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Verso lo spareggio salvezza

Hellas, ultima chiamata: con lo Spezia serve recuperare l'anima

di Gianluca Tavellin
Il Verona a San Siro
Il Verona a San Siro
Il Verona a San Siro
Il Verona a San Siro

Salvezza a perdere? Sembra essere proprio così. Difficile emozionarsi dopo le ventuno sconfitte incassate dal Verona in questa stagione. Non è essere negativi ma realisti. Il campionato dei presidenti, degli interessi e dei diritti tv e social in giro per il mondo, non vuole il risultato tecnico ma solo quello economico. Verona e Spezia a 31 punti, come del resto la Salernitana nella scorsa edizione della «Super Mega Serie A». 

Altro calcio

Viene da star male al solo pensiero che l’Hellas di Malesani dopo aver insegnato calcio nel girone d’andata retrocesse a 39 punti. L’anno successivo perfino l’esperto Ferron trovò squadra nella massima categoria, da vice portiere ma la trovò. Per la cronaca nella stagione 2001/’02, le squadre erano 18 e le retrocessioni 4. Non certo le 20 di oggi con 3 retrocessioni. Tutta fuffa e spettacolo all’americana. Già visto con Pelè e Chinaglia. Quando i Cosmos alternavano, il sintetico del baseball con lo Studio 54. Tutti in A per prendere quattrini, non importa che poi ci sia di fatto un bel torneo di B all’interno della massima serie. Sarà l’età o forse la tecnica ma Gaudenzi, Gutierrez, Davide Pellegrini e Osvaldo Bagnoli in quel di Cesena dopo un girone di ritorno pazzesco avrebbero meritato la salvezza. Se non altro perchè avevano battuto il Milan degli olandesi e non perso con quello di Calabria e Brahim Diaz.

L’Hellas di Bocchetti ha messo insieme 26 punti dallo scorso 4 gennaio. I gialloblù erano spacciati dopo i miseri 5 ottenuti prima del Qatar. Ricordate Messi che alza la Coppa del Mondo con la vestaglia di Edwige Fenech? Ecco ai massimi livelli il calcio di oggi. Quindi se valutiamo tutto, quasi quasi viene da essere più magnanimi con Montipò e compagni. Hanno lavorato tanto, tutti. Hanno sbagliato tanto, tutti. Dalla panchina al campo. Stojanovic, Abildgaard e Magnani potrebbero entrare, speriamo di no, nella storia del Verona. 

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Perchè i fischi a Ibra?

Eppure mentre ingenerosamente, era meglio stare zitti, i tifosi gialloblù fischiavano le parole di Ibra, veniva da pensare. Ma se Ibrahimovic fosse stato anche in borghese a Peschiera, siamo sicuri che il Verona si sarebbe giocato la salvezza a perdere? Ha ragione Sean Sogliano, vecchio pirata del calcio quando parlava della mancanza di personalità in generale dei calciatori d’oggi.
 

 

Carpe Diem

A San Siro si è rivisto un lampo di scaltrezza. Depaoli che batte la rimessa, Lazovic che serve e Faraoni che chiude in gol sul secondo palo. Ecco i dettagli che fanno una squadra, magari non una grande formazione ma un gruppo che può ancora salvarsi. Bocchetti espulso? Urliamo finalmente!!! Non ci piacciono gli atteggiamenti di Mourinho ma ha ragione quando racconta che nella Roma è costretto a fare tutto. Allenatore, uomo immagine e società. E meno male che ha perso l’Europa League, costringendo i suoi ragazzi all’ultima fatica contro lo Spezia. Altrimenti oggi scriveremo altro. Pochi 26 punti in 23 partite. Non che lo Spezia abbia fatto meglio, però ha dato l’impressione, anche a Roma di avere un atteggiamento più aggressivo, più determinato. Un modo di stare in campo che il Verona ha avuto da subito a Torino contro i granata e nei primi mesi del 2023.

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Poi troppi alti e bassi. Eppure adesso questa lotta per non retrocedere a perdere, dà un’altra chance ai gialloblù. Uno spareggio diverso da quello con la Reggina e se vogliano pure da quello per rimanere in A del lontano 1958. In quell’anno tantissimi infortuni, non ultimo quello di Bagnoli calciatore ma pure vittorie con Milan e Napoli. Ma questa è un’altra storia. Ora è tempo di voltare pagina e trattenere la A vincendo. Domenica l’ultima chiamata.

 

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