Edizioni Neri Pozza

Il viaggio di Oliver Guez nell'Argentina che vive e muore di calcio

Nelle pagine del libro anche l'epopea del Pibe de Oro, Maradona, l'aquilone cosmico che plana sino a sollevare la Coppa del Mondo
La copertina del libro di Oliver Guez
La copertina del libro di Oliver Guez
La copertina del libro di Oliver Guez
La copertina del libro di Oliver Guez

Un atto d'amore. Al calcio in primis. E un viaggio alla ricerca di emozioni e sensazioni che solo la soap opera più bella del nostro tempo, il mondo del pallone, può regalarci. Un pamphlet ma senza polemica e senza satira l'ultima opera dello scrittore e sceneggiatore francese Olivier Guez autore anche dell'Elogio della finta.

"Nel paese dell'aquilone cosmico" edizioni Neri Pozza, Guez conduce per mano il lettore nel paese della Pampa e dei gauchos, l'Argentina, e lo fa attraverso un affascinante excursus nella storia del suo calcio. Dalla passione sportiva esportata dagli inglesi, nel desiderio di ricreare il proprio universo insulare ovunque essi approdino, passando per i primi club di Buenos Aires, negli anni Venti, quando il calcio era "lo sport collettivo del popolo creolo e il tango la sua musica".

 

Un racconto inedito di Maradona

Un viaggio che termina nel fatidico pomeriggio del 29 giugno 1986 il giorno in cui il cronista argentino Victor Hugo Morales, celebra l'epopea del Pibe de Oro, Maradona, l'aquilone cosmico che plana sino a sollevare la Coppa del Mondo. Di Maradona dio del calcio Guez ci racconta anche la sua fallibilità, un eroe alla Rimbaud che, in cerca di adrenalina per sentirsi vivo, precipita in un abisso senza fondo, non cessando, però, un solo istante di essere amato come il pibe astuto e fragile in cui si svela l'anima di un popolo.

Quello di Guez è anche un grido disperato verso un calcio e forse una società più vera, meno filtrata, in cui il turbocapitalismo e la globalizzazione imperante non avevano ancora fatto breccia. Illuminante la chiusa dello scrittore francese. "Al calcio canaglia è succeduto il calcio cyborg, corpi scolpiti, culto della plastica e dell'apparenza, maglie, club, giocatori irriconoscibili, discorsi e messe in scena asettici. Money money. I piromani continuano la loro politica della terra bruciata. Gli stadi sono vuoti, i diritti e gli ascolti televisivi in calo, troppo calcio uccide il calcio, ma salasseranno la bestia sino all'ultima goccia di sangue. Peccato. Abbiamo amato così tanto il calcio".

Sandro Benedetti