intervista al direttore generale

Simona Gioè: «L'Hellas vuole restare in serie A. Pronti ai sacrifici economici»

Con il club dal 2017, direttore da due stagioni, rivela: «Il costo mensile del Verona? Tra i nove e dieci milioni di euro. E per accendere il Bentegodi per una partita si spendono 125-130 mila euro»
Simona Gioè è il direttore generale dell’Hellas Verona da due stagioni (FotoExpress)
Simona Gioè è il direttore generale dell’Hellas Verona da due stagioni (FotoExpress)
Simona Gioè è il direttore generale dell’Hellas Verona da due stagioni (FotoExpress)
Simona Gioè è il direttore generale dell’Hellas Verona da due stagioni (FotoExpress)

Sorriso senza confini, dolcezza applicata alla partita doppia. Questo è il dare e l’avere di Simona Gioè, sicuramente il direttore generale più affascinante del calcio italiano. «Vogliamo restare in serie A» dice, «siamo tutti uniti per la salvezza».

Come è nato il suo arrivo al Verona?

Circa sei anni fa, quando l’Hellas era in cerca di una figura che potesse curare la parte amministrativa, feci il primo colloquio. Poi ci fu un periodo di attesa, perchè il club era in B. Primo ed ultimo colloquio con il presidente Setti a Verona, in via Francia e da lì… 01.09.2017 inizia la mia esperienza lavorativa.

Il rapporto con Setti su quali basi poggia?

Stima e rispetto reciproco, ciò che dovrebbe stare alla base di ogni rapporto.

Un direttore generale donna nel calcio, cosa un po’ inusuale. Quale sono le sue idee in merito?

È un argomento che ormai ritengo essere anacronistico. Le donne occupano posti di rilievo nella società civile e non deve stupire.

Quali sono, le condizioni di pagamento o riscossione dei calciatori?

Le retribuzioni ai tesserati vengono corrisposte con ratei mensili. Poi ci sono le scadenze federali, disciplinate dalle NOIF (Norme organizzative interne della Figc ndr), che “vincolano” le società al pagamento delle mensilità entro delle scadenze predefinite pena i punti di penalizzazione in classifica.

Il 22 dicembre ci sarà una scadenza di rilievo. Il Verona è pronto a versare all’Erario 18 milioni di euro?

Come tutti i club ci stiamo preparando per farci trovare pronti. L’intero sistema calcio è esposto e siamo fiduciosi che il governo possa concedere delle rateizzazioni, tenendo conto che col Covis, lo sport e il calcio non hanno ricevuto gli stessi aiuti di altri settori.

Cosa incassa il club dai diritti televisivi?

A giugno 2022 sono stati circa 37 milioni. Una bella cifra ma le spese sono tante. Siamo passati ad esempio dal milione e mezzo di commissioni per gli agenti nell’ultimo anno di B a più cinque milioni nel 2022.

Avete ripreso in mano con la nuova giunta la questione dello stadio?

Con il sindaco Tommasi ho da subito condiviso i vari problemi presenti al Bentegodi e lui si è mostrato attento alle varie esigenze. Dovremmo iniziare a fare qualche miglioria al Bentegodi ma non posso svelarti i dettagli, siamo ancora in fase autorizzativa.

Oggi con i nuovi rincari, costruire un nuovo stadio, si sfiorano i 2000 euro a posto. Un’esagerazione?

A mio avviso sì. Rientrare dei costi non è semplice, salvo che non ci siano altre attività connesse allo sfruttamento degli spazi che insistono all’interno della struttura.

Ad oggi cosa costa accendere il Bentegodi per una partita?

Tra utenze, steward e servizi, la media è di 125-130 mila euro. Solo per un incontro con una big, vengono impiegati 400 steward, 350 per una gara non di prima fascia.

E il Centro Sportivo?

È il grande progetto di Setti, quello a cui tiene in modo particolare. Dare una casa a tutto il mondo Hellas. L’area c’è, ci vorrà del tempo per realizzare il tutto: parliamo di un investimento tre i 25 e i 30 milioni di euro.

Il Verona dello scudetto nel 1985 costava 1 miliardo delle vecchie lire al mese. Oggi qual è il costo mensile dell’Hellas?

Le do un dato purtroppo ai più sconosciuto. Costa tra i nove e dieci milioni di euro.

Quante perdite avete avuto col Covid? Il governo vi ha aiutato?

Circa quindici milioni. Abbiamo ricevuto un ristoro relativo alla spesa di tamponi, sanificazioni … ad oggi pari a 500mila euro, prevediamo di incassarne altrettanti a seguito del nuovo provvedimento. L’Hellas ha poi sfruttato la possibilità di accedere a forme di finanziamento della liquidità garantiti da Sace. Ovviamente è indebitamento per l’azienda e vanno restituiti.

In che misura è tifosa?

L’Hellas mi è entrata nel cuore regalandomi delle emozioni uniche.

La domenica e durante la settimana quali i suoi compiti?

Sono sempre presente allo stadio. Come dicevo, lavoro a stretto contatto con tutte le aree della società, con particolare attenzione all’ambito amministrativo e commerciale. Vogliamo crescere sotto questo aspetto e divenire un’azienda sempre più strutturata.

Quanto può valere l’Hellas oggi? Anche in generale…

È il mercato che darà una valutazione dell’Hellas. È un fatto direi soggettivo che dipende molto dalle intenzioni di chi intende investire.

Le Women sono retrocesse e fanno fatica.

Le ragazze ci regalano grandi soddisfazioni ed è bellissimo vedere le bambine con la maglia del Verona. Il movimento va sostenuto ma gli sforzi economici sono notevoli. Incidono pesantemente sui conti dell’azienda che ha l’obbligo di perseguire il pareggio di bilancio.

Quale saranno le perdite per il club. E cosa spetterebbe al Verona?

Al Verona spetterebbe il paracadute di 25 milioni di euro. I ricavi attesi, compreso il paracadute ed esclusi i ricavi da gestione calciatori, ammontano a circa 45 Milioni contro i 60 attuali.

In molti si sono avvicinati per avere informazioni sull’eventuale cessione?

Come ben descritto dal presidente, ogni anno sono diversi i soggetti che si avvicinano con più o meno credibilità al Verona, come d’altronde a tante società italiane.

A che punto è la discussione per i diritti televisivi?

Siamo in dirittura d’arrivo per il nuovo bando.Dazn è soddisfatta dell’investimento, così come altre piattaforme hanno interesse e sono pronte a competere quindi siamo ottimisti che potremo avere un notevole miglioramento delle offerte precedenti.

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Gianluca Tavellin

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