Nonostante i cartelli dell’Hellas Verona

Stadio Bentegodi e mascherine, appello nel vuoto delle istituzioni

Un fermo immagine dalla diretta di Dazn: pochissimi tifosi indossavano la mascherina
Un fermo immagine dalla diretta di Dazn: pochissimi tifosi indossavano la mascherina
Un fermo immagine dalla diretta di Dazn: pochissimi tifosi indossavano la mascherina
Un fermo immagine dalla diretta di Dazn: pochissimi tifosi indossavano la mascherina

«Abbiamo riaperto gli stadi al 75 per cento perché riteniamo sia giusto per dare anche un segnale al nostro Paese, ma dobbiamo anche fare un appello ai tifosi: usate la mascherina. In questo momento c’è ancora bisogno di rispettare tutte le regole e di far prevalere il senso di responsabilità. Non ci possiamo permettere di abbassare la guardia». L’appello lanciato solo poche ore prima dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa, rivolto ai tifosi che vanno allo stadio per assistere alle partite in un momento in cui i dati dei contagi da Covid segnano un rialzo graduale ma costante, è sfuggito ai più.

 

Il fermo immagine di Verona-Empoli dell’altra sera è eloquente: primo piano sui tifosi della curva sud che intonano l’ennesimo coro, visi scoperti, distanziamento zero. Come se nulla fosse: sembra un video girato un paio di anni fa, prima che scoppiasse la pandemia. Intendiamoci: ai cancelli del Bentegodi, in attesa del controllo del green pass e del successivo passaggio ai tornelli, quasi tutti indossano la mascherina. Fa eccezione chi fuma o chi già da fuori ha in mano un bicchiere di birra che poi getta a pochi passi dalla verifica della certificazione verde.

 

Le prime mascherine cadono però prima ancora di affrontare la scalinata di accesso agli spalti, molte altre spariscono terminata la salita, altre ancora quando si entra sugli spalti e ci si gode il panorama Bentegodi. Hai presente quando arrivi alla vetta e respiri a pieni polmoni? Solo che in questo caso l’aria non è solo fresca, ma potenzialmente impregnata di germi. D’accordo: siamo tutti vaccinati, condizione indispensabile per andare allo stadio. Ma le regole dell’obbligo di mascherina e di distanziamento, ricordate da cartelli affissi dal club gialloblù esposti in prossimità dei bar interni del Bentegodi, sono ignorate in percentuale variabile.

 

I più trasgressivi sono concentrati e ammassati nel cuore della curva, come testimoniano le riprese televisive in diretta. Curva i cui biglietti erano esauriti già nella mattinata di lunedì: il 75 per cento dei posti garantirebbe in parte un minimo di distanziamento, ma solo in teoria perché tutti si riversano nell’anello inferiore lasciando praticamente vuoto quello superiore. La percentuale di trasgressivi scema fortunatamente a mano a mano che ci si sposta sulle tribune Est e Ovest. Mica detto perché si sia ascoltato l’appello di Costa: si indossa la mascherina semplicemente per innato spirito di sopravvivenza più che per senso di responsabilità, perché si ha a cuore la propria salute prima ancora che di quella degli altri. Non occorre che sia un sottosegretario a raccomandarlo. Resta il fatto che chi va allo stadio lo fa a proprio rischio e pericolo di rimanere contagiato. E non dalla passione per l’Hellas.

Andrea Sambugaro