NUOTO

Luca Pizzini: «Che orgoglio quelle lacrime di gioia di Federica Pellegrini per il mio bronzo europeo»

L’atleta veronese non intende assolutamente fermarsi: «Il prossimo traguardo sarà limare ancora il tempo di Roma»
Luca Pizzini con la medaglia di bronzo conquistata nei 200 rana
Luca Pizzini con la medaglia di bronzo conquistata nei 200 rana
Luca Pizzini con la medaglia di bronzo conquistata nei 200 rana
Luca Pizzini con la medaglia di bronzo conquistata nei 200 rana

Parole, pensieri, emozioni a 72 ore dall’impresa: terzo bronzo nei 200 rana in tre edizioni diverse di una rassegna continentale, primo azzurro ad esserci riuscito, lo ha realizzato a 33 anni età che il mondo del nuoto considera da... pensionamento. Dopo Londra 2016 (2’10”39) e Glasgow 2018 (2’08”54), a Roma (2’09”97) Luca Pizzini, carabiniere bentegodino, ha firmato il sua triplete.
Classe ’89, più forte del Covid e degli infortuni. Il tecnico Matteo Giunta lo ha definito un highlander, Federica Pellegrini ha pianto di gioia.

 

Pizzini, a che livello sono oggi le emozioni provate la vigilia di Ferragosto?
Continuo a ricevere tantissimi messaggi uno più bello dell’altro, per cui diciamo che il livello è ancora alto. Ripensandoci a mente fredda, ho fatto qualcosa che nessun altro alla mia età era riuscito a fare. Sono fiero di quel che ho combinato, spero che questo traguardo sia da stimolo a chi in difficoltà vorrebbe mollare.

 

Mai avuto questo pensiero?
No. Anzi, il mio traguardo era quello di tornare a scendere sotto i 2’ 10 e ce l’ho fatta. Il prossimo sarà limare ulteriormente il crono di Roma, riavvicinarmi a quel 2’08 di Glasgow.

 

Il Covid, la frattura al braccio e altri fastidiosi infortuni nel pre-mondiale di Budapest e prima dei Giochi del Mediterraneo: è stato più forte di tutto.
C’erano gli Europei in casa, il mio pallino fisso era esserci. Dopo i Mondiali del 2009, a Roma volevo tornarci per nuotare e non per stare sugli spalti.

 

Dove sedeva Sandra Huber, sposata lo scorso anno. A novembre tra l’altro festeggerete la nascita del vostro primogenito.
È un legame che mi ha sempre dato energia. Lei ha il suo lavoro e della mia quotidianità di atleta è esperta. Sa che sto bene tre volte l’anno, e che rientro dagli allenamenti stanchissimo. Sandra è il mio valore aggiunto.

 


Il 14 agosto Verona ha festeggiato i suoi due atleti di punta classe ’89: il bronzo di Pizzini e l’oro in pista di Elia Viviani. Insieme avete condiviso la prima pagina del nostro quotidiano.
Abbiamo la stessa tenacia. Ho conosciuto Elia alle Olimpiadi di Rio 2016, ci incontriamo spesso a Livigno, sede dei rispettivi ritiri.

 

Lei è anche un appassionato delle due ruote.
Soprattutto dei motori, la bicicletta è un diletto ma posso immaginare le fatiche che richiede ad Elia; per qualsiasi atleta al top lo sport pretende un grandissimo dispendio di energie, la nostra è una vita piena di fatiche e rinunce ma bellissima. Il segreto per chi non è più giovanissimo sono la costanza e l’obiettivo. Il mio era Roma. Una volta conquistata ho puntato alla medaglia, il prossimo step è limare proprio il crono di Roma per avvicinarmi al mio primato.

 

Qualche rammarico per l’argento sfiorato?
Nella vasca di ritorno vedevo il britannico Wilby che mi stava davanti, negli ultimi venti metri avevo i riflessi offuscato dalla fatica. Pensavo di essere arrivato secondo e non mi aspettavo che lo speaker facesse il nome del finlandese Mattsson. Il bronzo va bene comunque.

 


Le lacrime di gioia della Pellegrini, i complimenti di Giunta.
Dire che io e Federica ci siamo allenati tanto insieme è dire poco. Ci sono state le gare ma anche i momenti più tosti, le lunghe sedute dentro e fuori la vasca, i dolori fisici. Sono orgoglioso di esser stato capace di commuoverla, soprattutto dopo tutte le emozioni che lei per prima ci ha regalato.

 


E Giunta?
Il mio risultato è il frutto del lavoro svolto con Matteo, della sua competenza e della capacità di darci sempre gli stimoli necessari per arrivare pronti all’appuntamento. Anche prima della gara ci siamo confrontati, poi in camera di chiamata, solo con me stesso, ho pescato dentro di me la forza mentale, sapendo che fisicamente mi sentivo pronto. Non è facile gestirsi fra ansie e paure in un evento come quello di Roma in cui tensione è palpabile anche se hai 33 anni, l’età dell’esperienza. E ringrazio la dottoressa Tiziana Balducci che ci rimette sempre in piedi, con me è stata eccezionale.

Federica e Matteo sono stati fra gli invitati delle vostre nozze. Ricambierete l’ospitalità di fine mese in quello che passa per essere il matrimonio dell’anno?
Certo, a questo punto dobbiamo soltanto indossare l’abito delle feste.

Anna Perlini