaccante del Sassuolo. «Un bravo ragazzo, si merita questo salto nel calcio professionistico. Aveva già allora i numeri e la tecnica per emergere». Della stessa nidiata anche Massimo Bertagnoli colonna del Brescia in serie B. «Per quel che mi riguarda dopo il Chievo c’è stato il passaggio alle giovanili del Castelnuovo del Garda per poi approdare in prima squadra dove abbiamo vinto il campionato di Prima Categoria.

Da lì la chiamata al Garda, tre anni in Eccellenza, uno al Pescantina (10 reti quella stagione ndr) e poi l’approdo al Caldiero in serie D. Qui non è andata molto bene: ho giocato poco e a dicembre sono ritornato al Pescantina. Sì, ammetto sono rimasto deluso. Ho avuto poco opportunità con mister Fabrizio Cacciatore per capire se potevo starci in serie D. Vabbè. In estate ho accettato la chiamata del Vigasio: una società strutturata da professionista, com’è il Caldiero. Ci alleniamo il pomeriggio e la rifinitura il sabato mattina. Siamo un gruppo molto compatto che sta bene insieme anche fuori dal rettangole verde di gioco». Boni dopo lo stentato avvio si è preso da novembre la maglia da titolare. «Damini? È un mister sprecato per l’Eccellenza. Prepara le partite in maniera impeccabile».

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